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Spagna E I Colori Della Primavera

La Settimana Santa coincide quest’anno in Spagna con l’inizio della primavera, e le principali città spagnole fioriscono e si vestono di colore, preparandosi al”imminente bella stagione. Arte e cultura, escurioni, attività, gastronomia ed eventi sono i tratti salienti di questo colorato e fervente periodo dedicato al tempo libero ed al turismo “in fiore”

DATA EVENTO
24 Marzo - 02 Aprile 2016

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24 MARZO 2016 CIVITAVECCHIA


Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

Ore 20,00 Ritrovo al Porto di Civitavecchia
Imbarco registrazione degli equipaggi, tesseramento nuovi associati, consegna del materiale di viaggio e dei biglietti.
Per i proprietari di animali, gli stessi devono essere muniti di libretto sanitario ed essere in regola con i vaccini. viaggeranno in locali a loro adibiti e durante la navigazione vi saranno degli orari di visita per portare il cibo e trascorrere con loro un pò di tempo in compagnia.
Ci sarà a bordo l'assegnazione delle cabine, il traghetto è dotato di ristorante bar divertimenti ed altro, pertanto le 20 ore di navigazione trascorreranno nel divertimento e condivisione
è possibile acquistare i pasti prima della partenza
CENA/PRANZO
Standard € 12,00 − Primo Piatto − Secondo & Contorno − Frutta di Stagione − 1 Pane − ½ Acqua o 1 bevanda analcolica o ¼ di vino o 1 birra italiana
Business € 15,00 - − Antipasto − Primo Piatto − Secondo & Contorno − Frutta di Stagione − Dolce − 1 Pane − ½ Acqua o 1 bevanda analcolica o ¼ di vino o 1 birra italiana
COLAZIONE
Standard € 3,50 − 1 tazza di caffè o caffelatte o te − 1 panini con burro e marmellata o 1 croissant
Business € 4,50 − 1 tazza di caffè o caffelatte o te − 2 panini con burro e marmellata o 1 croissant − 1 succo di frutta − 1 yogurt

25 MARZO 2016 BARCELLONA - TARRAGONA


Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

18:15 Arrivo a Barcellona - operazioni di sbarco riunione equipaggi e trasferimento presso il camping a La corona a Cambris Tarragona che ci ospiterà per trascorrere la prima notte in terra spagnola
si cercherà di ottenere piazzole vicine al fine di condividere una cena conviviale, ognuno portando quel che ha giusto per condividerne momenti.
In alternativa il ristorante del camping propone una cena tipica frugale per €10, le adesioni dovrenno essere comunicate entro l'arrivo al porto di Barcellone per riservarne il tavolo

26 MARZO 2016 VALENCIA


Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

ore 8:30 Partenza per Valencia, sistemazione in Camping
ore 11:30 Arrivo presso il Camping Coll Vert nel parco naturale
ore 12:00 Partenza per visita con mezzo pubblico, in direzione centro città direzione ristorante per degustare la famosa paella valenciana.
ore 15.00 Incontro con Angela la nostra Guida Turistica a Valencia che ci condurrà per una passeggiata nel centro storico senza fretta e in relax
VALENCIA
Valencia (in valenciano València, nota in italiano anche come Valenza) è la terza città della Spagna per numero di abitanti, dopo Madrid e Barcellona. È il capoluogo della Comunità Valenciana o Valenzana (Comunitat Valenciana), o Paese Valenciano (País Valencià), ed è situata nella parte sud-orientale della Spagna. La popolazione della città è di 786.424 abitanti (2014); l'area metropolitana ha 1.774.201 abitanti in 1.407 km², con una densità di 1.261 ab./km².
È situata presso la foce del fiume Turia.

I Romani, che fondarono la città nel II secolo a.C., la chiamarono Valentia Edetanorum, toponimo che significa "città forte degli Edetani", una tribù iberica insediata nella zona.
Sotto i Mori fu nota come Balansiya. Tramite cambiamenti di suono regolari è diventata quindi Valencia.
Attualmente viene ufficialmente riconosciuta la denominazione bilingue València/Valencia, che vale anche per la provincia omonima. Colloquialmente in valenciano la città è chiamata anche Cap i Casal, ossia capitale.

