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Nord Polonia E Repubbliche Baltiche 7-20 Agosto

Nel nostro tour scopriremo una tappa dopo l'altra, il fascino delle terre dell'EST
La Polonia, nel cuore dell’Europa dell’Est, è un Paese ancora poco conosciuto che offre una grande ricchezza architettonica, culturale e paesaggistica. Prima di tutto vi è la capitale Varsavia, il cui centro storico medioevale è riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Infine, in Polonia, non mancano paesaggi suggestivi e bucolici: dalla catena montuosa di Pieniny, allo stretto canyon del fiume Danajec fino ai Monti Tatra. Una Terra tutta da scoprire
Estonia, Lettonia e Lituania: le tre Repubbliche baltiche. Una meta emergente per quanto riguarda il turismo in Europa. Paesi con un passato importante, ma tornare indipendenti solo dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica nei primi Anni 90 del secolo scorso. Antiche tradizioni custodite gelosamente, una cultura secolare e la natura che domina piacevole e tranquilla.
Tallin, capitale dell’Estonia, è una città con mura medioevali con torri e un centro pedonale; Riga, capitale della Lettonia, è cosmopolita e frequentata da artisti e trend-setter in un mix come quello architettonico della città che spazia dal gotico al liberty. La lituana Vilnius ricorda Roma coni suoi sette colli, il fiume Neris e l’abbondanza di chiese barocchIe.

Bratislava, la deliziosa capitale della Slovacchia sul Danubio sta rapidamente diventando una delle mete più gettonate dell’Europa dell’est. Bratislava si sta trasformando in modo sorprendente da una pittoresca città da cartolina in un centro metropolitano sofisticato fatto di stile e cultura. Ristoranti raffinati, club alla moda e un’atmosfera cosmopolita immersi tra i famosi palazzi barocchi, i giardini curati e i caffè classici disseminati per la città.

INFORMAZIONI UTILI
Per l'ingresso dei cittadini italiani in Estonia, Lettonia e Lituania è sufficiente la carta di identità o il passaporto in corso di validità. La carta di identità con validità prolungata dal comune mediante timbro posto sul retro della stessa spesso non è accettata. Onde evitare la sgradevole sorpresa di essere respinti, si consiglia munirsi di una nuova carta di identità. Per quel che riguarda i minori invece potranno viaggiare soltanto con documento individuale. L'iscrizione sul passaporto dei genitori non è più ritenuta valida dal giugno 2012.
In Estonia, Lituania e Lettonia vige un'ora in più di fuso orario rispetto all'Italia (es.: quando in Italia sono le 10.00 in Estonia e Lettonia sono le 11.00).
La Polonia attualmente continua ad usare la sua valuta nazionale, lo Złoty polacco al cambio 1€=4,5 Zloty.
L'unità monetaria ufficiale della Repubblica Ceca è la Corona Ceca (koruna) 1€= 27 Corone
L'unità monetaria ufficiale della Repubblica Slovacca è la Corona Slovacca (SKK) 1€= 30 Corone

DATA EVENTO
07 - 20 Agosto 2016

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7 AGOSTO CROOKED FOREST


  • Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

    Una foresta con 400 pini ricurvi. Rimane ancora un mistero la caratteristica curvatura a 90 gradi sulla base degli alberi presenti in un angolo della Polonia occidentale che conferisce loro un'originale quanto elegante conformazione.
    Intorno a questa foresta che si trova in Gryfino, denominata "Crooked Forest", come si può ben immaginare, circolano tuttora molti miti e leggende per spiegare il particolare fenomeno di queste conifere. Anche perché è circondata di altri pini perfettamente dritti.
    La teoria più accreditata al momento è quella che vuole questi alberi piantati a metà degli anni '30 curvati "all'età di sette anni" dall'intervento umano attraverso dispositivi meccanici. Ma il perché gli agricoltori lo avrebbero fatto rimane un mistero. Alcuni parlano di falegnami al servizio segreto tedesco, ma la popolazione locale è convinta che si tratti di uno strano fenomeno naturale.
    Quel che è certo è che questa foresta rimane un piccolo grande spettacolo, non credete?

