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Capodanno In Sicilia

Le magie della Sicilia Occidentale si possono assaporare grazie ad un tour che comprende la visita di splendide località, rese ancora più suggestive dall'atmosfera delle feste.

Capodanno è l’occasione giusta per scoprire una terra magica, e il tour della Sicilia offre la possibilità di immergersi nella tradizione popolare

L’atmosfera che in questo periodo si respira nelle città e nei piccoli paesi siciliani, è unica al mondo, accogliente, festosa, tradizionale e allo stesso tempo frutto di diverse culture unite in una sola.
Il tepore di un clima benevolo e la brezza proveniente dal mare, accolgono il Natale in Sicilia, con le sue feste barocche, i profumi intensi della natura e della cucina, i mastosi presepi che qui diventano alta manifestazione dell’arte, passeggiate, musica, fiaccolate e dolci, in un intrecciarsi di sacro e profano, di devozione religiosa e peccati di gola.

DATA EVENTO
27 Dicembre 2017 - 07 Gennaio 2018

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27 Dicembre - Partenza Facoltativa con Traghetto da Livorno


Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

In alternativa al viaggio via terra, si potrà raggiungere Palermo il giorno 28 con traghetto da Livorno o Salerno Facoltativamente.

27 Dicembre - Partenza Facoltativa con Traghetto da Salerno


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In alternativa al viaggio via terra, si potrà raggiungere Palermo il giorno 28 con traghetto da Livorno o Salerno Facoltativamente.

28 Dicembre Palermo - Arrivo ed Incontro e Registrazione


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Gli equipaggi provenienti da Salerno in arrivo alle ore 10.00 circa quelli provenienti da Livorno con arrivo alle ore 18.30 ed i restanti arrivati via terra, ci ritroveremo sostando a due passi dal centro per cominciare a passeggiare per le vie centrali godendo dell'atmosfera natalizia nel capoluogo siciliano in libertà.

29 Dicembre Erice - La città di Venere e della Scienza


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Se le origini di Erice si perdono nella nebbia del tempo, passeggiando tra le stradine acciottolate del borgo medievale sulla cima di monte San Giuliano, quella stessa nebbia lascia scoprire segni, simboli e leggende nate ben prima di punici, e romani che qui eressero un santuario dedicato alla dea della Bellezza e dell’Amore. Visitare Erice significa, infatti, perdersi tra mille scorci di stradine basolate, fortificazioni, antiche chiese (la Matrice e Sant’Orsola), conventi, botteghe artigiane (produzione di ceramica, dolci tipici, tappeti), pinete e giardini, per poi smarrirsi, sul bordo della cittadina, in panorami mozzafiato verso le isole Egadi, lo Stagnone, le Saline e i campi coltivati di tutta la provincia di Trapani.Fondata, secondo Tucidite, dagli esuli troiani (gli antichi Elimi), Erice sorge arroccata a 750 m. di altezza sul monte omonimo che domina la città di Trapani, offrendo un panorama mozzafiato dell'intera costa da Marsala a Capo San Vito, compreso l'arcipelago delle Egadi con le isole di Favignana, Marettimo e Levanzo. Abitata da Fenici, Greci e Romani fu, per questi ultimi, sacro luogo di culto della "Venere Ericina", la prima dea della mitologia romana a somiglianza della greca Afrodite. Oggi la cittadina conserva quasi intatto il suo impianto urbanistico medievale con monumenti di grande interesse fra i quali la Chiesa Matrice (XIV sec.). Dal panoramico Giardino del Balio, con il normanno Castello Pepoli ristrutturato nel XIX sec., si accede al famoso Castello di Venere (XII sec.) una tipica fortezza medievale a strapiombo sulla vallata, costruito sul luogo dell'antico santuario della dea Ericina. Dal 1963, su iniziativa del grande scienziato trapanese Prof. Antonino Zichichi, Erice è sede del Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana" che richiama gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi che interessano diversi settori: dalla medicina al diritto, dalla storia all'astronomia, dalla filologia alla chimica. Per questo le è stato attribuito l'appellativo di "Città della Scienza".

 

29 Dicembre Custonaci - La Grotta Mangiapane ed il Presepe Vivente


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La Grotta Mangiapane.
Si tratta di un antico insediamento preistorico  abitato fin dal paleolitico.  La famiglia Mangiapane lo trasformò in un piccolo villaggio e ci visse per 150 anni,  vivendo di agricoltura e pastorizia.Un luogo, ricco di fascino e bellezza affacciato sulle splendide acque della Baia di Cornino.  In questa cornice  fortemente suggestiva  si ripete dal 1983 la magia del Presepe Vivente di Custonaci.
La grotta si può visitare anche nel periodo estivo.

29 Dicembre - Camping


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La giornata termina per rilassarsi e trascorrere il tempo in allegria nel vicino Camping

30 Dicembre Realmonte - Scala Dei Turchi - Incontro con Equipaggi 2° Gruppo


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Candidatasi negli ultimi anni a diventare Patrimonio dell'umanità dell'Unesco, la spiaggia è una tra le più suggestive della Sicilia per la sua parete rocciosa che si erge a picco sul mare lungo la costa tra Realmonte e Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Ogni anno si registrano più di 700mila presenze, più di quelle della Valle dei Templi. La sua popolarità è stata ulteriormente accresciuta dai romanzi sul commissario Montalbano di Andrea Camilleri, ambientati in questi luoghi.