I Romani
Valentia Edetanorum venne fondata dai romani nel 186 a.C., sotto il console Decimo Giunio Bruto Callaico, lungo la riva destra del fiume Turia, sul luogo di un antico insediamento iberico. Nel 75 a.C. la città fu distrutta nel corso della guerra tra Pompeo e Sertorio, e il sito abbandonato per almeno cinquant'anni. A metà del I secolo d.C. la città rifiorì, con l'arrivo di nuovi abitanti dalle zone vicine, l'ampliamento urbano e la costruzione di grandi opere pubbliche.
Con la crisi dell'Impero romano nel III secolo per Valencia iniziò un lungo periodo di decadenza. Il numero degli abitanti diminuì, interi quartieri si spopolarono, le infrastrutture pubbliche caddero in abbandono. A quel periodo si può far risalire la prima comunità cristiana a Valencia, che ebbe in San Vincenzo martire, ucciso nel 304, la sua prima figura di riferimento. Fu proprio la chiesa, nei secoli successivi, a riempire il vuoto di potere lasciato dall'impero, prendendo in mano l'amministrazione della città e dando impulso ad un parziale recupero urbano con la costruzione di templi cristiani sui ruderi di quelli romani.
I visigoti
All'inizio del V secolo cominciarono le invasioni dei visigoti nella penisola iberica, che dominarono fino al 711, quando furono cacciati dagli arabi. Nel periodo visigoto Valencia assunse importanza dal 554 al 625, quando, grazie alla sua posizione strategica, fu sede di contingenti militari e fortificazioni contro le truppe dell'Impero Romano d'Oriente. Queste ultime erano riuscite infatti a portare la frontiera dell'Hispania bizantina fino a una ventina di chilometri a sud della città, a ridosso del fiume Xúquer (Júcar).
Gli arabi
Nel 711 il regno dei visigoti venne schiacciato dall'invasione araba e berbera. Valencia, ovvero Balansiya (la denominazione in uso presso i musulmani) progressivamente assorbì gli usi, la lingua, la cultura e la religione dei suoi nuovi abitanti. Anche l'assetto urbanistico cambiò: fu costruito il palazzo della Rusàfa (che, riprendendo il nome d'una residenza califfale a Damasco, diede il nome a uno dei quartieri della città), venne creata una prima cerniera di coltivazioni al di fuori della città (in corrispondenza dell'attuale barrio del Carmen) e l'antica sede episcopale visigota fu convertita nella piazza della residenza del governatore (wālī), nominato dal califfo di Cordova nel periodo del califfato di Cordova.
Valenzia tornò in auge dopo la caduta degli Omayyadi di Cordova nel 1010, con la creazione di una propria taifa o regno indipendente che si organizzò grazie a due liberti di Almanzor (al-Mansūr Ibn Abī 'Āmir), il grande Reggente dell'ultimo periodo califfale. Dopo la morte del primo, Mubārak, il secondo (Muzaffar) fu cacciato dalla popolazione che chiamò alla guida del regno valenciano Labīb, anch'egli un affrancato di origine slava che si pose sotto la protezione del conte di Barcellona.
Nel corso delle agitate vicende che contrassegnarono per i musulmani la seconda metà dell'XI secolo, Valencia dovette difendersi dal sovrano Ferdinando I di Castiglia, alleato per l'occasione al sovrano musulmano di Toledo, al-Mà'mūn ibn Dhū l-Nūn che riuscì però a detronizzare il giovane sovrano valenciano 'Abd al-Malik ibn 'Abd al-'Azīz, detto al-Muzaffar (il Trionfatore).
Dopo un periodo in cui Valencia fu governata dai signori musulmani di Toledo, la città cadde sotto il controllo del re di Castiglia Alfonso VI nel 1085. La città in tutto questo periodo si ampliò e fu necessario costruire una nuova cinta muraria. Nel 1094 Rodrigo Díaz de Vivar, detto El Cid, conquistò Valencia (la sua vittoria venne immortalata nel poema Cantar de mio Cid), ma la città ritornò ancora una volta sotto controllo musulmano quando, nel 1102, l'arrivo dei berberi Almoravidi dal Nordafrica mutò ancora gli equilibri istituzionali del regno, con la conquista di Valencia, abbandonata dalla vedova di El Cid, Jimena, dopo essere stata data alle fiamme. Fino a metà del XII secolo Valencia fu retta da governatori almoravidi e, dopo un breve periodo in cui la città recuperò una sua autonomia legando la sua sorte a quella di Murcia, Valencia si pose per 4 anni sotto la sovranità di Ibn Mardanīsh prima di ribellarsi a lui. Con l'arrivo dal maghreb dei soldati berberi musulmani degli Almohadi verso il 1172, Valencia perse di nuovo la sua indipendenza fino al 28 settembre 1238 allorché la città cadde definitivamente nelle mani del re aragonese Giacomo I d'Aragona entrando definitivamente a far parte dei suoi domini.
Il regno di Valencia
Re Giacomo I di Aragona conquistò la città nel 1238, sconfiggendone il governatore Zayyan ibn Mardanish, e la incorporò nell'appena costituito Regno di Valencia, uno dei regni che formavano la Corona d'Aragona. Dopo cinque secoli finiva così la dominazione araba, e gli abitanti musulmani furono presto espulsi dalla città. Il Re promulgò nuove leggi per la città, note come els Furs, che in seguito vennero estese a tutto il regno.
Dopo, nel secolo XIV/XV, il re diede alla città una nuova bandiera: quattro sottili bande rosse orizzontali su campo giallo con a sinistra un'ornata banda verticale azzurra. Il drappo rappresentava l'Aragona (la cui bandiera era formata da quattro strisce rosse verticali su campo giallo) che raggiungeva il mare. La punta dell'asta della bandiera era decorata con un pipistrello (rat penat), simbolo del regno, che sarebbe poi stato aggiunto, a partire dal XVI secolo, allo stemma della città.
Il secolo XIV fu abbastanza travagliato per Valencia. La peste nera del 1348 e le successive epidemie ne dimezzarono la popolazione. Venne costruita una nuova cinta muraria per difendersi dagli attacchi dei castigliani, che vennero respinti per due volte, nel 1363 e nel 1364. Come riconoscimento, il re concesse alla città il titolo di dos veces leal ("due volte leale"), rappresentato dalla due L che tuttora campeggiano nello stemma cittadino. Nel 1391, in seguito ad un tumulto popolare, gli ebrei che vivevano in città furono cacciati o costretti a convertirsi forzatamente al cristianesimo.
Il secolo d'oro
La Llotja de la Seda, simbolo del periodo d'oro valenciano.
A un periodo così negativo seguì uno straordinario rinascimento economico e culturale, al punto che il XV secolo è chiamato "il secolo d'oro valenciano".
Grazie al suo porto sul Mediterraneo, Valencia divenne uno dei principali centri commerciali d'Europa. Già dal 1283 era attivo il Consolat de Mar, istituzione mercantile che regolava il commercio marittimo. Nel 1408 venne creata anche la Taula de Canvis i Deposits, una banca municipale destinata a finanziare le attività mercantili. Furono i banchieri valenciani a prestare denaro a Isabella I di Castiglia per il viaggio di Cristoforo Colombo del 1492. La Lonja de la Seda (la Borsa della Seta), edificio gotico destinato alle contrattazioni mercantili, venne costruita alla fine del secolo; il monumento, simbolo del potere e del prestigio di Valencia in quell'epoca, è stato inserito dall'UNESCO nella lista dei Patrimoni dell'umanità.
Lo sviluppo economico favorì le arti e la cultura. A Valencia si trovava la prima pressa da stampa della penisola iberica; nel 1478 venne stampata la prima Bibbia in una lingua neolatina, attribuita a Bonifaci Ferrer. Lo scrittore Joanot Martorell, autore di Tirant lo Blanch, ed il poeta Ausiàs March furono famosi valenciani dell'epoca. La città si arricchì di monumenti: oltre alla Lonja, risalgono a quel periodo il Micalet (il campanile della cattedrale di Santa Maria) e le Torres dels Serrans.
L'età moderna
Ironia della sorte, la spedizione di Colombo finanziata dai capitali valenciani determinò la fine del periodo d'oro della città. Con la scoperta dell'America l'asse del commercio mondiale si spostò dal Mediterraneo all'Oceano Atlantico. Valencia rimase fuori dalle principali rotte internazionali, e l'attività mercantile si contrasse notevolmente.
La città perse di importanza economica e culturale. Nei due secoli seguenti passò vicende storiche analoghe a quelle di altre città spagnole: l'Inquisizione, la Controriforma, il processo di castiglianizzazione, l'espulsione degli ultimi ebrei e arabi, le crescenti proteste popolari contro la monarchia e la nobiltà.
Durante la guerra di successione spagnola, Valencia si schierò con Carlo d'Austria. Dopo la vittoria dei Borboni nella battaglia di Almansa il 25 aprile 1707, la città ed il regno persero i privilegi (els Furs) concessi quattro secoli prima da Giacomo I d'Aragona e dovette accettare le leggi e gli usi della Castiglia.
Nel XVIII secolo ci fu una ripresa economica legata alle attività manifatturiere, in particolare l'industria tessile della seta che, secondo fonti dell'epoca, dava lavoro (anche grazie all'indotto) a più di 25.000 persone. Il porto rimaneva però in disuso, al punto che le sete prodotte a Valencia venivano trasportate via terra fino a Cadice, dove poi venivano imbarcate ed esportate nel resto del mondo.
Dopo lo sconvolgimento della Rivoluzione Francese, e l'insurrezione popolare di Madrid del 2 maggio 1808, anche i valenciani presero le armi e si sollevarono il 23 maggio 1808. Resistettero per due volte agli assalti delle truppe di Napoleone, ma al terzo attacco, il 9 gennaio 1812, i francesi riuscirono ad entrare in città. Se ne andarono un anno dopo.
Il re Ferdinando VII rientrò in Spagna nel 1814 proprio da Valencia, e ripristinò la monarchia assoluta. Seguì un periodo di forti conflitti tra opposte fazioni in tutta la Spagna. A Valencia il rappresentante del re venne incarcerato e giustiziato nel 1820 all'inizio del cosiddetto "triennio liberale", a cui seguì dal 1823 al 1833 un decennio di restaurazione e repressione.
La morte di Fernando VIII nel 1833 pose fine alla monarchia assoluta. Si aprì così un'epoca di grandi cambiamenti per tutta la Spagna, quindi anche a Valencia, con la riforma delle cariche pubbliche e dell'amministrazione statale e locale. Grazie anche all'economia fiorente, la popolazione raddoppiò e la città si espanse, incorporando i paesi della periferia. Vennero realizzate importanti infrastrutture, tra cui la rete dell'acqua potabile nel 1850 e della corrente elettrica nel 1882. Nel 1865 vennero abbattute le antiche mura cittadine, e cominciò l'urbanizzazione delle zone a ovest e a sud del centro storico. Fu creato il quartiere modernista dell'Ensanche o Eixample. Nella seconda metà del secolo nacque un movimento di riscoperta della lingua e delle tradizioni valenciane, detto Renaixença.

Monumenti e luoghi d'interesse

Cattedrale di Santa Maria
In conseguenza della sua ricca storia e delle varie culture che l'hanno interessata, la città di Valencia è di per sé un museo a cielo aperto, in cui coabitano edifici monumentali centenari e costruzioni ultramoderne.

Architetture religiose
- Cattedrale di Valencia; consacrata nel 1228 dopo la Reconquista, è dedicata all'Assunzione di Maria e venne costruita sull'antica moschea di Balansiya
- Basilica della Vergine; è il santuario della Vergine degli indifesi, patrono di Valencia e dell'antico Regno di Valencia
- Chiesa di Santa Caterina; costruita su una moschea precedente, aquisì il rango di parrocchia nel 1245[2]
- Real Parroquia de los Santos Juanes; è stata costruita su una moschea esistente prima del 1240

Architetture civili
- Llotja de la Seda (Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO)
- Plaza de Toros de Valencia costruita tra il 1850 e il 1860
- La Lonja de la Seda, dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'Unesco, è certamente una delle principali attrazioni di Valencia. In stile gotico, fu costruita nel 1469, anche se i lavori continuarono poi fino al XVI secolo
- Plaza de Toros; costruita in stile neoclassico tra il 1850 e il 1860, è un'arena che si ispira agli anfiteatri romani come anche il Colosseo
- Torres de Serrans; una delle dodici porte di Valencia, in stile gotico valenzano Con Torres de Quart è l'unica porta ancora esistente dopo l'abbattimento delle mura avvenuto nel 1865
- Torres de Quart; una delle porte della città ancora esistente, assieme alla Torre de Serrans
- Palacio de la Generalidad Valenciana; del XV secolo e in stile gotico valenzano, è ora sede del governo della Comunità valenzana
- Palacio del Marqués de Dos Aguas; in stile rococò, fu costruito attorno al 1740, ed è ora la sede del Museo della Ceramica González Martí
- Casa consistorial de Valencia; sede del consiglio comunale, fu costruita in stile neoclassico tra il 1758 e il 1763

Architetture contemporanee
- Parco oceanografico di Valencia
- L'Hemisfèric
- Puente de las Flores
- L'Ombracolo
- Puente de la Exposicion