    7 AGOSTO 2016 Stettino PL (175 Km)


  • Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

    Stettino, capitale storica della Pomerania Occidentale, sorge sul basso corso dell’Oder, a 65 km dal litorale baltico, Già sede della dinastia ducale dei Grifiti, nel corso della sua burrascosa storia, passò di mano più volte (dalla Svezia alla Prussia, alla Polonia). Oggi Stettino non è solo la città più importante del Voivodato della Pomerania Occidentale e dell’intera euroregione pomeranica: punto di riferimento economico, scientifico e culturale, è in costante crescita anche nel settore turistico. Da secoli si incrociano qui le strade che collegano l’Europa occidentale a quella orientale, la Scandinavia al sud Europa. Pur nelle sue profonde trasformazioni, il fascino della città rimane immutato per la monumentale architettura liberty e le attrazioni turistiche di grande richiamo.
    Sui marciapiedi di Stettino si snoda una enigmatica linea rossa spezzata. Serve, in realtà, a contrassegnare un itinerario turistico che tocca gli scorci più belli della città. Un percorso di svariate ore che porta a visitare la Città Vecchia con i suoi monumenti più prestigiosi, partendo dalla Stazione Centrale e toccando 42 siti. Un valido aiuto ai turisti viene dallo speciale stradario corredato di descrizioni in polacco, inglese e tedesco.
    Da non perdere il Castello dei Duchi di Pomerania, già sede della locale dinastia dei Grifiti. Danneggiato gravemente dai bombardamenti alleati del 1944, nel dopoguerra è stato ricostruito nello spirito del rinascimento. Il castello conta cinque ali, due corti e quattro torrioni che svettano fieri sopra la città. È d’obbligo una sosta nella corte maggiore, sotto l’orologio astronomico che scandisce il tempo fin dal 1693. Gli appassionati di storia dell’architettura saranno certo interessati dalle porte della città risalenti al XVIII secolo. Uniche, con le facciate istoriate che ricordano archi di trionfi.
    Si arriva, quindi, alla Basilica Archidiocesana di S. Giacomo. Edificata nel Millecento e rimaneggiata più volte, contiene preziosi arredi. Meritano una citazione i trittici gotici, le lapidi sepolcrali barocche, il battistero e numerosi epitaffi. Sotto l’altare c’è il reliquario che contiene i resti di S. Ottone. La parete orientale vanta la più imponente vetrata della Pomerania Occidentale (87 m²) raffigurante la Madonna con Bambino, lo Spirito Santo e personaggi legati alla storia della Chiesa nella regione di Stettino. Visitando la basilica sarebbe difficile ignorare la campana “Grande” del 1682. Una curiosità: una casa all’angolo di via Farna e piazza Mariańska diede i natali, il 2 maggio 1729, al Sofia Augusta Federica von Anhalt Zerbst, la futura zarina di Russia, Caterina II.
    Stettino è situata sulle rive dell’Oder in un intrico di ponti, gru e banchine. Il porto di mare vero e proprio di Stettino – Świnoujście e i cantieri navali (quarti in Europa per dimensioni) ne fanno una città rofondamente marinara. L’elegante e imponente lungofiume, i cosiddetti “Terrapieni di Chrobry” (Wały Chrobrego), è il biglietto da visita del capoluogo della Pomerania Occidentale. È formato da terrazze panoramiche lunghe 500 metri, costruite all’inizio del Novecento per volere del sindaco Herman Haken. I “Wały” godono di una posizione panoramica eccellente, in prossimità di monumentali edifici pubblici (l’Accademia Navale, il Museo Nazionale, l’Ufficio del Voivoda). Si dispiega, da quel punto, la vista stupenda della sponda destra dell’Oder, delle anse e degli angiporti, delle isole e del porto. Non è un caso che tanti abitanti di Stettino prediligano questa zona per le loro passeggiate. E qui si tengono, nella stagione estiva, le Giornate del Mare.
    Ai piedi dei Wały Chrobrego si trova una delle più belle piazze di Stettino intitolata ai difensori di Westerplatte (pl. Obrońców Westerplatte), ornata da una grande fontana incastonata nella parete di pietra dei terrapieni. Ai due lati della fontana, due statue all’interno di nicchie, sopra mascheroni. A sinistra, con l’ancora, Jan di Kolno (Johannes Scolvus), cui la leggenda attribuisce la scoperta dell’America e, a destra, con il timone tra le mani, Jan Wyszak, corsaro stettiniano del XII secolo, miracolosamente sfuggito alla prigionia danese. Da qui non è difficile raggiungere la Stazione Marittima e cimentarsi in un’escursione per il porto della durata di un’ora e, per l’occasione, addentrarsi nel perimetro del cantiere navale dove nascono i colossi del mare.
    È interessante sapere che la planimetria della piazza maggiore di Stettino, pl. Grunwaldzki, fu modellata su quella di Place de l’Etoile (oggi Place de Gaulle) a Parigi.
    Ha la forma di una ruota piena da cui si dipartono a raggiera otto tra vie e viali che collegano le piazze di Stettino. Merito del prefetto Haussman, artefice della trasformazione urbanistica di Parigi. Da piazza Grunwaldzki alla sede del Municipio conduce un viale elegante, ampio, alberato e fiorito, fiancheggiato oggi da sculture contemporanee. Certo, non troveremo a Stettino la una torre Eiffel, ma è piacevole sostare al “Cafe 22”, il locale a 80 metri di altezza, splendido punto panoramico con vista sulla città vecchia e nuova.
    Stettino è un vero paradiso per gli amanti delle passeggiate. Il 20% dell’intera superficie cittadina è ricoperta dal verde. In questo senso la zona più nota di Stettino è sicuramente il Parco Kasprowicz (Park Kasprowicza), un complesso di 49 km2 dal terreno ondulato, sorto nella seconda metà dell’Ottocento. Con la sua variegata vegetazione esotica richiama visitatori in ogni stagione dell’anno. Ma presenta anche vialetti ombreggiati e appartati dove non arrivano le folle, radure assolate, il pittoresco laghetto della Rusałka, spazi per i più piccoli, una caffetteria, un anfiteatro. Va visitato il Monumento al Tributo dei Polacchi. Tre aquile di bronzo in atto di spiccare il volo dal nido simboleggiano altrettante generazioni di connazionali che ricostruirono Stettino.
    Vanno visti senz’altro i prati di Jasne Błonia, un’ampia estensione di verde a nord del Municipio di Stettino. Il parco è stato progettato con filari di platani ai bordi dell’esteso manto erboso con composizioni floreali. Gli oltre 200 alberi, proclamati monumenti della natura, danno a questo luogo un fascino straordinario. Nella zona centrale del parco sorge il monumento a papa Giovanni Paolo II, che commemora la visita del Santo Padre nel 1987. Si raccomanda una visita al Cimitero Centrale, uno dei più grandi d’Europa, esteso su un’area di circa 160 ha. Superato il Cancello Principale, in stile neoromanico, capiamo ben presto di trovarci all’interno di un parco popolato da diverse specie di alberi e arbusti, alcuni molto esotici (per esempio l’abete serbo, il pino coreano, il ginkgo biloba). Nei sobborghi della città, proprio nel cuore della Selva Bukowa, il lago Smeraldo affascina per la magia del paesaggio. Deve il suo nome allo splendido colore dell’acqua che riempie il vecchio bacino della cava di gesso. Nelle vicinanze si trova anche una terrazza panoramica da cui si possono godere le vedute della valle dell’Oder e della città di Stettino.
    Nella storica residenza dei duchi di Pomerania risorta dalle rovine, ha sede il Castello dei Duchi di Pomerania a Stettino, un’istituzione che costituisce un fulcro della vita culturale della Pomerania Occidentale. All’interno del Castello si tengono concerti di musica da camera, classica e antica; di musica corale (tra cui il Festival Internazionale per Cori), i Concerti di Mezzogiorno, Concerti da Camera al Lume di Candela. Nella stagione estiva i Concerti “Promenade” nella corte minore, i Concerti sul palcoscenico della corte maggiore. Tra gli ospiti, gruppi e solisti di tutto il mondo (Goran Bregovič, Vadim Brodsky, Jose Careras, Jean-Marc Fessard, Barbara Hendricks, Konstanty Andrzej Kulka, Chuck Mangione, Valerij Oistrach, Pat Metheny, Al di Meola). Non mancano anche gallerie espositive. Ogni anno sono allestite una quarantina di mostre fotografiche, storiche, artistiche

    8 AGOSTO Szymbark - La casa Rovesciata


    Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

    Si tratta di una normalissima casa in legno, caratterizzata però dal fatto di essere completamente "sotto sopra". Ciò proprio nel senso letterale della parola. Stiamo parlando praticamente di una casa rovesciata, con il tetto che poggia sul terreno e la base verso l'alto.
    La particolare realizzazione ovviamente desta curiosità ed è proprio questo il motivo che ha contribuito ad accrescere il successo dell'opera. Questa potrebbe essere vista come un'ideazione "anticonformista", cioè in contrasto a ciò che è comune. Oppure potrebbe anche essere considerato come una sorta di stimolo alla creatività, e al non accettare il comune senso delle regole. Questa casa viene interpretata come una sorta di ribellione, mettere sotto sopra qualcosa infatti è segno di sfogo e quindi di mancanza di accettazione delle regole comuni. La casa è stata costruita ai piedi della montagna più alta della provincia di Cassubia - colle Wieżyca (329 m sopra livello del mare).
    La casa è stata commissionata nel 2001 da Daniel Czapiewski, che ha voluto anche l'allestimento interno rigorosamente "sotto sopra" ma con delle decorazioni nello stile del realismo socialista. La costruzione della stessa è stata tutt'altro che agevole, richiedendo impegno e cautela. Inoltre, si racconta che gli addetti ai lavori interni abbiano sofferto di senso di nausea a causa della sistemazione degli arredi interni. Infatti tutto, compresi gli arredamenti, appaiono rovesciati.
    Nei pressi si trovano anche altre curiosità da visitare, come la Casa Sybiarka (in polacco: Dom Sybiraka), una casa trasportata dalla Siberia sin qui, come ricordo dei prigionieri polacchi che nel passato erano stati mandati in Siberia. Un'altra creazione particolare, sempre situata nelle vicinanze, è l'asse di legno più lunga del mondo (presente sul libro dei Guinness dei primati), con una lunghezza di 36 metri e 83 cm, e spessore di 7 cm, pesa 1100 kg circa.