30 Dicembre Agrigento - Valle Dei Templi Visita con Guida Turistica


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Le rovine monumentali di Akragas rappresentano uno dei più importanti complessi archeologici nell'area del Mediterraneo; spiccano in un paesaggio agricolo che è caratterizzato da secolari ulivi e mandorli.
La visita guidata seguirà il percorso della Valle dei Templi di Agrigento Una serie di santuari consacrata alle principali divinità decorano questa cresta rocciosa fin dal VI secolo a.C.
A partire dal Tempio di Giunone, saremo i protagonisti di un viaggio immaginario tra l'architettura greca templare che qui, come in pochi altri luoghi al mondo, ha mantenuto la sua perfezione formale intatta.

30 Dicembre Porto Empedocle - All'Osteria preferita da Camilleri mangiando pesce


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    Per chiudere la stupefacente giornata quale miglior modo di mangiare dove Andrea Camilleri nativo del luogo, trova ispirazione per i suoi libri e film.
    Enzo con il pesce freschissimo e di qualità ci delizierà il palato.

    30 Dicembre Porto Empedocle - In sosta per la notte


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    Giunta l'ora di andare a letto domani ci attendono altre altre emozioni e luoghi straordinari da visitare

    31 Dicembre Museo della Miniera Solfare Trabia Tallarita


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    È la miniera di zolfo più estesa del territorio nisseno e rappresenta oggi anche uno dei più affascinanti esempi di archeologia industriale dell’isola. La miniera, che attualmente si estende dai territori riesini fino a quelli di Sommatino e della Tallarita, risale al 1730 quando venne aperta la Solfara Grande a cui si annette poi quella di Tallarita nel 1823. La storia della miniera è caratterizzata dall’alternarsi di innovazioni tecnologiche e disastri dovuti a crolli o incendi. Ma non solo. Il momento di massimo splendore delle attività estrattive risale agli anni Venti del XX secolo, quando dalle viscere dell’altopiano nisseno veniva prodotto il 12% dello zolfo per il consumo mondiale. La presenza dei 3000 minatori che lavoravano incessantemente nel sottosuolo fece sì che nascesse un piccolo villaggio annesso agli impianti con una stazione dei carabinieri, una cappella, gli uffici delle poste e spacci alimentari e alloggi per dipendenti e le loro famiglie. Purtroppo negli anni ’50 la concorrenza americana mise in ginocchio il sistema produttivo, a questo va aggiunta la perdita di molta vite umane causate dalla frana del pozzo di Scordia  a seguito dall’esplosione di grisou. La miniera fu chiusa nel 1975. Nel 2010 è stato inaugurato il primo lotto dei lavori di recupero, che hanno interessato la centrale elettrica “Palladio” e i fabbricati annessi, un tempo destinati ad officine ed uffici, al fine di aprire una prima parte del museo destinato a raccontare le vicende umane e naturali legate a questo splendido luogo.

    31 Dicembre Piazza Armerina - Villa Romana del Casale - Visita con Guida Turistica


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    La Villa, tutelata dall’Unesco dal 1997, è appartenuta ad un esponente dell’aristocrazia senatoria romana, forse un governatore di Roma  (Praefectus Urbi); secondo alcuni studiosi fu, invece, costruita e ampliata su diretta committenza imperiale. Per la sua bellezza e complessità, può considerarsi  uno degli esempi più significativi di dimora di rappresentanza rispetto ad altri coevi dell’Occidente romano. L’alto profilo del suo committente viene celebrato, in modo eloquente, attraverso un programma iconografico, stilisticamente influenzato dalla cultura africana, che si dispiega, con ricchezza compositiva, in una moltitudine di ambienti a carattere pubblico e privato.

    31 Dicembre Piazza Armerina - Il Veglione


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    Cena tipica, Musica, Balli,  è così che festeggeremo in una splendida cornice agrituristica l'arrivo 2018