Gastronomia
Una paella in cottura.
Il piatto più noto della cucina valenciana è la paella. Si tratta di una preparazione a base di riso, zafferano e olio d'oliva, che prende il nome dal recipiente di metallo in cui viene cotta, detto in valenciano paellero. Questo piatto, che internazionalmente viene associato alla cucina spagnola, è originario proprio di Valencia, e si è diffuso nel resto della Spagna solo a partire dalla fine del XIX secolo. Ne esistono ormai numerose varianti, ma la ricetta tradizionale, che ha preso il nome di "paella alla valenciana", è condita con carne (pollo e coniglio, costine di maiale e polpettine di carne con pinoli) e verdure (principalmente pomodoro e taccole).
Altre varianti della tipica paella sono l'Arroz a banda, piatto tipico dell'Albufera (valli a sud di Valencia) da mangiare accompagnata con la salsa Aioli, e la Fideuá, paella fatta con la pasta tipo gramigna e pesce (si racconta che la fideuá sia nata perché alcuni pescatori andati al largo a pescare, all'ora di pranzo decisero di preparare una paella, ma accortisi che non avevano con sé il riso, decisero di prepararla con ciò che avevano: la gramigna).[senza fonte]
Un'altra specialità tipica di Valencia è l'horchata, una bevanda rinfrescante preparata con acqua, zucchero e chufa, un tubercolo di una pianta, il Cyperus esculentus, diffusa nella piana di Valencia. Tradizionalmente si consuma come spuntino assieme a un paio di fartons, "brioche" tipiche di forma allungata. Viene servita nella maggior parte dei bar, nei chioschi ambulanti, nonché in locali dedicati detti appunto horchaterías: l'originale e migliore horchata è possibile degustarla in una delle numerosissime horchaterie (la più famosa è "Daniel") di Alboraya, una piccola cittadina adiacente a Valencia.
Esiste anche l'Agua de Valencia, che letteralmente significa "acqua di Valencia", in realtà è un cocktail a base di succo d'arancia, cava (lo spumante spagnolo) e vodka.

27 MARZO 2016 CASTILLO Y MULINOS CONSUEGRA


Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

08:30 Partenza in direzione Consuegra per ammirare gli splendidi Mulini di Don Chisciotte (329 Km)
12:00 Visita del Mulino Rucio guidata, ci sarà offerta una bibita fresca o una cioccolata calda
13:00 Pranzo nei propri camper

CONSUEGRA
Quest'itinerario vi condurrà alla scoperta di una delle zone spagnole rese celebri dalla letteratura: la Mancia. Situata vicino alla città di Toledo, è lo scenario delle avventure di Don Chisciotte, personaggio creato dalla penna di Miguel de Cervantes. Nel corso del viaggio potrete ammirare estese pianure e piccoli rilievi montuosi popolati da uno dei simboli di questa terra: i mulini a vento.
A Consuegra ammireremo 12 mulini a vento con esposizioni etnografiche. Risalgono al XVI secolo e si allineano sulla sommità del Colle Calderico, formando la famosa "Crestería Manchega" di Consuegra. A questo punto conviene proprio soffermarsi un momento a godere del paesaggio che ci circonda, perché ci troveremo di fronte a uno degli scenari più famosi della Mancia descritta da Cervantes. Vicino ai mulini si trova anche un castello medievale. Le chiese del Santísimo Cristo de la Vera Cruz e di Santa María la Mayor e il torrione della Tercia sono monumenti che meritano una visita, come pure il Museo Archeologico Municipale e quello del Cristo.
MULINO RUCIO
In funzione dal 1837 e stato recentemente restaurato, il Mulino ha aperto le sue porte al pubblico nel dicembre 2013. Mantiene la struttura tipica su tre piani di un tipico mulino a vento : al piano terra o blocco contiene un negozio di souvenir e un piccolo punto informazioni turistiche ; al piano di mezzo è adibito a mostre temporanee ; al piano superiore troveremo l'impianto per la macina, conserva macchina originaria del diciannovesimo secolo .
Entreremo nelle viscere del gigante accompagnati da una guida che ci spiegherà la corsa del mulino.

27 MARZO 2016 TOLEDO VISITA


Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

14:30 Partenza da Consuegra in direzione Toledo (67 Km)
15:30 Arrivo a Toledo parcheggio dei mezzi in un'area ai piedi del centro storico ed incontro con la nostra guida Mamen alla scoperta della città magica.
TOLEDO
Toledo (85.000 abitanti circa, toledani, in spagnolo toledanos) è una città situata al centro della Spagna, appartenuta all'antico Regno di Castiglia che aveva come capitale la città di Burgos. Attualmente è capoluogo dell'omonima provincia e della Comunità Autonoma di Castiglia-La Mancia. Per tradizione l'arcidiocesi di Toledo, la più importante del Paese, è sede primaziale, cioè all'arcivescovo di Toledo spetta il titolo di Primate di Spagna.

Storia
Le prime notizie storiche sulla città risalgono a uno scritto in onore del proconsole Marco Fulvio Nobilior dello storico romano Tito Livio, in cui è nominata una località denominata Toletum, dicendo che "parva urbs erat, sed loco munita", cioè che era una piccola città, ma forte per la sua posizione. È infatti circondata per due terzi dal fiume Tago, sul quale i Romani costruirono un ponte, più tardi ingrandito e restaurato dagli Arabi. Il nome sembra derivare dal suo supposto fondatore, ovvero il Console romano Tolemon.
Successivamente Toledo è stata la capitale del regno dei Visigoti e centro importante durante il periodo della presenza araba. Nelle vicinanze di Toledo, nel comune di Guadamur, si trovò nel 1858 il Tesoro visigotico di Guarrazar. Il 25 maggio 1085, il re Alfonso VI di Castiglia conquistò la città ai musulmani. Da allora Toledo ha vissuto il suo periodo di maggiore splendore, con una grande crescita culturale, sociale e politica.
La scuola per traduttori di Alfonso X e le numerose opere d'arte civili e religiose hanno lasciato profonde impronte nella città, fino al periodo in cui fu la capitale dell'impero spagnolo, all'epoca di Carlo V. Il figlio di Carlo V, Filippo II decise di trasferire la capitale dell'impero a Madrid; da quel momento la città, perdendo gran parte del suo peso politico e sociale, entrò in un periodo di decadenza che coincise con quello di tutta la Spagna. A questo proposito si ripete spesso che la storia di Toledo è analoga a quella della Spagna.

Economia
Toledo è famosa da secoli per la sua produzione di acciaio e soprattutto per le spade, le cui tecniche di produzione provenienti dalla Persia furono importate dagli arabi. Ancora oggi la città è un centro importante di produzione di coltelli e di altri oggetti di acciaio.

La città è attraversata dal fiume Tago, il centro storico di Toledo si trova sulla cima di una collina e permette di apprezzare il panorama.
Tra i monumenti più importanti si ricorda la fortezza dell'Alcázar, teatro di una sanguinosa battaglia durante la guerra civile spagnola: l'Alcazar era allora sede dell'accademia militare per gli allievi ufficiali dell'esercito e si schierò con gli insorti franchisti resistendo all'assedio dell'esercito regolare. Durante questo assedio al comandante dell'Accademia fu posta da parte dell'esercito repubblicano l'alternativa di arrendersi o di lasciare uccidere il figlio catturato dalle truppe regolari. Il generale non si arrese e l'episodio divenne testimonianza dell'attaccamento ai valori nazionali e tradizionali contro le idee anarchico-socialiste; l'assedio fu raccontato in un film italiano, L'assedio dell'Alcázar, girato durante il periodo fascista. Altri monumenti importanti sono la cattedrale gotica e la piazza di Zocodover (antico mercato centrale dell'epoca araba).

Durante il periodo di dominazione araba nella città si ebbe una certa tolleranza religiosa, con la convivenza dei musulmani con una piccola minoranza di cristiani ed ebrei: tuttavia questi ultimi non godevano degli stessi diritti spettanti ai musulmani. Tale periodo si concluse nel 1492, dopo la Reconquista, con l'espulsione,da parte del re "cattolicissimo", dei musulmani e degli ebrei. A ricordo di quel periodo restano oggi numerosi monumenti religiosi come la Sinagoga di Santa Maria la Blanca, la Sinagoga del Transito e la Moschea del Cristo della Luce.

Arte
Per gli amanti dell'arte, la città di Toledo si identifica con il grande pittore Domenico Theotocopulos detto El Greco (1541-1614) che trascorse qui gli ultimi 37 anni della sua vita; nella città sono conservate alcune delle sue opere, tra le quali La sepoltura del conte di Orgaz, conservato nella chiesa di Santo Tomé. C'è anche una "Casa e Museo del Greco", ma è documentato che El Greco visse da tutt'altra parte e che questa casa era appartenuta a Samuel Levy, tesoriere evidentemente ebreo di re don Pedro. All'inizio del Novecento il marchese della Vega per mantenere il ricordo del pittore, conservare i suoi quadri, restaurare questo casolare, volle creare una copia di ciò che avrebbe potuto essere la casa del Greco, creando un'opera verosimile con mobili dell'epoca. Attorno ad un bel cortile con lo zoccolo piastrellato ci sono la sala da pranzo e quella da lavoro della moglie, o amante, madre del figlio Manuel e ispiratrice del pittore, donna Jeronima, la cucina e un bel giardino. Al piano superiore lo studio del pittore, con un notevole dipinto, le "Lacrime di San Pietro", ed altre stanze ricostruite immaginando come visse El Greco.
Il ponte sul fiume Tago