    8-9 AGOSTO 2016 Danzica PL (352 Km)


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    "La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare." Arthur Schopenhauer
    Così scriveva uno dei cittadini illustri di Danzica, il filosofo Arthur Schopenhauer. La sua città natia, sulla costa del Mar Baltico, è una piacevole sorpresa e possiede un'atmosfera molto diversa da quella delle altre città della Polonia: principale porto del paese, ha vissuto una storia molto travagliata (fu tedesca fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale), possiede un'architettura particolare (forgiata dalla sua storia) ed è stata una città contesa da diversi popoli (tedeschi, russi, svedesi, per citarne alcuni) che qui portarono la loro cultura. Danzica è ancora oggi la capitale mondiale dell'ambra, gemma usata in gioielleria, che si originò dalla resina degli alberi fossilizzata.
    L'ambra si raccoglie lungo le coste che si affacciano sul Mar Baltico, coste basse, rettilinee e sabbiose; qui nelle spiagge circondate dalle dune e dalle foreste di alberi resinosi, troviamo la stessa resina che, nel periodo terziario, parecchi milioni di anni fa, si fossilizzava diventando ambra, a volte imprigionando insetti o pezzi di piante preistoriche.
    La luminosità di questo materiale faceva credere agli antichi, con un ché di poetico, che provenisse dai raggi del sole solidificati e riportanti poi sulla spiaggia dalle onde. Nonostante abbia sopportato tante distruzioni (assediata dagli svedesi nel '600, rasa al suolo per il 90% nella Seconda Guerra Mondiale), la città ha avuto sempre la forza e la speranza necessarie per essere ricostruita, più bella di prima. Da qui, forse, si comprende il suo motto, che invita a guardare lontano saggiamente ma con decisione “Nec temere, nec timide (non temerariamente, ma nemmeno timidamente). Molti ricordano Danzica per le immagini in bianco e nero dei giorni di Solidarność e di Lech Walesa. Solidarność fu il movimento sindacale, la cui opposizione al governo, pose fine al regime del partito comunista nel 1989 e all'elezione come Presidente della Polonia del suo leader Lech Wałęsa appunto (premio Nobel per la pace nel 1983) Grandi personaggi passati alla storia, ma soprattutto gente determinata, che diede avvio a un vento di cambiamento che da qui poi si diffuse nel resto del paese, dell'Europa dell'Est e nel blocco sovietico. Quei tempi, di lotte per i diritti, scioperi e acclamazioni, anche se non troppo distanti, sono ormai alle spalle e la Danzica odierna stupisce con i suoi palazzi medievali e rinascimentali, le strade pittoresche, le belle case d'influenza architettonica olandese, l'intensa vita culturale, le gallerie d'arte, le caffetterie, i locali, le birrerie all'aperto sui pontili. La città è la capitale della regione di Pomerania, ed è anche uno dei maggiori centri economici ed amministrativi della Polonia ed ospita molti uffici governativi.
    Danzica è il nome in italiano, quello polacco è quasi impronunciabile, Gdańsk è la quarta più grande della Polonia, capitale marittima del Paese, con una popolazione di oltre mezzo milione di persone.
    Danzica è riuscita a gestire il suo incredibile patrimonio artistico e a preservare la sua architettura urbana, superando numerosi momenti difficili. Una città polacca dall'anima tedesca, contesa tra i due popoli tedesco e polacco, che ha sempre giocato un ruolo di primo piano nella storia della Polonia. La sua posizione geografica le consentì di diventare un'importante città della Lega Anseatica(la potente alleanza tra città mercantili che controllavano il commercio dei mari del Nord e del Baltico, tra il XVI ed il XVIII secolo). Danzica divenne oggetto di contesa tra le maggiori potenze europee e tale contesa sfociò in numerose guerre, dal Medioevo ai conflitti che portarono alla Spartizione della Polonia (XVIII secolo e anche oltre), che coinvolsero Prussia, Russia e Impero Austro-Ungarico, fino alle guerre con la Svezia. Danzica si trovò sempre nel mezzo a queste guerre distruttive, nonostante nel tempo avesse mantenuto una certa autonomia e il benessere economico. Dopo secoli di dominazioni straniere, nel 1919, il Trattato di Versailles decise che il delta della Vistola sul Mar Baltico, insieme alla città, diventassero la Città libera di Danzica, sotto l'autorità della Società delle Nazioni e della Polonia, sottraendo Danzica dall'autorità tedesca. Di fatto questo avvenimento provocò conseguenze nefaste, anzi da lì a 20 anni, innescò una serie di eventi che portarono la Germania nazista a riconquistare Danzica, aggredendo la Polonia e causando l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Prima della guerra i tedeschi era il 95% della popolazione. Dopo la sconfitta della Germania furono completamente sostituiti dai polacchi, in uno dei tanti esodi biblici postbellici che interessarono l'Europa. La città dopo la guerra era completamente distrutta, ma venne ricostruita fedelmente mattone dopo mattone. A pochi chilometri dalla città, a Sztutowo, si estende l'ex campo di concentramento di Stutthof, il primo aperto in Polonia nel 1939 e l'ultimo ad essere liberato dall'Armata Rossa nel 1945. Anche nei suoi momenti più bui, Danzica ha saputo sempre reagire con coraggio, lottando con determinazione.
    L'esempio più evidente si ebbe durante il regime comunista, quando la lotta per i diritti dei lavoratori iniziata da Solidarność, il primo sindacato indipendente della Polonia, fece breccia nel tessuto monolitico e monopartitico dello stato polacco, svolgendo un ruolo fondamentale nel suo successivo collasso.
    Quella che vedremo, sarà una città incredibilmente cosmopolita, ricca di eventi culturali e punti di ritrovo alla moda, con abitanti in gran parte giovani e con tanta voglia di costruire il futuro. Cominciai la mia X visita dalla zona più caratteristica della città, Główne Miasto, uno dei principali quartieri storici di Danzica. La lunga via Reale, simile alle vie Reali presenti a Varsaviae Cracovia, era il percorso cerimoniale seguito dai re polacchi nell'entrare a Danzica. Qui, dal 1972 si tiene l'antico mercato Domenicano, la cui origini risalgono al XIII secolo. La polacco Trakt Królewsk) si trova al centro delle attrazioni più importanti della città e s'identifica con corrispondente alle Ulica Długa (Via Lunga) e Długi Targ (Mercato Lungo). Il suo punto d'ingresso in uno dei portali delle antiche mura, quello della Porta di Wyzynna (Porta Superiore), la stessa usata in passato dai sovrani. Nella parte superiore del portale c'è un'iscrizione "giustizia e pietà sono le colonne portanti di tutti i regni". Il portale che si ammira oggi risale al 1586, periodo nel quale venne ristrutturato dallo scultore fiammingo Willem va den Block con tre blasoni, quello della Polonia, della Prussia e della città, rispettivamente unicorni, angeli e leoni.
    Gli stili architettonici più rappresentati in città sono il gotico e il rinascimentale, visibili nei palazzi della via ul. Diuga (Ulica Długa).
    Mentre si cammina dalla Porta d'Oro (Złota Brama) all'estremità opposta, fino alla cosiddetta Porta Verde (Zielona Brama), si deve tenere presente che quasi tutto quello che si vede oggi è frutto della sapiente e minuziosa ricostruzione del dopoguerra. La Porta d'Oro, una sorta di arco trionfale, venne progettata da Van den Block figlio, nel 1612; la sua particolarità è il fatto che è decorata da sculture in pietra, a rappresentare la Pace, la Libertà, il Benessere ed il Successo; sulla porta è inciso in latino, “Concordia res publicæ parvae crescunt - discordia magnae concidunt? (La Concordia fa crescere i piccoli Stati, la Discordia fa crollare i grandi). Alle spalle del portale si trova l'edificio della Corte della Confraternita di San Giorgio,
    che fu dimora di un'antica corporazione locale e che ancora oggi si apprezza per l'architettura tardo-gotica (la si riconosce per la statua di San Giorgio col drago, in cima al palazzo). Il punto focale della Via Lunga è la Fontana di Nettuno (Fontanna Neptuna), con la sua originale balaustra cinquecentesca in ferro battuto e con al centro il dio del mare (simbolo della città); costruita nel 1549 è il simbolo della città e rappresenta la sua potenza commerciale marittima. Da sotto l'arco della porta si ha una visione prospettica della strada in tutta la sua lunghezza, mentre sopra la testa lo sguardo si eleva verso la sottile torre del Palazzo del municipio, edificato tra il XIV-XV secolo. All'interno è ospitato il Museo Civico di Danzica.
    Bisogna dirigersi verso la Dlugi Targ, la grande piazza del mercato, che è un prolungamento della Ulica Długa, per apprezzare uno dei palazzi più interessanti di Danzica, la Corte di Artù (Dwór Artusa), in passato anche conosciuto con il nome tedesco di Junkerhof. Questo era il luogo d'incontro dei mercanti e il centro della vita sociale della città. Prima in Inghilterra e poi in altri Paesi europei, il nome di Artù venne dato a quelle dimore in cui usavano riunirsi nobili e cavalieri; in Polonia, la corte di Danzica era la più famosa. Oggi l'edificio ospita parte del Museo di Storia locale e al suo interno si apprezza in particolare una splendida stufa in maiolica del Cinquecento, enorme e alta 12 metri. Le case dei mercanti che si affacciano sulla piazza conferiscono al quartiere un'atmosfera particolare. Tra queste, si distingue tra tutte la Casa d'Oro (Zlota Kamienica), costruita nel Seicento e ricoperta di bassorilievi dorati, che si spicca anche per le statue della balaustra, in cima, raffiguranti Cleopatra, Edipo, Achille e Antigone.
    Attraversando la Porta Verde ci si inoltra verso la via Długie Pobrzeże, e si raggiungono i moli della Motlawa, il fiume, che costituirono per parecchi secoli il porto cittadino. Da qui si può osservare l'isolotto centrale del fiume, con molti vecchi magazzini.
    Lungo i moli s'incontrano diverse piccole gioiellerie, sono i laboratori per la lavorazione dell'ambra, da secoli vero tesoro del Baltico (un tempo il mar Baltico era una foresta, e l'ambra altro non è se non resina fossile). L'atmosfera qui è davvero speciale, con tante piccole Gallerie d'arte e caffetterie. Mi fermai a guardare l'enorme struttura in legno davanti a me, una sorta di Cavallo di Troia; si trattava invece di una gru molto antica, chiamata Zuraw, risalente al XV secolo; nel suo periodo, era la più grande di tutta Europa e serviva a caricare e scaricare le merci provenienti dal porto e dirette in città, e viceversa.
    Nei cantieri navali faceva le prime riunioni Lech Walesa, allora un semplice elettricista. Vicino ai cantieri navali si può visitare oggi la Strada per la libertà, ovvero una mostra dedicata al movimento di Solidarność creato da Walesa. All'ingresso della mostra troverete un carro armato, a testimonianza degli scontri sanguinosi durante le proteste degli anni '80. All'interno della mostra troverete una rappresentazione di com'erano i negozi durante il periodo comunista, vuoti e grigi, con davvero poche cose: pane, aceto e poco altro...
    A due passi da qui, ci fermeremo al Cafe Kamienica, popolare durante il giorno e frequentatissimo la sera. Dovrebbe ancora trovarsi nella via ul Mariacka, una delle strade più eleganti della città, parallela alla Dlugi Targ. La vecchia romantica Danzica è ben rappresentata in questa strada un po' bohémienne. L'antico splendore di questa via, così ben recuperato, ha indotto diverse produzioni cinematografiche a girare qui alcune scene; così è stato, per esempio, per lo sceneggiato televisivo "I Buddenbrook", tratto dal romanzo di Thomas Mann, una produzione italiana degli anni '70 diretta da Edmo Fenoglio (Danzica in questo caso venne preferita a Lubecca, città originaria del libro di Mann). La via Mariacka prende il nome dalla Chiesa della Santa Vergine Maria (Bazylika Mariacka), del 1343, nota per le sue grandi dimensioni (pare sia la sesta chiesa più grande del mondo e la più grande costruzione gotica, in mattoni, d'Europa, inclusi i castelli), il suo interno ha infatti una capacità di 20.000 posti.
    Nella zona a sud della città si trova un quartiere chiamato Stare Przedmieście (Vecchio sobborgo). Qui si trova il Museo Nazionale d'Arte antica (Muzeum Narodowe), ospitato in un ex convento francescano, che custodisce il famoso Trittico di Danzica (o del Giudizio Universale), dipinto a Bruges da Hans Memling. Il museo ospita inoltre una raccolta di dipinti di scuola polacca e oggetti di design, fra alcuni esempi dei rinomati mobili di Danzica. Nella stessa zona si trova anche la Chiesa della SS Trinità (Lasw Trojcy), costruita agli inizi del XVI secolo, che domina il quartiere.