    1 Gennaio Ragusa Ibla - Visita con Guida Turistica


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    Ibla, centro storico di Ragusa
    Una volta a Ragusa è impossibile non visitare Ragusa Ibla, il fulcro della città di Ragusa, il suo quartiere più affascinante grazie ai numerosi palazzi e chiese che vi si trovano.
    Ragusa Ibla si estende su una piccola collina e dopo il terremoto del 1693 fu interamente ricostruita in stile barocco. Per iniziare una piacevole passeggiata alla scoperta di Ibla è bene partire da Piazza Pola.
    Questa piazza è la principale del quartiere ed è qui che si trovano numerosi bar, locali ed uffici comunali.
    È partendo da questa piazza che potremmo andare alla scoperta delle numerose ricchezze di Ibla che si susseguono una dopo l’altra affascinando i numerosi turisti. Lasciandoci la piazza alle spalle, e percorrendo via Orfanotrofio, è possibile ammirare tutta una serie di palazzi nobiliari sia in stile barocco che rinascimentale. Dopo solo pochi passi si trovano i resti della Chiesa di Sant’Agostino un’antica chiesa della quale resta un bellissimo portale in stile gotico, essenziale ed affascinante.
    Dopo la chiesa si trova il Palazzo Di Quattro risalente al ‘700. Questo palazzo fu costruito per volere del Duca Arezzi di San Filippo e solo successivamente divenne proprietà della famiglia Di Quattro.
    Al piano terra si trova, oggi, una bottega di un antiquario. Proseguendo sulla stessa strada c’è la Chiesa di Santa Teresa ed il relativo collegio. Continuando la passeggiata per Ragusa Ibla, e prendendo via delle Suore, si arriva in una piccola piazza, Piazza Chiaramonte dove si erge la Chiesa di San Francesco dell’Immacolata.
    Si dice che questa chiesa e il suo campanile siano i resti di un palazzo appartenente alla famiglia dei Chiaramonte e abitato successivamente dalla famiglia Cabrera che poi lo donò ai frati francescani. Ma questa è solo una leggenda, in realtà, studi storici affermano che la chiesa è antecedente al periodo dei Chiaramonte e che questa famiglia non costruì mai un suo palazzo sulla collina di Ibla.
    Furono gli stessi francescani che decisero, intorno al 1300, di stabilirsi lontano dalla città, in periferia, e dedicarsi ai malati, all’accoglienza dei viandanti e dei pellegrini. Agli inizi del XVII secolo la chiesa subì sostanziose modifiche. Il terremoto del 1693 non lasciò scampo alla Chiesa e al suo convento che furono distrutti quasi integralmente. Nel 1711 furono portati a termine i lavori di restauro. Oggi la chiesa si presenta con tre navate interne divise da due file di colonne. Alla fine della navata centrale si trova il presbitero con la tribuna lignea eretta nei primi anni del 1900. Il convento, accanto alla chiesa, venne costruito nel XVIII secolo sulla rovine del precedente. Oggi il convento ospita una casa di riposo per anziani.
    Dopo la Chiesa di San Francesco ci troviamo a percorrere la strettissima via Chiaramonte che ci conduce al retro del Palazzo Battaglia, il primo realizzato dopo il grande terremoto. La caratteristica principale di questo palazzo sta nel fatto di avere due facciate principali, la prima visibile da via Chiaramonte e la seconda percorrendo una piccola via che divide il palazzo dalla Chiesa dell’Annunziata.
    La facciata rivolta verso la Chiesa dell’Annunziata si presenta con due diversi livelli separati da una fascia in pietra.
    Al pianterreno si trova un affascinante portale con ai lati due grandi finestre nello stesso stile. Al piano superiore, quello nobile, si trovano tre balconi e su quello centrale si trova un grande scudo araldico con gli stemmi delle famiglie Battaglia e Giampiccolo. La facciata che dà su via Chiaramonte è successiva e presenta un grande balcone ed un bellissimo portone d’ingresso. Al centro tra il balcone e il portone si trova una piccola finestra ovale.
    Lasciando con lo sguardo il magnifico palazzo subito ci ritroviamo di fronte la Chiesa dell’Annunziata con accanto un piccolo palazzo settecentesco che dà l’impressione di appartenere alla chiesa stessa, è il Palazzo Arezzi. Ritornando in via Orfanotrofio continua la salita e ci si trova a Largo Camerina da dove è possibile prendere via Cabrera e giungere in Piazza Duomo, il cuore del barocco di Ibla. Questa piazza ha una forma irregolare ed è circondata da chiese e palazzi.
    La chiesa più bella è senza dubbio quella di San Giorgio che domina l’intera pizza circondata da palazzi quali Palazzo Arezzi, caratterizzato da uno splendido arco sotto il quale passa la strada che conduce all’ex Distretto Militare. La bellezza di questa piazza è indescrivibile ed è oggi sede di numerose manifestazioni civili e religiose. Prima di abbandonare la piazza, nella parte bassa, si trova una deliziosa fontana tra i Palazzi Arezzi e Vaninata costruiti tra la fine dell’800 e l’inizio del 900.
    Percorrendo la vicina via del Convento troviamo una piccola scalinata che ci porta verso la parte alta di Ibla. Una volta giunti all’estremità delle scale è possibile riconoscere i resti di un piccola piazzetta con belvedere e da qui si può percorrere via Torrenuova, e ammirare il Palazzo Capodicasa con 8 balconi sovrastati da sculture classiche, o prendere la grande scalinata che conduce alla Chiesa di Santa Maria del Gesù.
    Sia la Chiesa che il connesso convento furono costruiti nel 1636 circa per volere dei frati minori.
    Visto il posto scelto, la costruzione di questa chiesa fu assai complessa e di conseguenza lenta. Il convento presenta quattro livelli ognuno dei quali ospitava dei locali differenti. Al primo piano si trovavano dei magazzini in cui venivano conservati i raccolti del vicino terreno, al secondo una grande cisterna e altri magazzini, al terzo il refettorio e la cucina e al quarto le celle dei frati. Sulla parte nord del convento si trova la chiesa che nel 1963 fu molto danneggiata dal terremoto. Su via Torrenuova si trova anche la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo. Nei pressi di questa chiesa si trova Porta Walter che, oggi, è l’unico accesso per Ibla medievale.
    Oltrepassando la porta ci troviamo in via Ottaviano (strada panoramica del parco) che ci conduce verso l’altra parte di Ibla. Qui si trovano la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli che secondo la tradizione venne costruita fuori dalle mura della città perché in questo posto venne ritrovata un’immagine della Madonna col Bambino. Il ritrovamento fu considerato un segnale divino e la popolazione decise di costruire una Chiesa in onore della Madonna.
    La Chiesa però restò incompleta, difatti non vi è un’adeguata copertura. Nonostante questa grave mancanza la chiesa è molto particolare per la sua pianta ottagonale. Le porte di ingresso presentano degli intagli molto particolari che danno alla facciata un tocco di stile ed eleganza. La chiesa è stata chiusa al culto nel 1951. Continuando per questa strada troviamo la Chiesa di Santa Barbara e la Chiesa delle Anime Purganti per poi arrivare in Piazza degli Archi.
    Proseguendo il nostro cammino arriviamo al quartiere San Paolo, situato lungo un corso l’acqua. E’ un quartiere antichissimo con piccole vie e piccole case immobili che danno la sensazione che il tempo si sia fermato. Il silenzio circonda questo quartiere e l’unico rumore è quello del ruscello che instancabile scorre attraversando questi posti. In questo quartiere c’è la Chiesa di San Paolo. Percorrendo Via Canale si giunge ad una parte ancora più antica dove si trovano tombe sicule a forno.
    Sul versante opposto del fiume si trova la Chiesa di San Bartolomeo, la Chiesa del Carmine, alcuni palazzi nobiliari e finalmente si arriva a Santa Maria delle Scale. Il nostro itinerario termina qui dalla parte più antica di Ibla che domina Ragusa, le ricorda del suo passato e le dona il suo splendore.
    Ogni angolo di questo storico quartiere ci ha riservato una sorpresa e una passeggiata lungo questi posti è davvero un’esperienza unica