Monumenti e musei
- Museo de Santa Cruz
- Acquedotto romano (resti). L'acquedotto romano doveva essere molto ardito e a due piani di archi per superare il vallone del Tago; l'altezza doveva raggiungere i settanta metri sul livello del fiume, con archi di almeno trenta metri di diametro.
- Alcázar con i suoi Musei
- Alhóndiga, cioè il fondaco o granaio pubblico
- Ayuntamiento, cioè il Municipio
- Baños Arabes (bagni arabi)
- Baños Arabes de Ibn Yayx
- Casa de Cedillo. Seminario Minore
- Casa de Mesa
- Casa del Temple
- Castillo de San Servando, castello costruito da Alfonso VI, divenuto poi monastero della congregazione di Cluny, passato più tardi ai Templari e ricostruito nel XIV secolo dal cardinale Tenorio. Restaurato nel 1949 divenne un albergo per la gioventù.
- La cattedrale di Toledo
- La Sinagoga El Transito di Toledo
Chiese:
- La Cattedrale costruita nel XIII secolo secondo lo stile gotico delle cattedrali francesi. Contiene la scultura trasparente di Narciso Tomé.
- Santa Giusta e Rufina
- San Giusto e Pastore
- Sant'Andrea
- San Bartolomeo
- San Cipriano
- Sant'Ildefonso
- San Lorenzo
- San Luca
- San Marco
- San Michele el Alto
- San Romano
- San Sebastiano
- San Vincenzo
- Sant'Eulalia
- Santa Leocadia
- Santiago del Arrabal
- San Tommaso, dove è conservato il noto quadro del Greco della La sepoltura del conte di Orgaz
- Cristo de la Vega (Basílica Santa Leocadia)
- Salvador
- Circo Romano: Diversi scavi hanno portato alla luce un'enorme arena di 480 metri circa di lunghezza con una capacità di venti-venticinquemila spettatori; molte case del quartiere delle Covachuelas sono costruite su arcate di cemento dell'anfiteatro.
- Colegio de Infantes
- Conjunto Histórico
- Conventi
- Concepción
- Purísima Concepción (Capuchinas)
- Agustinas Calzadas
- Carmelitas de San José
- Comendadoras
- Carmelitas Descalzos
- Sant'Antonio da Padova
- San Clemente
- Penitencia
- San Pietro Martire
- Santa Chiara la Real
- Santa Fe
- Sant'Elisabetta de los Reyes
- Sant'Orsola
- San Domenico el Antiguo
- San Domenico el Real
- Cortes de Castilla-La Mancha
- Diputación
- Ermitas (eremi o santuari):
- Cabeza (eremo del capo)
- Candelaria (Candelora)
- Vergine Maria de la Bastida
- Vergine Maria de la Estrell
- Vergine del Valle
- Nostra Signora de los Desamparados
- Sant'Eugenio
- San Girolamo
- Santi Giuliano, Rocco e Antonio
- Cristo de la Vega
- Escuela de Artes y Oficios (Scuola d'arti e mestieri)
- Fábrica de Harinas San José
- Hospital de Tavera-Museo Duque de Lerma
- Hospital del Nuncio
- Maternità Provinciale
- Mercado de Abastos
- Mezquita de Tornerías (moschea di Tornerias)
- Mezquita del Cristo de la Luz
- Monastero San Giovanni de los Reyes (San Giovanni dei re), costruito dalla regina Isabella a ricordo della battaglia del Toro del 1475 che la confermava sul trono di Castiglia assieme al marito Ferdinando.
- Musei:
- Arte Contemporanea
- Scuola dell'Arte
- del Greco
- Victorio Macho
- Safardi
- Museo-Hospital de Santa Cruz
- Oratorio di san Filippo Neri
- Palazzi:
- Arcivescovile
- Fuensalida
- Galiana
- del Marqués de Malpica
- Universitario de Lorenzana
- Portale della Chiesa di san Torquato
- Posada de la Hermandad
Ponti
- di Alcántara, che si trova al di sotto dell'Alcàzar nel punto in cui il Tago si restringe; il nome deriva dal termine arabo al Qantara che significa "ponte", ma nonostante il nome, esso è di origine romana. Fu risparmiato e utilizzato dai Visigoti e giunse quasi intatto agli Arabi, che lo fortificarono con una cinta muraria e con torrioni ai due ingressi; subì poi diverse ristrutturazioni e in parte riedificazioni in diverse date successive fino all'ultima del 1962, sicché poco rimane sia del ponte romano (resti delle fondamenta e dei pilastri), sia della costruzione a difesa degli Arabi.
- di San Martino, il cui nome deriva dalla vicina parrocchia dedicata a San Martino. Serviva a collegare Toledo con l'Estremadura da cui arrivava il carbone e la pietra di granito. Gli Arabi avevano un ponte di barche di cui un pilastro esiste ancora. Il ponte nella sua attuale struttura risale agli inizi del XIV secolo. Una delle diverse leggende della città racconta che l'architetto chiudendo l'ardito grande arco ogivale centrale si accorse che non avrebbe potuto sopportare il peso dei grandi carri che trasportavano il granito e l'alternativa non poteva essere altro che continuare l'opera correndo il rischio di un crollo o distruggere la centina e rifare la costruzione - con perdita di credibilità come costruttore sia nell'uno che nell'altro caso. Confidò la sua preoccupazione alla moglie che di nascosto di notte si arrampicò sul ponte e diede fuoco alla centina facendo così risultare un danno accidentale e salvando dal discredito il marito, il quale rifece i calcoli e costruì il ponte più solido.

Porta Bisagra
Porte:
- di Alarcones
- di Alcántara
- di Balmardón
- di Bisagra (ne esistono due una è detta nuova e l'altra vecchia, a distanza di soli 80 m; il nome viene forse dal termine arabo bab sagra = "porta della pianura")
- de Doce Cantos
- del Cambrón, entrata nel ghetto toledano. La parte esterna conserva ancora la struttura originale. Cambron significa pruno e il nome deriva appunto da un pruno selvatico che crebbe in una delle due torri nel XV secolo
- del Sol costruita all'epoca dell'Arcivescovo Tenorio (1375-1399) è considerata la migliore porta in stile mudejar spagnolo per la sua armonia e forza.
- Sinagoga de Santa María la Blanca sulla quale si sono fatte le più svariate teorie, per alcuni fu costruita da Jusef ben Sossan, morto nel 1205, gabelliere di Alfonso VIII, per altri è la sinagoga Al Malikin o di David ben Salomon ben Abi Durhan datata alla fine del XIII secolo. Si suppone che l'edificio fosse più lungo e non si sa dove fosse la galleria riservata alle donne, ma gli scavi del 1987-88 non hanno portato ad alcuna conclusione. L'interno è una ridotta pianta basilicale di 28x20 metri divisa in cinque navate con pilastri ottagonali che sopportano bellissimi archi a forma di ferro di cavallo e si adornano di capitelli lavorati a stucco. Fu trasformata in chiesa romana trasformando il muro dove erano custoditi i rotoli della legge in altare maggiore al tempo del cardinale Siliceo alla metà del XVI secolo.
- Sinagoga del Tránsito, la bella sinagoga di Samuel Levy. Nel 1492, con la cacciata degli ebrei, divenne chiesa cristiana del Transito, così chiamata dal quadro principale dell'ancona dipinto da Correa de Vivar rappresentante l'Assunzione o Transito della Vergine. È notevole per la ricca decorazione che lascia aperto una nicchia (Hekal) per la conservazione dei rotoli della legge. Sono state conservate le iscrizioni in ebraico dei salmi di Davide sulle pareti.
- Stazione ferroviaria
- Taller del Moro
- Torre de San Cristóbal
- Torre del Hierro, cioè torre del ferro è una delle tante torri della cinta muraria.
- Torreón del Baño de la Cava, il torrione non è altro che uno dei pilastri del ponte di barche che esisteva dal periodo arabo sostituito dal ponte di S. Martino.