    10 AGOSTO 2016 Elbląg le barche sull'erba


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    Una grande opera ingegneristica risalente a ben due secoli fa, ma ancora funzionante in seguito ad una importante ristrutturazione. Il canale di Elblag è una delle meraviglie della Polonia poco conosciute al di fuori di questo Paese.
    Si tratta di un canale ricco di dislivelli dove la navigazione avviene su piani inclinati, attraverso barche e chiatte. Nei punti del canale dove la normale navigazione non è possibile, a causa dei dislivelli, le barche vengono trasferite tramite piani inclinati su delle chiatte dotate di ruote.
    Così il viaggio può proseguire attraverso le rotaie fino al momento in cui la barca può ritornare in acqua per proseguire la normale navigazione. La completa navigazione del canale richiederebbe una crociera di almeno 11 ore, ma i tratti più consigliati per una traversata turistica riguardano i punti in cui sono presenti le chiatte.
    I lavori di ristrutturazione sul canale di Elblag sono cominciati nel 2011 con l'obiettivo di rafforzare tutte le rampe e i piani inclinati, per consentire una navigazione agevole. La crociera turistica completa comprende un percorso di 80 chilometri che parte da Ostroda e arriva a Elblag.
    Con la navigazione si possono ammirare scenari meravigliosi, mentre si attraversano dislivelli che possono arrivare anche fino a 100 metri. Si tratta del canale più lungo e navigabile ancora in uso in Polonia e di uno dei canali più interessanti in Europa.
    In un paesaggio del genere le chiuse tradizionali sarebbero state poco pratiche, ecco allora la creazione di un sistema davvero ingegnoso basato su piani inclinati che permette gli spostamenti su ruote delle barche quando ci si trova in punti privi d'acqua.
    L'intero sistema di movimentazione delle barche è attivato dalla forza dell'acqua. Il canale di Elblag fa parte delle 7 Meraviglie della Polonia e l'Unesco lo ha inserito tra i luoghi simbolo dell'eredità culturale mondiale

    10 - 11 AGOSTO 2016 Kaunas LT (469 Km)