    1 Gennaio Sosta in Agricamping


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    Con gli occhi ancora pieni delle bellezze di Ragusa andiamo nella strut6tura agrituristica dove trascorrere tutti insieme la serata e la notte

    2 Gennaio Modica - Città di Arte e cioccolata a freddo


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    I vicoli del centro storico

    Un tempo luoghi di incontro e di socializzazione, oggi inalterati nella loro morfologia, sono silenziosi ed affascinanti luoghi della memoria. Una occasione per vivere una città d’altri tempi

    Modica è una città che merita di essere visitata anche più volte. Infatti, accanto all’itinerario classico dedicato al barocco, è possibile scoprire percorsi alternativi attraverso vicoli e scalinate che uniscono la parte bassa a quella alta, dagli scorci molto suggestivi e dai panorami inediti. Da qualsiasi punto vi troviate dell'ampio Corso Umberto, l’asse principale della città bassa, potete addentrarvi nei vicoli adiacenti, senza un itinerario ben definito. Sarà così possibile ammirare la maestosa guglia del Duomo di San Giorgio dalla via De Leva, oppure scoprire uno scorcio affascinate del Duomo di San Pietro attraverso l’arco del vico dei Barbieri.
    Sempre dalla via De Leva ci si imbatte nel bellissimo portale trecentesco dell’omonimo palazzo. Quasi nascosta nel cuore di una delle vie più caratteristiche del centro storico, la via Grimaldi, la Chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore è considerata la più antica chiesa di Modica. Scoperta nel 1987 dallo studioso modicano Duccio Belgiorno in una grotta adibita a locale di sgombero e acquisita nel 1992 dal Centro Studi sulla Contea di Modica, rappresenta l’esempio più fulgido di un’architettura rupestre di origine bizantina che ha lasciato tracce importanti non solo nell’area iblea ma, più diffusamente, in tutta l’isola.
    Un percorso affascinante è quello che porta al Castello dei Conti. Già da piazza Principe di Napoli si possono ammirare i resti della rocca del castello. La via Raccomandata lentamente conduce nel borgo alto attraversando il caratteristico quartiere Cartellone. Val la pena, deviando per il corso Garibaldi, ammirare l'Arco Baroni Pirreira. Si arriva alla scenografica scalinata del Duomo di San Giorgio, l'edificio più monumentale di tutta la Sicilia sud orientale. Al lato il Palazzo Polara e più in alto il Palazzo Tommasi Rosso. Finalmente attraverso antiche vie si giunge alla rocca del castello e di quello che nel corso dei secoli è rimasto. La Torre era la parte più fortificata della cittadella. Il castello è stato ricostruito dopo il terremoto del 1693 e successivamente rimaneggiato. Scendendo per le vie Castello e via Posterla si giunge alla casa del poeta modicano Salvatore Quasimodo, visitabile.
    Altre inedite vedute regala il percorso che, attraversando case-grotte e vicoli, giunge fino alla chiesa di S. Maria di Betlem. Nella parte occidentale dello sperone roccioso, che alla sommità ospita il Castello dei Conti, sono incastonate le “grotte vestite”, un significativo esempio di tradizionali abitazioni in grotta. Queste particolarissime cavità rupestri rappresentano uno spaccato dell'epoca medievale che penetra nel contesto tardo-barocco della città. Le grotte visitabili sono quattro e testimoniano un passato umile ma fiero delle proprie origini.