Persone legate a Toledo
Agila II, sovrano visigoto
Yehuda Alharizi, poeta ebraico-spagnolo
Ermenegildo, erede al trono visigoto e santo cristiano
Juan Álvarez y Alva de Toledo , cardinale
Beatrice de Silva, religiosa e santa
Federico Bahamontes, ciclista
Eugenio III di Toledo, arcivescovo e santo
Eladio di Toledo, arcivescovo e santo
Garcilaso de la Vega, poeta
Gerardo da Cremona, traduttore
El Greco, pittore
Ildefonso di Toledo, arcivescovo, Padre della Chiesa e santo
Jaime Casellas, compositore
Javier Lozano, ex calciatore
Marcellino di Cartagine, santo
Feliciano López, tennista
Diego Ortiz, compositore e musicologo
Paolo dei Visigoti, sovrano visigoto
Pedro Pizarro, conquistador e scrittore
Gianello Torriani, orologiaio, matematico, inventore
Luis Tristán, pittore
Isabella di Trastámara, regina

27 MARZO 2016 TOLEDO CAMPING


Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

Ore 19:00 Trasferimento dal Parcheggio di toledo al Camping El Greco
ORE 20:00 Cena sociale o presso il ristorante La Finca del Greco

28 MARZO 2016 MADRID


Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

08:30 Trasferimento da Toledo a Madrid (73Km) sistemazione in Camping Alpha
10:00 Sistemazione presso il camping
11:00 Visita guidata della città incontrando la nostra guida turistica Ricardo pranzo (Facoltativo) cucina tipica
All'interno della visita, ci sarà la possibilità di visitare il museo del Prado, essendo il biglietto di ingresso fuori dal pacchetto, i partecipanti dovrenno valutare se effettuare o meno la visita.
MADRID
Madrid è la capitale e la città più grande della Spagna. La popolazione della municipalità è di 3.165.235 abitanti, ma la popolazione dell'area metropolitana (agglomerato urbano e suburbano metropolitano) è calcolata in quasi 6,5 milioni. Si tratta del terzo comune più popoloso nell'Unione europea, dopo Londra e Berlino, e la sua area metropolitana è la sesta più popolosa d'Europa dopo Mosca, Istanbul, Londra, la Ruhr e Parigi.
Ci sono diverse teorie sull'origine del nome di "Madrid".
Secondo una leggenda la città sarebbe stata fondata dal mitico re etrusco Ocno (detto anche Bianore), con il nome di Metragirta o Mantua Carpetana.[14]
Altri sostengono che il nome originale della città era "Ursaria" ("terra degli orsi" in latino), a causa dell'elevato numero di questi animali che sono stati trovati nell'adiacente foresta, che, insieme con il corbezzolo (Madroño in spagnolo), sono l'emblema della città dal Medioevo.
Il nome registrato più antico della città è Magerit, che deriva dal nome di una fortezza costruita sul fiume Manzanarre, nel IX secolo, e significa "luogo di abbondante acqua..." Se la forma è corretta, potrebbe essere un toponimo celtico da "Ritu" (guado) e un primo elemento, forse "Mageto", derivazione di "Magos" ("campo" in irlandese, ma anche "luogo" in bretone), o "Matu" (orso), che potrebbe spiegare la traduzione latina "Ursaria"
Tuttavia, è ormai diffusa la credenza che l'origine del nome attuale della città risalga al II secolo a.C., periodo in cui l'Impero romano si stabilì con un insediamento sulle rive del fiume Manzanarre. Il nome dato a questo primo villaggio era "Matrice" (con riferimento al fiume che attraversava l'insediamento). Nel corso del V secolo d.C. la penisola iberica subì l'invasione dei visigoti che presero il controllo di "Matrice". Nel VII secolo gli arabi cambiarono il nome in "Mayrit", dal termine arabo ميرا "Mayra" (acqua come "albero" o "datore di vita") e il suffisso ibero-romano "it" che significa "luogo". Il moderno nome "Madrid" è l'evoluzione del mozarabico "Matrit
Storia
Medioevo ed Età Moderna
La fontana di Cibele

Il sito nel quale sorge la moderna Madrid è abitato fin dalla preistoria.[19] In epoca romana il territorio apparteneva alla diocesi di Complutum (l'attuale Alcalá de Henares). Si sono riscontrati anche resti archeologici riconducibili a un piccolo insediamento in epoca visigota. Le origini della città moderna risalgono al IX secolo, quando Muhammad I ordinò la costruzione di una piccola residenza reale nel medesimo luogo in cui oggi sorge il Palazzo Reale. Intorno a questo palazzo fu costruita una piccola cittadella, la al-Mudaina. La cittadella venne conquistata nel 1085 dal re Alfonso VI di León e Castiglia che, nella sua avanzata verso Toledo, fece riconsacrare la moschea della città nella chiesa della Vergine di Almudena. Parte degli ebrei sefarditi e dei Mori continueranno a vivere in città, finché non verranno definitivamente espulsi alla fine del XV secolo. Dopo lo scoppio di un grande incendio, Enrico III di Castiglia (1379-1406), che fece ricostruire la città, decise di stabilirsi al di fuori delle mura fortificate a El Pardo. L'ingresso trionfale di Ferdinando II di Aragona e Isabella di Castiglia a Madrid annunciò la fine del conflitto tra Castiglia e Aragona e l'inizio dell'influenza del Rinascimento in Spagna.

Il successore di Carlo V, Filippo II decise di spostare la corte a Madrid il 12 febbraio 1561. Questo avvenimento sarebbe stato decisivo per la storia della città. Eccetto un breve periodo tra il 1601 e il 1606, quando la corte fu spostata a Valladolid, Madrid sarebbe stata la capitale fino ad oggi. Una famosa espressione recitava: «solo Madrid è la corte», e se letta al contrario: «Madrid è solo la corte». Fin da quando Madrid divenne capitale, la popolazione iniziò a crescere notevolmente. Alla burocrazia regia e alla corte si aggiunsero diseredati e gente in cerca di fortuna proveniente da tutto l'Impero spagnolo. Nel 1625 Filippo IV abbatté le vecchie mura cittadine e ne edificò di nuove che limiteranno l'espansione della città fino al loro abbattimento nel XIX secolo.
All'inizio del XVIII secolo ascese al trono di Spagna la dinastia Borbone dopo l'estinzione del ramo spagnolo degli Asburgo, con la successiva guerra fra i sostenitori del pretendente al trono francese e quelli di Carlo d'Asburgo. I nuovi sovrani francesi vollero equiparare Madrid alle altre grandi capitali europee. Dopo che l'Alcázar andò distrutto in un incendio nel 1734 si costruì nello stesso sito l'attuale Palazzo Reale che fu ultimato nel 1755. Ebbe un ruolo particolarmente importante nello sviluppo della città Carlo III, ricordato come il "Rey Alcalde" (Re Sindaco). La realizzazione del paseo del Prado è probabilmente l'opera più importante del periodo e quella che trova ancor oggi maggior testimonianza nella città. Vanno ricordati anche il paseo de Recoletos, le fontane di Nettuno, Cibele e di Apollo, il Real Jardín Botánico, il Real Observatorio Astronómico o il Palazzo Villanueva, inizialmente destinato ad ospitare il Real Gabinete de Historia Natural, ma che poi divenne sede del noto Museo del Prado.

Monumenti e luoghi d'interesse
La facciata del Museo del Prado
Museo nacional centro de arte reina Sofia

Tra i luoghi da visitare ricordiamo il Museo del Prado, il Museo Thyssen-Bornemisza, il Centro d' arte della regina Sofía (dove si trova il famoso Guernica di Pablo Picasso), il Palacio Real, la Puerta del Sol, in cui è situata la placca del chilometro zero (utilizzata per il calcolo delle distanze nello Stato spagnolo) ed in cui i madrileni si riuniscono ogni fine anno per aspettare il nuovo anno mangiando un chicco di uva per ognuno dei dodici rintocchi della mezzanotte, la vicina Plaza Mayor (in cui tutti i week-end si svolge il mercatino numismatico e, nel periodo natalizio, quello dei presepi), il Parco del Retiro, e nelle vicinanze il monastero e il palazzo del Escorial, Santa Cruz del Valle de los Caídos e le città di Toledo, Segovia, Ávila e Aranjuez. Da segnalare, soprattutto ai turisti italiani, la piccola chiesa dedicata a san Nicola di Bari, nei pressi di Plaza Mayor.

Il nucleo urbano originario situato all'interno delle antiche mura non subì modificazioni significative fino alla metà dell'Ottocento, periodo nel quale si demolirono case e conventi per creare nuove strade e piazze.

All'inizio del Novecento la città conservava comunque ancora buona parte dell'aspetto della vecchia città.

Negli ultimi anni la popolazione è in diminuzione, soprattutto a causa dell'aumento dei prezzi delle case.

Madrid è servita dall'aeroporto internazionale di Barajas e, nonostante abbia una popolazione di circa 3 milioni di abitanti, ha una delle più sviluppate reti di metropolitana del mondo, con dodici linee.
Luoghi da vedere
Le statue di Don Chisciotte e Sancho Panza (Plaza de España)
Monumento a Cervantes (Plaza de España)

La Plaza de la Villa
La Puerta del Sol
La Plaza de Oriente
La Plaza Mayor y Arco de Cuchilleros
La Plaza de España
La Plaza de Colón
Il Paseo del Prado
La Plaza de Santa Ana
L'AZCA

Edifici e monumenti
Palacio Real
Sede della Compañía Colonial, al n. 46 della Calle Mayor

Il Palazzo Reale di Madrid (Palacio Real de Madrid)
La cattedrale dell'Almudena
La basilica Reale di San Francesco il Grande
La cattedrale delle Forze Armate
L'arena di Las Ventas
Il tempio di Debod
La statua dell'Orso e del Corbezzolo
Il Monastero Reale dell'Incarnazione (Real Monasterio de la Encarnación)
Il Monastero delle Descalze Reali (Monasterio de las Descalzas Reales)

Vi sono numerosi palazzi e grattacieli del XX secolo, specialmente nel distretto finanziario:

La Torrespaña
La Torre de Madrid
L'edificio España
Le Torres Blancas
La Torre Picasso
Le Torres Puerta de Europa, anche conosciute come Torres KIO
La Torre Windsor (distrutta da un incendio il 12 febbraio 2005 e demolita)
La Torre del Banco di Bilbao