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    Kaunas è la seconda città maggiore della Lituania, di tradizione Kaunas universitaria e con una popolazione di oltre 415.700 abitanti, sparsi su una Kaunas superficie di 156 kmq. Centro della omonima contea, la città venne Auberges de Jeunesse fondata nel XII secolo in una favorevole posizione geografica, la stessa che la pone al centro della Lituania, alla confluenza dei due principalifiumi (Nemunas e Neris), a 100 km dalla capitale Vilnius e 250 km dal porto di Klaipeda.
    Secondo una delle tante leggende che accompagnano la sua nascita, Kaunas venne fondata dai Romani. Si narra infatti che un capo militare patrizio di nome Palemone, andò via da Roma (perché temeva l'imperatore Nerone) trasferendosi in Lituania con i suoi tre figli: Barcus, kune e Sperus e il resto della famiglia. Dopo la sua morte i tre figli si divisero la Lituania. Kune prese i terreni nei pressi della confluenza dei fiumi Neris e Nemunas costruendovi un castello e dando origine all'odierna Kaunas, che prese il suo nome.
    Per anni Kaunas è stata un importante centro di resistenza della nazione, partecipando attivamente alla lotta per una propria identità nazionale. Per vent'anni è stata capitale provvisoria della Lituania, dopo che Vilnius venne occupata dai bolscevichi russi nel 1919. Lo stesso spirito di libertà prevale ancora oggi, non è casuale il fatto che proprio a Kaunas, il 16 febbraio 1988 venne celebrato il Giorno dell'Indipendenza, quando il movimento di liberazione stava ancora cominciando a farsi sentire. La celebrazione avvenne nello stesso luogo dove nel maggio del 1972, Romas Kalantasi si diede fuoco per protesta contro il regime sovietico. Il suo nome è oggi simbolo dello spirito libero della città e della resistenza per le generazioni a venire. Un altro luogo significativo per ogni patriota lituano è il Museo della Guerra Garden, con la famosa scultura “Monumento alla libertà” di J. Zikaras, e ancora il monumento “Ai morti per la libertà della Lituania” e “Tomba del Milite Ignoto”.
    Kaunas ha diversi quartieri e luoghi interessanti per il visitatore. Il centro storico è la zona in gran parte costruita tra il XIV e il XVII secolo, con diversi edifici in stile gotico, rinascimentale e con una tipica architettura barocca. Un tour a piedi è il modo migliore per visitarlo. La città vecchia è in effetti un concentrato di monumenti architettonici antichi: i resti del castello del XIII secolo, la Cattedrale, la chiesa dei gesuiti e della SS Trinità, così come il Vecchio Municipio, soprannominato il "Cigno bianco" per la sua architettura affascinante. La Laisves Aleja (Viale della Libertà) ne è il fulcro, sia per gli abitanti che i turisti: una strada pedonale lunga quasi due chilometri e anche principale zona commerciale con uffici, negozi, ristoranti, cinema e banche. In tutta l'area viene oltretutto attuata una severa politica di divieto di fumo. Si caratterizza anche per il grandissimo monumento dell'estremità orientale, la chiesa di San Michele l'Arcangelo (Šv. arkangelo Mykolo bažnyčia).
    L'antica piazza del Municipio è l'evidenza architettonica più importante del centro storico, rimanda al Medioevo con la chiesa di Vytautas, che presenta un'architettura del primo periodo gotico, mentre quella del tardo gotico si ammira nel vicino palazzo di Perkunas. La piazza e le strade vicine sono un intenso brulicare di numerosi ristoranti, bar e caffè, gallerie d'arte e negozi di souvenir lituani, sempre molto popolari tra i turisti.
    Kaunas è anche il centro dell'economia della Lituania, nota per la rapida diffusione industriale e la riforma economica avutasi nella nazione e nell'intera regione baltica. Nel 1991, la città iniziò una serie di privatizzazioni delle proprietà statali. I principali investitori dell'area sono aziende provenienti dagli Stati Uniti, dalla Finlandia e dall'Estonia. La città è anche sede di alcune grandi società internazionali e lituane e sin da quando è stata indetta la Kaunas Free Economic Zone, nel 1996, continua ad attirare un notevole numero di investitori stranieri. Con il suo spirito aziendale ed imprenditoriale, ereditato dal suo passato più illustre, Kaunas è oggi una delle città più attive e in movimento dei Paesi Baltici, di sicuro
    quella in più rapido sviluppo. Forte di questa positività economica e storico culturale, la città si rilassa nei suoi divertimenti più noti, che continuano a rappresentare l'elemento di unione e di condivisione del suo popolo, i festival. Kaunas è infatti la patria di una varietà di festival, tra cui il festival musicale di Pažaislis, il Kaunas Jazz festival e il Festival Internazionale di Danza Moderna, nonché il Festival Hansa Kaunas a ricordo del grande periodo mercantile della Lega Anseatica. Gli amanti della vita notturna possono godere di teatri, discoteche, caffetterie e bar, casinò e di una vasta gamma di intrattenimenti.
    Non ci resta che darvi un ultimo consiglio, prima di lasciarvi alle informazioni dettagliate sulla città: mentre siete in visita a Kaunas, non perdetevi una gita nei dintorni con Birštonas, una delle più antiche località balneari della Lituania. La trovate a circa 30 km a sud da Kaunas, tra le belle foreste nelle anse del fiume Nemunas. Anche la località di Druskininkai, a circa 2 ore da Kaunas, è da preferire per un soggiorno in tutto benessere. Ricordiamo infine, il fattore climatico, con temperature medie da -5 ºC a 23 Cº.

    12 Agosto 2016 Klaipeda Penisola di Neringa (215)


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    Klaipeda è la terza città lituana in ordine di grandezza, ed ha una popolazione di poco più di 200,000 abitanti. Unico porto della Lituania, la città fu roccaforte dell'Ordine dei Portaspada (1252) e quindi importante città della lega anseatica. In seguito appartenne alla Prussia dal 1525 e alla Germania, con brevi intervalli, fino al 1945. Il passato tedesco (si chiamava Memel) emerge da molti tratti della sua architettura, compresa la famosa torre dell'orologio. Il centro storico ha subito diverse perdite durante le devastazioni della seconda guerra mondiale, ma Klaipeda rimane una città interessante per la particolare vivacità e apertura, oltre che per la vicinanza a Neringa e alla Kursiu marios Jeunesse Klaipeda
    La città vecchia, si sviluppa sulla riva sinistra del Dane secondo un disegno a scacchiera (XVII-XVIII secolo), con vie perpendicolari su cui affacciano soltanto pochi degli antichi edifici a graticcio. La piazza principale è Teatro aikste, dominata dal neoclassico Dramos teatras (seconda metà XIX secolo) e ornata da monumenti dedicati a personaggi illustri della città. Dalla piazza si stacca Turgaus gatve, la strada principale del centro storico, caratterizzata da edifici moderni; per ammirare case del XVIII secolo, con caratteristici tetti mansardati, bisogna spostarsi sulla traversa
    Mesininku gatve.
    Nella città vecchia si trova il Mazosios Lietuvos istorijos muziejus, il museo storico della ‘Piccola Lituania', così com'era chiamata la parte del paese rimasta in mano tedesca, con collezioni archeologiche dall'età del ferro ed etnografiche.
    NAUJAMIESTIS
    A partire dal XVIII secolo sulla riva destra del Dane è cresciuta la città nuova, parallelamente allo sviluppo del porto e al formarsi delle prime industrie. L'arteria principale è Liepu gatve (1769-70), su cui affaccia la Paveikslu galerija, la galleria d'arte cittadina, e poco più avanti il Laikrodziu muziejus, il museo dell'orologio.
    La via termina nel Mazvydo skulpturu parkas, parco con sculture di artisti lituani sorto a fine ‘900 sul sito del cimitero di Klaipeda.
    Per intrattenervi Klaipeda offre molti bar, locali e ristoranti. Il Kurpiai (Kurpiu gatve 1a) ha fama di essere il miglior bar della Lituania, con ottimo cibo e concerti Jazz dal vivo ogni notte.