    2 Gennaio Marzamemi - Tonnara Visita e degustazione


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    Nel lontano 1931, il giovane Gaetano Adelfio, giunto da Palermo a Marzamemi, decise di stabilirsi in questo piccolo borgo marinaro, popolato da una esigua comunità ospitale e animata da spirito di solidarietà. Lo stabilimento venne creato in quegli anni, quando si svolgeva, ancora fiorentissima, la pesca del tonno rosso di Sicilia, che, pescato tramite la mattanza, veniva poi sottoposto a salatura. Insieme al tonno venivano pescate e salate anche sarde e acciughe. Da allora ancora oggi ci impegniamo perchè possano continuare a vivere i vecchi sapori del passato, nella convinzione che esiste un legame inscindibile tra cultura, storia, gusto, tradizione e memoria.

    3 Gennaio Noto - La Capitale del Barocco


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    Da qualunque direzione Voi la raggiungiate, la vedrete svettare sull’altopiano coperto da agrumeti che domina la Valle dell’Asinaro.
    Vi apparirà fin da subito di un’armonia nelle forme che rasenta quasi la finzione.
    Definita la “Capitale del Barocco”, nel 2002 il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, insieme con il Val di Noto.

    Noto ha origini antichissime, ma per come oggi appare è il frutto della ricostruzione dopo il devastante terremoto del 1693 che la distrusse completamente.

    Venne così ricostruita su un luogo più ampio e sicuro, con impianto lineare, strade parallele e ampie, utilizzando la pietra locale calcarea chiara e compatta, a cui il tempo ha conferito un meraviglioso color oro con sfumature tendenti al rosa.

    Furono chiamati gli artisti più brillanti dell’epoca da tutta la Sicilia, che la progettarono come la scenografia di un film, studiando le prospettive per renderla perfetta.

     

    Le strade principali sono tre e scorrono da est a ovest, l’obiettivo è che il sole le illumini sempre.

     

    L’ingresso al centro storico è annunciato dalla Porta Reale, un impattante arco di trionfo dell’800, costruito per la visita del re Ferdinando II di Borbone detto il re delle due Sicilie.

     

    Davanti a Voi si aprirà l’asse principale della città Corso Vittorio Emanuele.

    Percorrendo pochi metri, giungerete nella prima delle tre piazze , Piazza Immacolata. Qui in cima ad un’imponente scalinata troverete la chiesa di San Francesco all’Immacolata, caratterizzata da una bellissima e semplice facciata barocca. All’interno troverete un ricordo della “noto antica” , sull’altare la vergine col bambino dipinta su legno (opera attribuita a Monachello 1564).

    A sinistra della chiesa di San Francesco vedrete l’elegante monastero di S.s. Salvatore con la bellissima torre e il belvedere. Dalla parte opposta l’ex convento di clausura di Santa Chiara.

    Continuando a percorrere Corso Vittorio Emanuele arriverete a piazza municipio, dove potrete ammirare la Cattedrale e Palazzo Ducezio. Percorrendo ancora qualche metro rallenterete d’un tratto: la vostra attenzione verrà catturata da una via Nicolaci, una strada in pendenza delimitata da bellissimi palazzi barocchi, caratterizzati da balconcini molto fantasiosi, adornati da sirene, putti, cavalli e perfino leoni e personaggi della mitologia.

    Tra i palazzi quello sicuramente maggiormente degno di nota è Palazzo Nicolaci, aperto al pubblico e assolutamente da visitare.

    Tornando sul Corso, e proseguendo ancora per qualche metro vi imbatterete in piazza XVI MAGGIO. Qui potrete ammirare Villa D’Ercole d’origine settecentesca , la Chiesa di San Domenico, ed infine completando il giro su Voi stessi il Teatro Vittorio Emanuele, risalente

    quest’ultimo all’800.

     

    3 Gennaio Avola - Nella Cantina del prestigioso vino


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    Il vitigno del Nero d’Avola ha un’origine molto antica testimoniata da ritrovamenti della pianta nei territori ai piedi dell’Etna, che retrodatano la sua presenza a un periodo precedente all’introduzione della vite in Sicilia da parte dei fenici nel XII secolo avanti Cristo.
    Si tratta, dunque, di una varietà autoctona conosciuta anche come Calabrese o Calabrese d’Avola che produce un vino dall’elevata gradazione alcolica che in passato per la sua potenza era usato come vino da taglio per correggere altri vini più delicati.
    Generalmente i vini da taglio non vengono venduti per il consumo finale, ma alcune aziende siciliane ne hanno diminuito gli zuccheri e aumentato l’acidità grazie a delle tecniche di produzione innovative che ne hanno fatto un vino da tavola apprezzato e molto diffuso a partire dall’inizio degli anni sessanta che ha anche ottenuto i riconoscimenti DOC e DOCG.
    Il vino ottenuto da uve Nero d’Avola è caratterizzato da un colore rosso rubino, da un sapore intenso arricchito che si accentua con l’invecchiamento. Tuttavia ci sono delle leggere variazioni a seconda della zona di produzione. Quella classica è nel sud-est dell’isola, tra Noto e Pachino, da cui si ottengono note più eleganti e raffinati con sentori di frutta secca, mentre la zona centrale restituisce un retrogusto di frutta rossa, balsamico e speziato; infine, i vini della Sicilia occidentale ottenuti da questo vitigno antico sono particolarmente forti e piuttosto tanninici.