Tra il 2004 e il 2008 è stato edificato il complesso Cuatro Torres Business Area che ospita:

La Torre Caja Madrid
La Torre de Cristal
La Torre Sacyr Vallehermoso
La Torre Espacio

Musei e gallerie

Il Museo del Prado
Il Museo Thyssen-Bornemisza
Il Museo nacional centro de arte reina Sofia (dove è esposta la famosissima opera Guernica di Pablo Picasso)
Il Museo archeologico nazionale di Spagna
Il Monastero de las Descalzas Reales
Il Monastero de la Encarnación
Il Museo Nacional de Ciencias Naturales
Il Museo Nacional del Ferrocarril
Il Museo municipal
Il Museo Cerralbo
Il Museo delle Cere di Madrid
Il CaixaForum

Zone commerciali

Madrid offre molte aree dal carattere spiccatamente commerciale; esistono inoltre zone riservate a marchi di lusso, come le vie Preciados/Carmen e Serrano/Goya, nonché l'iconica Gran Via.
La Gran Via vista da Plaza de Callao
La Gran Via
Parchi e giardini

I giardini del Campo del Moro, posti dietro il Palazzo Reale
I Giardini di Sabatini
Il Parco del Retiro all'interno del quale si trova il Bosco degli scomparsi e dove ogni domenica, ai piedi del monumento ad Alfonso XII di Spagna, avviene un incontro fra decine di percussionisti madrileni e afro-americani e gruppi di giocolieri
Il Palacio de Cristal de la Arganzuela
La Casa de Campo
Il Parque del Oeste all'interno del quale si trova il Tempio di Debod
Il Real Jardín Botánico

29 MARZO 2016 SARAGOZZA


Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

08:30 Partenza da Madrid con destinazione Saragozza (314Km)
12:30 Sistemazione in Camping Municipal Ciudad de Zaragoza
13:00 Ci incontreremo con Ana, la nostra guida che ci porterà a spasso per la città , faremo tappa ad un locale per degustare le tipiche tapas, un pranzo alternativo di gran gusto (Facoltativo)
20:00 Cena tipica (Facoltativa)

SARAGOZZA
Saragozza (in spagnolo e aragonese Zaragoza, in catalano Saragossa) è una città della Spagna di 682.283 abitanti,[1] capoluogo della regione Aragona e della provincia e comarca omonime. È la quinta città spagnola per numero di abitanti e la quarta per sviluppo economico.
È posta nella zona nord-orientale della Spagna, a circa 300 km da Madrid, Barcellona, Bilbao, Valencia e Tolosa, per cui si trova al centro di un importante nodo di comunicazioni.
È affacciata sulla riva destra dell'Ebro e al centro di una vasta depressione, un tempo desertica, ma ora abbastanza fertile grazie ad alcune canalizzazioni d'irrigazione che suppliscono alla scarsa piovosità della zona, una delle più basse della Spagna con una media di 323 mm di pioggia all'anno. È sede arcivescovile e universitaria.
Dal 14 giugno al 14 settembre 2008 la città è stata sede dell'Esposizione Internazionale 2008 con il tema "Acqua e sviluppo sostenibile".
Storia

Fondata come colonia nel (25 a.C.) dall'imperatore Cesare Augusto con il nome di Caesaraugusta, e costituita nei pressi di un insediamento degli Iberi (Salduie), fu uno dei centri più importanti della Hispania Tarraconensis, e una delle tre (poi quattro) Province in cui i Romani divisero la Spagna. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente fu occupata dai Visigoti. Fu tra le prime città spagnole a convertirsi al Cristianesimo e nel 713 venne conquistata dagli Arabi trasformeranno tre secoli più tardi Saraqusṭa capitale di una ṭāʾifa retta dalla dinastia dei Banu Hud, che nell'XI secolo, dopo il crollo del califfato di Cordova, rivaleggiò con Cordova, Siviglia, Toledo e Merida.

Fu conquistata nel 1118 dai cristiani, organizzati in una spedizione militare al comando di Alfonso I, re di Aragona, e di Gastone IV, visconte del Béarn, con la partecipazione di Guy de Lons, vescovo di Lescar. Visse così un periodo di grande prosperità, essendo divenuta capitale del Regno d'Aragona.
Durante la guerra napoleonica sostenne due assedi da parte delle truppe francesi nel 1808 e 1809
Fra i monumenti più importanti di Saragozza si possono citare:

la basilica di Nostra Signora del Pilar,
la cattedrale del Santissimo Salvatore,
il castillo de la Aljafería, castello costruito dai Mori, dalla dinastia dei Banu Hud, dopo la conquista cristiana divenne residenza reale del regno di Aragona e poi sede dell'Inquisizione al cui interno è possibile ammirare la torre del Trovador, torre del mitico personaggio raccontato da García Gutiérrez nel 1836 e immortalato da Giuseppe Verdi nell'opera lirica Il trovatore,
la Lonja,
il Foro romano di Caesaraugusta,
il puente de Piedra.