    la penisola di Neringa è più propriamente un lido, ossia una formazione tipica dell'ambiente lagunare formatasi con il progressivo accumulo di sedimenti sabbiosi e che di fatto isola la laguna interna dal mare aperto.
    La punta settentrionale della stessa è separata dalla città di Klaipėda e dalla Lituania continentale da un canale largo 300 metri grazie al quale la laguna interna comunica direttamente col Baltico. Il punto più largo misura 3,8 km e si trova presso Nida nella parte lituana, mentre il punto più sottile è rappresentato da un istmo alla base della penisola, presso il paese russo di Lesnoje, che misura 380 m di larghezza.
    La penisola è costituita esclusivamente da sabbia ed è caratterizzato da enormi dune mobili alte fino a 60 metri, che nei secoli passati hanno letteralmente inghiottito interi paesi. La grande duna di Nida in Lituania è una delle maggiori d'Europa e viene anche chiamata il "Sahara della Prussia Orientale".
    Per la sua rara bellezza paesaggistica, l'UNESCO ha iscritto la penisola nel 2000 tra i Patrimoni dell'Umanità. L'ecosistema delle dune è oltretutto minacciato, dalla parte russa, dall'urbanizzazione selvaggia e dal disboscamento. La penisola di Neringa è popolata da alci, caprioli, volpi e cinghiali, nonché 900 varietà di piante; è anche un'importante luogo di sosta per oltre un milione di uccelli migratori.

    13 AGOSTO 2016 Sialuliai LT (144 Km)


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    Luogo toccante e suggestivo, testimonia la fede di un popolo che a lungo ha sofferto per affermare la sua identità religiosa e che ha saputo lottare, anche con la preghiera, per rivendicare la propria identità nazionale.

    Si ritiene che sulla collina di Jurgaičiai, 12 km a nord di Šiauliai, vi fosse in epoca precristiana un tempio in cui si praticavano culti pagani.

    Le prime croci qui vennero collocate dagli abitanti della zona per commemorare le vittime degli scontri del 1831 e del 1863 tra la popolazione lituana, che protestava contro le vessazioni del regime zarista, e le autorità russe. Diverse persone, nel corso di questi moti insurrezionali, avevano perso la vita per un nobile ideale: quello di rivedere la patria lituana, che in quel momento era solo una piccola parte dell’impero degli zar, risorgere e riaffermarsi nel contesto europeo.

    La collina, con le sue croci, si rese ben presto invisa agli occupanti, che stavano tentando, anche con la forza, di russificare e diffondere l’ortodossia nel paese e mal tolleravano i simboli del cattolicesimo.

    Nel corso degli anni il numero delle croci è pian piano aumentato. Anche nel periodo dell’occupazione sovietica (1944-1990) il flusso dei visitatori continuò a crescere a dismisura. Le croci erano diventate così tante che Mosca ne ordinò la rimozione spianando la collina per ben due volte, nel 1963 e nel 1973. Ciò, tuttavia, non servì a fiaccare la devozione dei fedeli, che ripresero a piantarle sempre più numerose. Nel 1990 erano circa 50.000 e nel 2000 arrivavano addirittura a 100.000.

    Papa Giovanni Paolo II si recò alla collina delle croci durante la sua visita alla Lituania nel settembre del 1993. Celebrò la messa all’aperto su un altare in legno costruito per l’occasione e donò alla collina e al popolo lituano una grande croce di legno con base in granito sulla quale è riportato il suo ringraziamento per questa grande testimonianza di fede. Alle spalle della collina si trova un monastero francescano, edificato dopo che il Pontefice espresse il desiderio che qualcuno si occuppasse della cura e della manutenzione del sito.

    Oggi la selva di croci è davvero impressionante, non si sa quale ne sia il numero esatto. Le croci sono di tutti i tipi, prevalentemente in legno e in metallo. Le più grandi e senza dubbio le più belle sono quelle lignee, opera di artigiani locali, veri e propri maestri nella lavorazione di questo materiale.

    Presso la collina diversi banchetti vendono souvenir e croci di legno, che i pellegrini sono soliti lasciare sul colle scrivendovi sopra il proprio nome, la data e la nazione di provenienza. Qui vengono gli sposi il giorno delle nozze per chiedere la benedizione della loro unione. Tante sono poi le famiglie di lituani in visita, e altrettanto numerosi sono i fedeli provenienti dai paesi vicini.
    Sono ormai numerosissimi i turisti che vengono a curiosare da queste parti. Sostano qui per qualche minuto, magari raccogliendosi per un momento di riflessione. Anche chi non è spinto dal sentimento religioso qui resta profondamente colpito dalla collina e da tutto quello che essa rappresenta.

    13 AGOSTO 2016 RUNDALE Palazzo LV (80 km)


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    Il Palazzo di Rundāle venne costruito negli dal 1736 al 1740 su disegno dell'architetto italiano Bartolomeo Rastrelli come residenza estiva del duca di Curlandia, Ernst Johann von Biron (Bühren). Le decorazioni interne rococò, aggiunte in seguito (1763-1768), sono opera dello stesso Rastrelli, che è noto per aver progettato il Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo.

    In seguito all'inglobamento della Curlandia nell'Impero Russo (1795), Caterina la Grande regalò il palazzo al proprio amante, il principe Platon Zubov, che vi si stabilì col fratello minore Valerian. Alla morte di quest'ultimo la vedova sposò il conte Šuvalov, la cui famiglia mantenne il possesso del palazzo fino alla Rivoluzione Russa del 1917. Durante la campagna di Russia di Napoleone nel 1812, il palazzo venne utilizzato come ospedale per l'esercito francese e molti dei soldati che morirono in questo luogo vennero sepolti nel parco del palazzo, dove oggi un monumento eretto nell'Ottocento li ricorda.
    Ingresso del cortile principale, con il palazzo sullo sfondo

    Durante la prima guerra mondiale il palazzo fu danneggiato, mentre in seguito alla riforma agraria lettone divenne proprietà dello Stato. Negli anni Venti il palazzo venne convertito a scuola con abitazioni, finché nel 1933 passò in mano al Museo Storico Lettone e poté finalmente essere restaurato tra il 1965 ed il 1977, anche se i lavori si protrassero anche internamente sino al 1992.

    Il Palazzo di Rundāle è raggiungibile da Bauska in pullman ed è una delle maggiori destinazioni turistiche della Lettonia. È utilizzato anche come palazzo di rappresentanza in occasione di visite ufficiali, ma per tutto l'anno è visitabile assieme al suo vasto parco.

    13 AGOSTO 2016 RIGA LV (133 Km)


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    Arrivo e sistemazione in camping