    3 Gennaio Noto - In Sosta tra i limoni


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    Nella quiete di un limoneto, in un antico trappeto – il frantoio dove un tempo si produceva l’olio- in un ambiente dal fascino immutato ma dotato di tutte le comodità, l’Antico Trappeto vi accoglierà con cordialità facendovi sentire come a casa.

    4 Gennaio Siracusa e Ortigia - Visita con Guida Turistica


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    L’isola di Ortigia rappresenta il cuore della splendida città di Siracusa, il primitivo nucleo abitato dove percepire secoli di storia, arte e cultura che hanno contraddistinto questo suggestivo luogo siciliano.
    Anche se si tratta di un’isola, essa è collegata alla terraferma tramite il Ponte Umbertino che permette direttamente di passare da Siracusa città all’isola di Ortigia.
    Il suo nome rimanda ad origini greche, anche se questa zona, ricca di sorgenti d’acqua dolce, era abitata già dall’età del bronzo, come testimoniato da reperti archeologici databili tra il 3500 a.C. ed il 1200 a.C.
    Passeggiare in questo territorio vuol dire assaporare secoli di storia, captando nelle costruzioni ancora vive in questo quartiere le civiltà greche, romane ed il passaggio indelebile degli aragonesi e degli arabi.
    Numerosi palazzi ed edifici sacri caratterizzano la zona, ma alcuni più degli altri vengono immortalati in migliaia di scatti fotografici ogni anno dai numerosi turisti che si recano in visita a Siracusa.
    Tra questi bisogna menzionare il Castello di Maniace, poderosa costruzione che si estende nella parte meridionale dell’isola. Fu costruito intorno alla metà del XIII secolo e col trascorrere degli anni fu utilizzato sia come residenza che come struttura difensiva.
    Ad oggi si trova in uno stato conservativo molto buono, mancano solamente tre delle quattro torri, danneggiate nel corso dei secoli.

    La Fonte Aretusa
    Sempre nella parte meridionale di Ortigia si consiglia di andare a vedere la Fonte Aretusa, legata ad una leggenda secondo la quale la ninfa Aretusa, per sfuggire ad Alfeo, follemente innamorato di lei, chiese aiuto ad Artemide, che per salvarla la trasformò in una fonte.
    In realtà tutta questa zona è particolarmente ricca di acque sorgive e questo è stato sicuramente uno dei motivi che hanno spinto le prime popolazioni ad insediarsi in questa zona.

    Il Duomo della città
    Nell’isola di Ortigia si trova anche il Duomo della città, costruito in origine nel V secolo a.C. come tempio dedicato alla Dea Atena e modificato in seguito con la trasformazione in basilica cristiana.
    Oggi la facciata si presenta interamente rifatta in stile barocco, avendo subito gravissimi danni in seguito al terremoto del 1693.

    L’antico tempio di Apollo
    Spostandosi nella parte settentrionale dell’isola di Ortigia sarà molto interessante una visita all’antico tempio di Apollo, considerato il più antico tempio presente in tutta la Sicilia. E’ datato addirittura VI secolo a.C., ma col trascorrere del tempo ha subito numerosissime modifiche, venendo trasformato in chiesa, in moschea e durante il dominio degli aragonesi addirittura in caserma.
    Queste sono soltanto alcune delle cose da non perdere visitando Ortigia, ma ad ogni angolo ci si accorgerà che ci sarà qualcosa di interessante da vedere, visto che la maggior parte degli edifici trasudano secoli di storia.
    Nell'Isola di Ortigia si sono concentrate tutte le architetture di pregio in stile barocco; liberty; rococò e classico della città. Facendo di Ortigia un notevole sito di arte monumentale.

    4 Gennaio Siracusa Fiume Ciane - Sulle Orme dei Fenici


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    Uno dei luoghi più suggestivi della provincia di Siracusa, il più importante sito europeo in cui cresce la pianta del papiro, a soli 5 minuti d’auto dal nostro camping Il fiume Ciane, scenario di miti e leggende, è uno dei luoghi più suggestivi del territorio siracusano. Noto in tutto il mondo per la bellezza dei suoi papiri simili a quelli presenti nel fiume Nilo, è l’insediamento di papiri Cyperus Papyrus Linneo più importante d’Europa. Il nome Ciane deriva, probabilmente, dal greco “Cyanos”, che significa verde azzurro, e richiama il colore particolare delle acque e del papiro di queste zone. La mitologia greca narra che il fiume nacque da una giovinetta, Ciane, che fu trasformata in fonte perché tentò di ostacolare il rapimento di Proserpina. In queste acque, sulle quali scorre e si perpetua il mito, il rigoglioso papiro è circondato da frassini ondeggianti mossi dalla lieve brezza marina, da pioppi e da salici. In mezzo a questa lussureggiante vegetazione acquatica trovano rifugio molte specie di uccelli stanziali e migratori. A piedi il percorso, di limitata estensione, richiede al massimo due ore. In mezzo a folti canneti e papiri alti fino a quattro metri, l’itinerario ridiscende la prima parte del corso del fiume Ciane, dalle sorgenti a circa metà percorso. Dopo avere lasciato il camper all’ombra dei maestosi eucalipti, nei pressi del ponticello, si procede a piedi lungo le due sponde collegate in più punti da rustici ponticelli. Per gli appassionati di canoa il fiume Ciane è il luogo ideale per una rilassante passeggiata. Si risale la corrente dalla foce, arrivando fin quasi alla fonte. Alla foce del fiume vengono anche organizzate escursioni in barca.