30 MARZO 2016 MONASTERO DI MONTSERRAT


  • Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

    08:30 Partenza da Saragozza con destinazione Monastero di Montserrat (280 Km) FACOLTATIVO
    In alternativa chi non orrà prendere parte potrà raggiungere direttamente il camping Tres Estrellas con giornata libera per Barcellona
    12:00 Sistemazione camper presso Parcheggio adibito e tramite il treno a cremagliera raggiungeremo il Monastero
    MONASTERO DI MONTSERRAT
    l monastero di Santa Maria de Montserrat (monestir de Montserrat in catalano) è un monastero benedettino situato ad un'altitudine di 720 m s.l.m. sulla montagna di Montserrat, nel comune di Monistrol de Montserrat, (Bages), nella comunità autonoma spagnola della Catalogna, di cui rappresenta un simbolo, nonché un importante sito di pellegrinaggio e di visita per i turisti
    L'origine del monastero è incerta. Si sa che, intorno al 1011, un monaco proveniente dal monastero di Santa Maria di Ripoll raggiunse la montagna di Montserrat per incaricarsi di dirigere il monastero di Santa Cecilia di Montserrat, per cui quest'ultimo sarebbe passato agli ordini dell'abate Oliba di Ripoll. I monaci del monastero di Santa Cecilia non accettarono la situazione e allora l'abate decise di fondare il monastero di Santa Maria di Montserrat nel luogo dove esisteva già un antico eremo con lo stesso nome nel 1025. A partire dal 1082 Il monastero di Santa Maria ebbe un proprio priore e smise di dipendere da quello di Ripoll.
    Questo eremo rapidamente divenne il più importante fra quelli presenti su quella montagna grazie all'immagine della Madonna venerata fin dall'880 e si trasformò in un santuario, per cui ebbe accesso a un maggior numero di donazioni che gli permisero una crescita costante in dimensioni ed importanza. Alla fine del XII secolo il reggente sollecitò le autorità ecclesiastiche ad aumentare il numero di monaci a 12 unità, minimo richiesto per poter considerare il santuario un'abbazia.
    Nel XIII secolo iniziò la lotta del monastero per ottenere la piena indipendenza da quello di Ripoll: durante lo Scisma d'Occidente infatti il priorato di Montserrat era fedele al papa di Roma Urbano VI nonostante quello di Ripoll appoggiasse Benedetto XIII, perciò il re Martino l'Umanista consigliò Benedetto XIII di promuovere Montserrat ad abbazia ed a porre come abate Marco di Villalba, che era abate di Ripoll dal 1408. L'11 marzo 1409 una bolla papale di papa Benedetto istituì l'abbazia di Montserrat, nonostante Ripoll continuasse comunque a mantenere alcuni privilegi su Montserrat, finché il papa Eugenio IV lo liberò completamente con una bolla datata 11 marzo 1431.
    Nel 1493 però l'abbazia perse di nuovo l'autonomia in quanto re Ferdinando il Cattolico inviò al monastero quattordici monaci dalla città di Valladolid e Montserrat passò a dipendere dalla Congregazione di questa città della Castiglia. Nei secoli seguenti vi fu un alternarsi di abati catalani e castigliani. Proprio nel 1493 Bernat de Boïl un monaco del monastero, accompagnò Cristoforo Colombo in uno dei suoi viaggi in America.
    Nel corso del XIX secolo il monastero di Montserrat fu incendiato e saccheggiato per ben due volte dalle truppe napoleoniche, nel 1811 e 1812. Poi, nel 1835, i monaci dovettero abbandonare il monastero in seguito alla "desamortització de Mendizábal", una sorta di asta pubblica per ridistribuire i terreni non coltivati che spesso erano di proprietà della Chiesa.
    L'esclaustrazione comunque durò poco e già dal 1844 i monaci si ristabilirono nel monastero, ormai senza più ingerenze da parte della congregazione di Valladolid, del resto sciolta anch'essa. Nel 1862 Montserrat aderí alla Congregazione sublacense dell'Ordine di San Benedetto, alla quale tuttora appartiene. Gli edifici andati distrutti vennero rifatti.
    Attualmente la comunità monastica è formata da un'ottantina di monaci; inoltre abitano nel monastero i ragazzi che compongono la Scuola di Canto di Montserrat (chiamata "Escolania de Montserrat" in catalano), ritenuta la più antica d'Europa poiché risalente al XIII secolo.
    IL MONASTERO
    La facciata principale
    Il complesso è costituito da due blocchi di edifici: da una parte la basilica con le dipendenze dei monaci, dall'altra gli edifici destinati ad accogliere i pellegrini e i visitatori: ristoranti, negozi e un albergo.
    La basilica
    La basilica di Montserrat fu ricostruita completamente nel XIX secolo ed è ad una sola navata, attorno alla quale sono disposte diverse cappelle. La navata è sostenuta da colonne centrali, con intagli in legno dello scultore Josep Llimona. Ad un'estremità è posto l'altare maggiore e il coro. Il crocifisso d'avorio dell'altare, proveniente dall'Italia, è stato attribuito recentemente a un giovane Michelangelo (finora era stato attribuito al Ghiberti).
    Proprio sopra l'altare maggiore c'è la stanza nella quale è situata la statua della Vergine Moreneta de Montserrat, a cui si accede dopo aver attraversato un portale in alabastro scolpito con scene della Bibbia.
    Il chiostro
    Il chiostro, opera dell'architetto Josep Puig i Cadafalch, è costituito da due piani sostenuti da colonne di pietra. Il piano inferiore comunica con il giardino che dispone di una fonte nella parte centrale. Lungo le pareti del chiostro si vedono peces antiche, alcune del X secolo.
    Il refettorio
    Il refettorio è del XVII secolo ma fu restaurato nel 1925 da Josep Puig i Cadafalch: nella parte centrale un mosaico rappresenta il Cristo, mentre nella parte opposta si può vedere un trittico con scene della vita di san Benedetto.
    Altre strutture
    Il monastero dispone di un museo diviso in tre sezioni: quella preistorica, nella quale sono esposti diversi ritrovamenti di quest'epoca rinvenuti nella montagna circostante; quella dell'Oriente biblico, con materiale archeologico relativo alla Bibbia e, infine, la Pinacoteca, con opere dal 1500 ai giorni nostri, fra le quali opere di Dalí, Picasso e El Greco ed uno dei capolavori della maturità di Caravaggio, il San Girolamo in meditazione.
    Le piazze
    Nella parte esterna dell'edificio sono presenti diverse piazze che servono per assestare il congiunto dell'edificio con l'orografia della montagna. La principale è la Piazza Santa Maria, opera anch'essa di Puig i Caldafach. Dalla piazza si può osservare la nuova facciata costruita su progetto di Francesc Folguera con pietra proveniente dalla montagna stessa, alla cui destra si possono osservare i resti dell'antico claustrum gotico.
    Nella piazza dell'Abate Oliba sono situati gli edifici che servono ad alloggiare i pellegrini e i turisti fra cui un albergo. Nella piazza vi è una statua dedicata al fondatore del monastero, opera del 1933 dello scultore Manuel Xuclà.
    Infine la piazza di Santa Croce dedicata a San Michele, il cui nome è dovuto alla croce opera dello scultore Josep Maria Subirachs.
    La Madonna di Montserrat
    Secondo la leggenda, la prima immagine della Vergine (in catalano La Mare de Déu de Montserrat) fu ritrovata da alcuni bambini che accudivano un gregge dentro una grotta nell'880, dopo aver visto una luce sulla montagna. Quando il vescovo seppe del ritrovamento cercò di far trasportare la piccola statua a Manresa, ma non gli fu possibile perché la statua divenne troppo pesante. Perciò il vescovo interpretò questo segnale come il desiderio della Vergine di rimanere nei pressi del luogo del ritrovamento e perciò ordinò la costruzione del santuario.
    La statua di Maria attualmente venerata è una scultura lignea romanica del XII secolo. Misura circa 95 cm di altezza e rappresenta la Beata Vergine Maria con il Bambin Gesù. Nella mano destra la Madonna regge una sfera che simboleggia l'universo, mentre Gesù, sempre con la mano destra, benedice e nella sinistra regge una pigna. Ad eccezione dei volti e delle mani, l'immagine è dipinta d'oro, mentre la Vergine è rappresentata con volto di carnagione scura, cosa che le è valsa il soprannome popolare di moreneta. Una sua copia è venerata a Sassari ed è patrona del gremio dei sarti (sotto questo titolo la Vergine Maria è comunque venerata in tutta la Sardegna). Il 9 febbraio 2012 l'abate del monastero di Montserrat ha benedetto la cappella della Mare de Déu de Montserrat nella cattedrale di Alghero (Comunità catalana d'Italia) dove la "moreneta" è venerata dagli abitanti.
    L'11 settembre 1881, ricorrenza della Festa nazionale della Catalogna, papa Leone XIII dichiarò ufficialmente la Madonna di Montserrat patrona della Catalogna, oltre a beneficiarla di poter tenere un propria festività nel calendario, il 27 aprile.
    Leggende legate al monastero
    Il monastero è al centro della leggenda del Sacro Graal: nell'opera di Wolfram von Eschenbach, il Graal fu messo in salvo nel castello di Munsalvaesche (mons salvationis) o Montsalvat, affidato a Titurel, il primo re del Graal. Alcuni hanno identificato il castello con il monastero di Montserrat; Richard Wagner dice al suo Parsifal che Montsalvat è "nelle montagne del nord della Spagna". Nel 1940, Himmler fece una breve visita al monastero per domandare dati sopra la possibilità che vi fosse stato custodito il Graal. Questa leggenda non ha tradizione a Montserrat; la tradizione ispanica del Graal lo situa nel monastero di San Juan de la Peña (Huesca) e, successivamente, al palazzo di Barcellona e infine nella cattedrale di Valencia, dove si trova tuttora.
    La visita di Ignazio di Loyola
    È invece storicamente provata la visita al monastero nel marzo del 1522 da parte di sant'Ignazio di Loyola che proprio qui maturò la sua conversione, lasciando la sua spada ai piedi de la Madonna di Montserrat.

    30 MARZO 2016 BARCELONA


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    17:00 Partenza da Montserrat con destinazione Barcellona, camping Tres Estrellas
    20:00 Cena conviviale

    31 MARZO 2016 BARCELONA


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    ORE 8:30 Partenza in direzione centro città Passeig de Gracia, dove incontreremo Luana l'ultima guida del nostro tour.
    Passeggeremo con lei ammirando i palazzi tra i più famosi al mondo, da Casa Battlò a casa Milà, casa Vicens e tante altre, per arrivare a Park Guell, che visiteremo con la nostra guida, per non perderci tutte le caratteristiche architettoniche.
    13:30 Ci diregeremo a Barceloneta per un pranzo (facoltativo) a base di Paella e Sangria
    15:00 Paseggiata lungo la Rambla facendo un salto alla Buqueria e chi vorrà potrà con la teleferica arrivare a Montjuïc
    20:00 Cena conviviale nel camping
    Passeig de Gràcia
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
    Passeig de Gràcia
    Passeig de Gracia
    Passeig de Gracia
    Localizzazione
    Stato Spagna Spagna
    Città Barcellona
    Distretto Eixample
    Quartiere Dreta de l'Eixample
    Caratteristiche
    Tipo strada carrabile
    Casa Amatller
    Casa Batllò
    Casa Lleó Morera
    Casa Milà (La Pedrera)
    Casa Fuster
    Casa Ramon Casas
    Palau Robert
    Teatre Tìvoli

    Il Passeig de Gràcia (o in spagnolo Paseo de Gracia, letteralmente "passeggio di Grazia") è una delle più importanti avingudes (in spagnolo avenidas, "viali") di Barcellona anche grazie alle opere di architettura modernista di Antoni Gaudí e Lluís Domènech i Montaner, dichiarate Patrimonio dell'Umanità, e ad altre di famosi architetti come Josep Puig i Cadafalch e Enric Sagnier.

    Si trova nella parte centrale dell'Eixample: collega Plaça Catalunya con il quartiere di Gràcia ed incrocia le 2 strade principali di Barcellona (la Gran Via de les Corts Catalanes e l'Avinguda Diagonal). Questo trait d'union tra il centro di Barcellona e l'allora piccolo sobborgo di Gràcia venne urbanizzato e arricchito di piante nel 1827. In seguito, tra il 1890 e il 1925, divenne il centro residenziale dell'alta borghesia cittadina.