    14 AGOSTO 2016 RIGA visita città


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    Riga, città da sempre cosmopolita, fondata nel 1201, ha molti ottimi motivi per essere visitata, tra questi il fatto che possiede la più ricca architettura Art Nouveau d'Europa, alcuni dicono del mondo, oppure il fatto che viene chiamata sia la "Parigi del baltico", sia la "Città dei musei" avendone più di 50. Aggiungete, tra le altre cose, che è una città ospitale con gli stranieri, aperta da sempre all'esterno, dove i visitatori si sentono bene accolti, con il balletto classico tra i più acclamati sulla scena internazionale e una vita notturna da fare invidia a Londra...Una leggenda narra che fu proprio a Riga che fu decorato, nel 1510 il primo albero di Natale. Vi basta? Ma c'è molto altro.
    Il centro storico di Riga è un suggestivo labirinto di stradine contorte e sconnesse, con le facciate dalle decorazioni in legno. In primavera le capitali baltiche si risvegliano come quei fiori rigogliosi di montagna, sotto un manto di neve che non arriva mai comunque ad essere abbondante neanche in inverno, grazie alla corrente del golfo che arriva fino da queste parti. Con la belle stagioni, i rumori dei fabbri, degli zoccoli dei cavali e del chiacchiericcio delle signore, ricoprono Riga di un nuovo ottimismo e di nuovi sorrisi. Una energia che espande fin verso le campagne e poi su, verso le acque ancora fredde del Mar Baltico. Già a guardarla dalle foto la capitale della Lettonia appare piena di colori, nonostante il sole di marzo sembra non aver mostrato ancora i suoi raggi più intensi. E poi arrivano i mesi estivi, da maggio e da giugno il sole diventa più forte e i suoni degli operai che preparano i ristoranti e le caffetterie all'aperto sembrano già essere lontani. La sonnolenta cittadina medievale diventa un meritato punto di riferimento per i viaggiatori d'avanguardia, per i soggiorni del fine settimana e per coloro che cercano d'immergersi in una realtà molto diversa dalla nostra.
    Le immediate vicinanze con Stoccolma e le altre città baltiche, come Vilnius, Tallinn e Helsinki offrono una scusa più che convincente per una gita verso le capitali europee più orientali. I traghetti partono giornalmente da Frihamnsterminalen e raggiungono Riga il giorno dopo. Certo i nuovi voli low cost rendono la città molto più appetibile da qualsiasi altra capitale europea, anche italiana. A guardare come la capitale svedese sbiadisce in lontananza fa uno strano effetto, piccole isolette emergono qua e là punteggiate dalle pittoresche cabine rosse e bianche che popolano la Scandinavia. Dopo tre ore dalla partenza le isole 'galleggianti' continuano a farci compagnia (ve ne sono più di 24.000 in tutto l'arcipelago). Si arriva al porto di Riga e si capisce subito quanto esso sia rimasto ancora molto attivo, grazie all'economica delle industrie alimentari, chimiche, meccaniche, tessili e vetraie. Niente a che vedere tuttavia con il potente scalo mercantile della città anseatica di un tempo. Era il XIII secolo, non molto tempo dopo la sua fondazione (ad opera del vescovo Alfred von Buxhoevden nel 1201), quando Riga entrò a fare parte della potente Lega Anseatica, sperimentando il suo periodo di maggiore splendore. In seguito, nel 1561, la città venne annessa alla Polonia, quindi alla Svezia nel 1621 ed infine alla Russia con il Trattato di Nystad (1721). La città godette di un periodo di indipendenza dal 1918 al 1940, ma poi venne invasa dai tedeschi, fino al 1944, e in seguito venne annessa all'URSS. Con la disgregazione dell'impero sovietico e una nuova raggiunta indipendenza, la città tornò capitale della nuova Repubblica di Lettonia nel 1991.
    Riga ci accoglie con un fare attraente e vivace e si diventa sempre più curiosi di conoscere le sue zone più acclamate, quelle designate dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità prima di tutto. Lungo la riva destra del fiume Daugava è situato il nucleo storico della città, Vecrīga (Riga vecchia), che conserva i palazzi tipici dell'architettura anseatica e che allo stesso tempo esibisce un'incredibile quantità di espressioni in stile Art Nouveau, unici nel mondo. Il liscio selciato delle pittoresche stradine di Riga è un toccasana per i nostri piedi, pronti ad avventurarsi nella parte più antica de città.... ma presto scopriamo che non è ovunque così e la pavimentazione da piatta ed uniforme spesso diventa ricurva per via dei ciottoli. Motivo in più per visitare la città in 'slow motion'. In un primo momento si percepiscono qua e là alcuni accenti scandinavi, e di fatto Riga è stata la seconda città più importante della Svezia. La storia che si respira in questo luogo ha lasciato ovunque un marchio preciso: finlandesi, danesi e svedesi tutti la governarono, ma sono i tedeschi ed i russi che ancora vengono ricordati con amarezza. La liberazione sovietica è stata dolce per i lettoni ed è avvenuta solo nei primi anni novanta, non stupisce quindi sapere che un terzo della popolazione in Lettonia è russa (all'ultimo censimento, nel 2010, la città contava in totale circa 700.000 abitanti), così come la lingua parlata nella nazione.
    L'influenza tedesca rimane nelle chiese luterane e naturalmente nell'abbondanza di ottima birra. A caratterizzare il centro storico, che si estende nella parte centrale della città e ad est della riva del fiume, sono gli edifici un tempo appartenuti ai potenti mercanti medievali e le chiese costruite in mattoni, mentre ad est l'ampio parco si fa notare per le case ottocentesche poste all'ombra di faggi, olmi e tigli secolari. Poco oltre, le strade si irradiano verso l'esterno attraverso il cosiddetto Centrs, un nome che non manca mai di confondere i visitatori che, non senza ragione, assumono che il centro di Riga sia solo nel centro storico. Il motivo per il quale è chiamata 'Centro' è perché ospita anche le vie dello shopping e quelle commerciali più importanti della città (l'area è delimitata dalla Valdemra iela a nord-ovest e la Čaka iela a sud-est). Le zone residenziali fuori dal centro di Riga sono in gran parte costituite da appartamenti in stile tipicamente sovietico e danno un'idea della storia sviluppatesi nel territorio.
    Uno dei luoghi più interessanti della città è senza dubbio il Castello di Riga (Rīgas pils), del 1300, costruito dall'Ordine religioso dei Livoniani ed oggi residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Lettone. Al suo interno hanno sede anche alcuni importanti musei come il Museo Straniero delle Arti e il Museo di Storia della Lettonia. La costruzione originaria del XIII secolo venne demolita nel 1484 dalle autorità comunali di Riga, ansiose di celebrare il declino dell'influenza dell'Ordine sulla vita della città. Il centro storico di Riga si riconosce anche dalle tre alte guglie delle maggiori chiese della città, quella del quella della chiesa di San Pietro e quella della chiesa di San Giacomo. La Cattedrale di Riga culto luterano, è un amalgama di stili che vanno dal XIII al XVIII secolo. Al suo interno è custodito uno degli più grandi del mondo, costruito alla fine del XVI secolo; ma a catturare l'attenzione non è ne l'arte ne l'architetettura bensì una strana piccola figura in metallo, nientemeno che un topo! Gli antichi artigiani vollero far comprendere ai fedeli quanto fosse grande la tirchieria del clero e infatti il vecchio adagio locale “come un topo di chiesa, ne conferma l'intento (il piccolo topo lo trovate poco prima di salire le scale che portano al campanile). Oltre alla simpatica piccola scultura avrete comunque modo di notare anche le splendide vetrate degli antichi maestri vetrai. Non lontano, nella Maza Pils iela, troviamo uno degli scorci più caratteristici di Riga: le cosiddette Case Tre Fratelli (Trīs brli), tre edifici costruiti secondo diversi stili architettonici, datati dal XV secolo in poi. L'edificio più antico è situato al no. 17 (primi del 1400), mentre al no. 19 si ammira la facciata in stile rinascimentale dell'edificio che ospita il Museo d'Architettura Lettone; al no. 21 infine troviamo uno stretto edificio color verde acqua, il più recente (del Settecento).
    All'estremità opposta della stessa via, nella 2 Klostera iela, è situata la chiesa di San Giacomo, del 1226, una delle poche chiese cattoliche rimaste a Riga.
    Riga ospita la maggiore concentrazione d'architettura Art Nouveau (stile liberty) al mondo... certo non ci si aspettava così tanto senso artistico riunito in un solo luogo! Lo stile liberty lo si ammira in tanti edifici, quelli della via Elisabetes iela per esempio. All'angolo della via Antonijas iela, al no.108 si rimane colpiti dalle decorazioni elaborate dall'artista Konstantins Peksens, era il 1903 e lo stile qui chiamato Jugendstil (dal tedesco) trovava in città un terreno più che fertile. Avrete di sicuro occasione di ammirare anche i palazzi realizzati da Michakl Eisenstein (padre del famoso regista sovietico che firmò La corazzata Potëmkin), nello stesso quartiere. Poi c'è la Casa del Gatto, uno dei più conosciuti della città e situata nella Meistaru iela (al no.19), capirete presto il perché del suo nome.
    I monumenti e le attrazioni di Riga sono numerose e si scoprono lentamente, esplorando una città che per storia e cultura si differenzia dalle regioni mediterranee a cui siamo abituati. Dal ponte di Ottobre (Akmens tilts) si ha modo di notare la forma un tempo data al centro storico, storicamente circondato da mura. Dal dedalo di stradine, edifici e case dai tetti rossi si percepiscono i punti di maggiore interesse, tuttavia è inutile dire che qui tutto è motivo d'interesse. Si avrà modo di notare per esempio la splendida facciata della cosiddetta Casa delle Teste Nere (Melngalvju nams), del XIV secolo ma completamente rifatta a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, il suo nome deriva da un'antica associazione di mercanti e armatori locali, tutti scapoli. Non mancate inoltre la visita ad uno dei monumenti simbolo della capitale lettone, il Monumento della Libertà (Brīvības piemineklis) eretto nel 1935 tra le due guerre mondiali, in un periodo di momentanea indipendenza della nazione.
    Un buon posto per assaporare lo stile di vita odierno della città è il Mercato Centrale, ideale per trascorrere ore a curiosare, comprare frutta e verdura fresche e altri generi di consumo. Curioso notare come lo stabile si estenda all'interno degli hangar dei dirigibili Zeppelin degli anni '30 (lo trovate vicino alla stazione degli autobus e a quella ferroviaria). La Città Nuova, che circonda Riga Vecchia, risale al XIX secolo e comprende un alternarsi di zone residenziali e zone commerciali; siamo nel centro della vita moderna di Riga, luogo giusto per capire gli standard di vita della popolazione. Durante la seconda guerra mondiale, nella periferia di Maskavas sorgeva il ghetto di Riga, che oggi ospita l'unica sinagoga rimasta in città ed il Museo Ebraico (virtualmente l'intera comunità ebraica di Riga venne sterminata durante il periodo più duro della seconda guerra mondiale). Non si perda la visita al Museo del Motore di Riga, situato 8 km ad est di Riga Vecchia, che espone automobili un tempo appartenenti a luminari sovietici come Gorkij, Stalin, Khrushiov e Breznev. Nel dopoguerra la città divenne infatti il maggiore centro industriale dell'Unione Sovietica, nota soprattutto per le industrie automobilistiche.
    In estate Doma laukums (Piazza del Duomo) viene attrezzata con verande all'aperto, tavoli e sedie, e si trasforma un affollato punto di ritrovo. Le caffetterie, i ristoranti, le aree temporanee in cui si serve la birra ed i bar, rimangono aperti fino a tarda ora ed il divertimento è più che assicurato. A Riga c'è un'ampia scelta di locali in cui cenare, ristoranti tipici della tradizione gastronomica lettone o anche più internazionali. Se volete tornare a tempi un po' più inusuali, recatevi a Riga Vecchia e provate alcune delle caffetterie in stile sovietico, non sono più tantissime ma quelle rimaste sono sempre caratteristiche e con la vodka a prezzi stracciati. Come tutto il resto dell'Europa orientale, Riga si sta velocemente occidentalizzando, visitatela prima che la tradizione baltica più genuina diventi anche qui una macchina acchiappa turisti, uguale a tante altre città europee. Buona Riga allora!