     

    4 Gennaio Siracusa In Campeggio per la notte


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    La giornata termina per rilassarsi e trascorrere il tempo in allegria nel vicino Camping

    5 Gennaio Sclafani Bagni


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    “…è una sorpresa vederlo apparire dopo una serie di curve strette, sospeso sulle rocce, in bilico tra i burroni, che quasi ti aspetti di vederlo muoversi, volteggiare nell'aria. Ma è ben saldo, come saldo è il ricordo che porti con te dopo averlo visitato, come salde sono le montagne, scenario circolare per le esigue case che ne fanno un paese, minuscolo paese, che conta soltanto cinquecento abitanti…”

    5 Gennaio Cefalù


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    Dislocato ai piedi di un promontorio roccioso, in provincia di Palermo, sorge uno dei borghi più belli d’Italia, il Comune di Cefalù, che ogni anno viene preso d’assalto da numerosi turisti, sia italiani che stranieri; durante la stagione estiva, il piccolo comune arriva a triplicare la propria popolazione, che riempie le piazze e le strade più importanti del paese.
    La cittadina, sviluppatasi attorno al Duomo di Cefalù, voluto da Ruggero II, ha conservato con il passare dei secoli il suo antico aspetto, con le sue strade strette del centro storico, tipicamente medioevali. I palazzi che arricchiscono la città sono costituiti da decorazioni architettoniche e le numerose chiese presenti manifestano tutta l’importanza della sede vescovile. Particolarmente caratteristico è il borgo marinaro, con le case antiche fronteggianti il mare.
    a Cefalù, non si può non visitare il duomo, che nel 2015 è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco. Il duomo di Cefalù, secondo una leggenda, sarebbe stato realizzato in seguito al voto di Salvatore de Ruggero II, dopo essere scampato da una tempesta.
    A circondare tutto il centro storico della cittadina c’è una cinta muraria megalitica, risalente al V secolo a.C., che si conserva ancora oggi in gran parte. Particolarmente romantico un bacio sotto la Porta Marina, un arco con vista mare, l’ultima rimasta delle 4 porte originali.
    Estremamente affascinante è anche il tempio di Diana, un santuario realizzato in un edificio megalitico, sovrastato da lastre di pietra dolmen ospitanti una cisterna risalente al IX secolo a.C.
    Percorrendo via Vittorio Emanuele è possibile soffermarsi al Lavatoio medioevale, davanti al rinascimentale Palazzo Martino. Il lavatoio è contraddistinto da una scalinata in pietra lavica e da una serie di vasche nelle quali viene raccolta l’acqua che scorre dalle 22 teste di leone sovrastanti. Le vasche ospitano gli appoggi che venivano anticamente utilizzati per la pulizia dei panni.

    6 Gennaio Santo Stefano di Camastra - Una foto in una cornice unica


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    Conosciuta come la "Finestra sul mare", per il chiaro impatto visivo, la scultura, ideata da Tano Festa e dedicata al fratello poeta, è un inno al colore e all'infanzia, temi ricorrenti nelle opere dell'artista. La cornice, alta 18 metri, realizzata in cemento armato ed armatura ferrosa, è il trionfo dell’azzurro, non di quello che vediamo di solito sulla tavolozza di un pittore, ma di quello che c’è nell’animo, quando un poeta-scultore come Tano Festa, che fu insieme adulto e bambino, decide di affacciarsi sull’infinito. Questa enorme finestra che tenta di incorniciare il mare, esprime il senso limitato di una possibilità diversa di fermarsi con il pensiero sull’orizzonte. Ma e’ anche una tensione alla serenità, anch'essa ricercata da Festa, spezzata dal monolite nero, senso finito della nostra esistenza, che "buca" la gioiosa finestra ornata dalle tipiche candide nuvolette ricorrenti nel repertorio dell’artista, interferendo con l’armonia dell’opera.