    Ancora oggi il Passeig de Gràcia è una delle strade più care di Spagna sia per quanto riguarda il costo degli appartamenti, che per i prezzi proposti dai negozi presenti. Infatti, nel Passeig sono presenti i negozi dei più importanti marchi d'abbigliamento internazionale come: Chanel, Gucci, Louis Vuitton, Bvlgari, Armani, Chopard, Cartier, Montblanc, Valentino, Hermès, Dolce & Gabbana, Yves Saint-Laurent, Burberry, Ermenegildo Zegna, Lacoste, Tommy Hilfiger, Loewe e altri.
    Edifici di interesse

    Manzana de la Discordia
    Casa Amatller, di Josep Puig i Cadafalch
    Casa Batlló, di Antoni Gaudí
    Casa Lleó Morera, di Lluís Domènech i Montaner
    Casa Milà (o La Pedrera), di Antoni Gaudí
    Casa Fuster, di Lluís Domènech i Montaner
    Cases Antoni Rocamora, di Josep Bassegoda i Amigó
    Casa Bonaventura Ferrer, di Pere Falqués i Urpí
    Casa Pons i Pascual, di Enric Sagnier
    Casa Ramon Casas, di Antoni Rovira i Rabassa
    Palau Robert
    Teatre Tívoli
    Jardins de Salvador Espriu
    Museu del Perfum
    Bancs-Fanals
    Parco Güell
    Il Parco Güell (in catalano Parc Güell) è una delle opere dell'architetto Antoni Gaudí a Barcellona che appaiono nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Progettato agli inizi del Novecento, sarebbe dovuto diventare una città-giardino. È un parco pubblico con all'interno un museo a cielo aperto, visitabile tutto l'anno, e uno dei monumenti-simbolo della città catalana, con un'alta frequentazione turistica. Dal 25 ottobre 2013 l'ingresso alla zona monumentale è a pagamento.

    Storia
    Realizzato tra il 1900 e il 1914, doveva essere all'origine una specie di città-giardino sul modello inglese. Fu commissionato a Gaudí dal suo mecenate, l'industriale Eusebi Güell, che aveva comprato una collina (El Carmel) a nord della città. Il progetto complessivo dell'insediamento prevedeva alloggi, studi, una cappella ed un parco, per un totale di 60 abitazioni, ma fu acquistato solo uno dei lotti e furono completate solo due abitazioni. In una delle due abitazioni già edificate abitò per molti anni lo stesso Gaudí, con il padre e la figlia della sorella, fino al suo trasloco definitivo nel cantiere della Sagrada Família. La città di Barcellona lo acquistò nel 1922, trasformandolo in parco pubblico. Situato nella casa del guarda, uno dei padiglioni d'ingresso al recinto permette di conoscere la relazione fra Antoni Gaudí e il suo mecenate Eusebi Güell, e lo sviluppo urbano di Barcellona nel 1900. Questo spazio appartiene oggi al Museo di Storia di Barcellona.

    Descrizione
    Gaudí cercò di conservare l'andamento naturale del terreno in rilievo, lasciando libero sfogo alla sua immaginazione, generando un'opera originale dal profilo sinuoso. Per la sua costruzione fece impiego di variopinte ceramiche di recupero e pezzi di vetro, utilizzati come tessere di mosaici colorati, assieme alle sue sculture in calcestruzzo, che rappresentano tutto un universo di animali fantastici, rifacendosi in maniera chiara al concetto del pittoresco.
    Fedele al suo stile, Gaudí creò un'opera che si integra nella natura e che la riproduce: tra gli esempi la passeggiata coperta con delle colonne che hanno le forme dei tronchi degli alberi o delle stalattiti, le fontane e le arcate artificiali di roccia.
    In cima alla scalinata principale con la fontana a forma di salamandra (simbolo dell'alchimia e del fuoco) si trova la sala ipostila, realizzata come un tempio classico greco. Questa sala, chiamata anche sala delle 100 colonne (benché soltanto 85 siano state completate), si situa sotto la piazza centrale del parco. La piazza è delimitata da un sedile sinuoso come un serpente di 150 m di lunghezza. Su questa panchina straordinaria, seduti in curva, si è al riparo e si vedono i propri vicini, in uno spazio intimo, pur avendo la vista sul resto della panchina.

    Nelle altre zone del parco Gaudí creò spazi altrettanto fantastici, dove ponti in cemento armato sembrano strutture ottenute dalla scultura della roccia, dissimulando così l'incredibile sforzo architettonico.

    01 APRILE 2016 BARCELONA


    Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

    08:30 Partenza per visita della città con mezzo pubblico, incontrandoci ancora una volta con Luana.
    Oggi ci farà conoscere la Barcelona più antica, quella medievale o meglio Gotica avvolta da una storia di grande fascino e con le sue piazzette dove fermarsi a prendere un caffè per goderne l'atmosfera
    13:00 Pranzo o visita facoltativa dell' acquario o rientro ai camper
    17:00 Rientro in camping e preparazione dei camper per la partenza

    Quartiere Gotico (Barri Gòtic)
    Il bellissimo quartiere conosciuto come Quartiere Gotico si chiama così perché nacque come villaggio Romano e conserva tuttora alcuni resti del suo glorioso passato. Oggi, data la continua modernizzazione, è possibile trovare un edificio antico proprio accanto ad un edificio costruito negli anni '90. È questo mix tra vecchio e nuovo che porta la gente di tutto il mondo al Quartiere Gotico.
    Le strade strette e tortuose creano un labirinto, il che significa che avrai bisogno di un po' di tempo per orientarti. Ti raccomando sempre di alzare gli occhi e di guardarti intorno o puoi perderti alcune delle cose più interessanti.
    Il Quartiere Gotico ha molte piazze (plaças) tranquille dove rilassarsi e godersi i dintorni. Tuttavia, una delle attrazioni principali proprio nel cuore del distretto è l'imponente Cattedrale che ha un giardino favoloso pieno di vegetazione e, stranamente, di oche.
    Sarai viziato dalla scelta di ristoranti e bar, specialmente attorno a Plaça Reial, che è sempre piena, sia di giorno sia di notte. La vita notturna del Quartiere Gotico è viva e sarai sempre in grado di trovare un posto dove bere un drink o ballare. Anche Calle Ferran, che è su un lato di Plaça Reial e che conduce fino a Plaça Sant Jaume con i suoi imponenti edifici governativi, è ottima per bar e café.
    Lo shopping di certo non manca nel Quartiere Gotico, dalla zona più commerciale di Calle Portal de L'Angel a tutte le piccole boutique su Calle Avinyo. Assicurati di girare ed esplorare più che puoi: il Quartiere Gotico è perfetto per una passeggiata pomeridiana.
    Ci sono fermate della metropolitana su entrambi i lati del Quartiere Gotico: ce ne sono tre su Las Ramblas, che percorre un lato della zona, e l'altra è Jaume 1. Comunque ti trovi nel centro città e molte delle attrazioni della città si trovano a una camminata di distanza.
    In cima a Las Ramblas c'è Plaça Catalunya, da dove puoi andare a Passeig de Gràcia se i tuoi gusti per lo shopping sono orientati più verso gli stilisti o se vuoi vedere gli edifici di Gaudí.
    El Raval è un'altra zona interessate che merita una visita; puoi arrivarci attraversando Las Ramblas.
    La zona del Barri Gòtic è la prima che viene scelta da molti turisti che vengono a Barcellona. È il centro culturale della città ed è ottima per qualsiasi tipo di viaggiatore.

    20:00 CIVITAVECCHIA


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    ore 20:00 Trasferimento al porto turistico di Barcellona per il rientro in Italia
    Ci sarà a bordo l'assegnazione delle cabine, il traghetto è dotato di ristorante bar divertimenti ed altro, pertanto le 20 ore di navigazione trascorreranno nel divertimento e condivisione
    è possibile acquistare i pasti prima della partenza
    CENA/PRANZO
    Standard € 12,00 − Primo Piatto − Secondo & Contorno − Frutta di Stagione − 1 Pane − ½ Acqua o 1 bevanda analcolica o ¼ di vino o 1 birra italiana
    Business € 15,00 - − Antipasto − Primo Piatto − Secondo & Contorno − Frutta di Stagione − Dolce − 1 Pane − ½ Acqua o 1 bevanda analcolica o ¼ di vino o 1 birra italiana

    COLAZIONE
    Standard € 3,50 − 1 tazza di caffè o caffelatte o te − 1 panini con burro e marmellata o 1 croissant
    Business € 4,50 − 1 tazza di caffè o caffelatte o te − 2 panini con burro e marmellata o 1 croissant − 1 succo di frutta − 1 yogurt

    COSTI


    (È necessario un acconto di 600 €)

    400€ - Camper - Traghetto A/R - Soste nei camping e parcheggi per visite
    350€ - Adulti - Traghetto Cabina A/R, Camping, Guide turistiche autorizzate, biglietti di ingresso, trasporti urbani ed extra urbani, assistenza
    180€ - Ragazzi 12-18 anni Traghetto Cabina A/R, Camping, Guide turistiche autorizzate, biglietti di ingresso, trasporti urbani ed extra urbani, assistenza
    150€ - bambini 2 - 11 anni Traghetto Cabina A/R, Camping, Guide turistiche autorizzate, biglietti di ingresso, trasporti urbani ed extra urbani, assistenza
    80€ - Animali domestici Traghetto A/R, Camping

    camper + 2 adulti 1.100 euro
    camper + 2 adulti 1 ragazzo 1.280 euro
    camper + 2 adulti 1 ragazzo 1 bambino 1.430 euro

    SCADUTO

    Per Maggiori Informazioni puoi compilare il modulo o contattarci telefonicamente
    InfoLine +39 338 7860333