    6 Gennaio Palermo - Visita con Guida Turistica


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    Palermo è una città con uno dei centri storici più grandi d'Europa (pensate che si estende su una superficie di quasi 2,5 km quadrati) ed è la capitale dell’arte arabo-normanna, simbolo della convivenza armoniosa di stili e culture diverse che qui si ritrovarono fianco a fianco tra XI e XIII secolo.
    Da non perdere assolutamente quindi la celebre Cappella Palatina, all’interno del Palazzo dei Normanni, oggi sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. La piccola Cappella, realizzata a partire  dal 1130 per volontà del re normanno Ruggero II, è uno scrigno prezioso dove convivono in perfetta armonia elementi latini, arabi e bizantini. Vi consiglio di soffermarvi con calma per apprezzare nel dettaglio gli splendidi mosaici realizzati da maestri arrivati appositamente da oriente, oppure il meraviglioso soffitto in legno della navata centrale, decorato in stile islamico e realizzato da artigiani arabi.
    Terminata la visita della Cappella Palatina una bella passeggiata lungo il Cassaro, l’arteria stradale più antica della città, tracciata già in epoca fenicia e che oggi è una lunga strada affiancata da infiniti palazzi nobiliari settecenteschi e ottocenteschi. Passerete subito sotto Porta Nuova, una delle antiche porte della città, realizzata nel XVI secolo per celebrare l’arrivo a Palermo dell’Imperatore Carlo V.
    Proseguendo verso il mare e, dopo pochi minuti di cammino, troveremo alla nostra sinistra l’imponente e magnifica Cattedrale di Palermo. Antica moschea più grande della città, fu riconvertita in cattedrale nel 1185 e rappresenta oggi uno dei simboli di Palermo. Meraviglioso l’esterno, in calda pietra calcarea che si illumina di rosso al tramonto, la cattedrale arabo-normanna ha subito vari rifacimenti nel corso dei secoli ma ha mantenuto fino ad oggi il suo stile unico e affascinante; non perdetevi la zona esterna delle absidi, con le sue splendide decorazioni bicrome di matrice islamica. Alla cattedrale si accede tramite un monumentale portico d’ingresso quattrocentesco. L’interno del monumento probabilmente lascia un po' delusi, perchè è la parte che ha subito più profonde modifiche ed è stato trasformato, alla fine del XVIII sec., in una severa e spoglia cattedrale neoclassica. Da visitare all’interno la zona delle Tombe Reali che ospita, tra gli altri, i sarcofagi di Enrico II e Federico II; la cappella, a destra dell’altare, dedicata a Santa Rosalia, che custodisce le reliquie della santa patrona di Palermo; e infine, in una delle cappelle laterali della navata sinistra,  troverete il monumento funebre di Padre Pino Puglisi, il sacerdote, oggi beato, ucciso dalla mafia nel 1993.
    Usciti dalla Cattedrale, continueremo la passeggiata scendendo fino ai Quattro Canti, centro esatto dell’antica città dentro le mura, incrocio tra le due strade principali di Palermo: il Cassaro e via Maqueda. In un trionfo della teatralità barocca, i Quattro Canti celebrano il potere regio che sottomette la natura ed è a sua volta sottomesso al potere divino. In una concezione fortemente simbolica, al primo livello troviamo le quattro stagioni, al secondo livello si impongono le figure di quattro sovrani spagnoli e nell’ultimo livello vi sono le statue delle quattro sante palermitane.
    continueremo per Piazza Pretoria, suggestiva piazza racchiusa tra un vecchio palazzo nobiliare, il palazzo del municipio e le due imponenti chiese di Santa Caterina d’Alessandria e San Giuseppe dei Teatini, E’abbellita dal 1573 da una sontuosa fontana a vari ordini di conche, arricchita da decine di statue di animali fantastici e figure allegoriche. Vista la nudità delle statue, che probabilmente creò un forte scandalo tra i palermitani e tra le suore del vicino convento, la fontana e l’intera piazza sono comunemente conosciute dai palermitani come piazza e fontana “della vergogna”.
    Ancora pochi metri nella stessa direzione e arriveremo in piazza Bellini, che ospita due gioielli dell’arte arabo-normanna a Palermo: la famosa chiesa della Martorana e la vicina, meno famosa, chiesa di San Cataldo. La Martorana, fondata nel 1143, rappresenta con le sue cupolette rosse, uno dei simboli della città. Passate attraverso la torre campanaria di stile islamico ed entrate a dare un’occhiata, rimarrete rapiti dal fascino di una piccola chiesa dove mosaici bizantini del XII secolo e affreschi e stucchi barocchi si fondono in totale armonia.
    e altro ancora da vivere il bostro ultimo giorno in Sicilia

     

    COSTI

    - La quota comprende Parcheggi, Soste in Campeggi o Aree Attrezzate, Transfert Visite, Ingressi Visite, Guide Turistiche Autorizzate, Cena in Locale Tipico Porto Empedocle, Cena di Capodanno, Copertura Assicurativa sanitaria ed infortuni
    - la quota non Comprende: Pedaggi autostradali, carburante, eventuali costi per fotografare i siti archeologici o monumentali, tutto ciò che non è specificato in "La quota comprende"
    290€ - Camper
    260€ - Adulti
    180€ - Ragazzi fino a 12 anni
    30€ - Animali
    - Traghetto Grimaldi e Cabina con Partenza da Livorno ed Arrivo a Palermo Andata e Ritorno
    145€ - Camper
    145€ - Persone
    - Traghetto Grimaldi e Cabina con Partenza da Salerno ed Arrivo a Palermo Andata e Ritorno
    135€ - Camper
    90€ - Persone
    - Traghetto Grimaldi e Cabina con Partenza da Salerno ed Arrivo a Palermo Ritorno a Livorno
    140€ - Camper
    120€ - Persone

    Per Maggiori Informazioni puoi compilare il modulo o contattarci telefonicamente
    InfoLine +39 338 7860333