    15 AGOSTO 2016 Tallinn EE (100 Km)


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    Tallinn mantiene intatto il fascino di città medievale grazie ad una sapiente opera di ristrutturazione delle sue bellezze artistiche. La città si affaccia sul Golfo di Finlandia ed è dominata da Toompea, la collina che ha dato i natali al primo nucleo urbano. Al di sotto, la All-linn, la città bassa, uno dei centri storici meglio conservati in Europa è, insieme al primo, parte del Patrimonio UNESCO sin dal 1997. I Paesi Baltici sono un affascinante incontro di culture e Tallinn è sempre stata pronta a riceverle tutte. L'entrata nell'Unione Europea e il recente arrivo dell'Euro hanno segnato un nuovo capitolo nella pur ricca storia della città, rafforzato anche dalla nomina a Capitale Europea della Cultura 2011. Tallinn sta andando incontro al mondo con l'impeto e l'entusiasmo di una giovane signora che non dimentica il proprio passato.
    Iniziare da Tallinn per conoscere la cultura dei Paesi Baltici diventa una scelta ideale. Helsinki è a soli 80 km, facilmente raggiungibile con 20 partenze giornaliere dal Porto di Tallinn. Stoccolma e San Pietroburgo sono anch'esse poco lontane, mentre Riga e Vilnius sono quasi dietro l'angolo. Raggiungerla la capitale dell'Estonia è facile e una volta arrivati si rimane sorpresi dalla gentilezza della suo carattere, così vero, semplice. L'atmosfera in città è particolare, le sensazioni si riflettono in una sentita partecipazione alla vita quotidiana dei suoi abitanti: visitare Tallinn oggi è come diventare protagonisti di una storia che si sta compiendo, quella che sta facendo dell'Estonia la più emergente delle nazioni della nuova Europa.
    Allo stesso tempo, uno sguardo più attento riporta indietro ad altri fasti del passato, quelli del Medioevo. La città venne citata per la prima volta in una mappa nel lontano 1154, oltre un secolo dopo la costruzione della prima fortezza nella collina di Toompea (1050). La sua fisionomia geografica ben presto le giocò i favori della potente Lega Anseatica, fu infatti venduta alla potente organizzazione mercantile dal re suo conquistatore Valdemaro II di Danimarca, durante le Crociate del Nord nell'allora pagana Livonia. Era il 1219 e il nome della città a quei tempi era Revalia. La maggior parte del centro storico di Tallinn fu edificato in questo periodo. La prosperità si affievolì allo scoppio dei conflitti per il controllo della regione baltica tra svedesi, russi, polacchi e lituani, Tallinn divenne pedina dei giochi geopolitici dei suoi grandi vicini. Nel 1561 passò in mano alla Svezia, diversi secoli dopo in quelle della Russia di Pietro il Grande. Dopo un periodo d'indipendenza le sorti della città e della nazione seguirono quelle della Unione Sovietica, della Germania nazista e quindi nuovamente quella dei vicini russi.
    L'indipendenza dell'Estonia arrivò nuovamente il 20 agosto 1991 e da allora Tallinn è diventata il simbolo della rinascita nazionale.
    Nella Estonia odierna il 50% della popolazione ha meno di 40 anni e a guidare questa nuova generazione è una grande voglia di fare futuro. Lo si nota subito, non solo dal nuovo orizzonte urbano lungo il viale Tartu, sede del quartiere finanziario di Tallinn, ma anche da una chiara voglia di fare turismo, visto come importante risorsa per la crescita del Paese. Il centro storico e il quartiere riqualificato di Rotermann sono l'esempio più evidente. Nella vostra visita a Tallinn troverete di sicuro un mix di almeno tre tipi di architetture, quella della vecchia Europa (il tratto più caratteristico e pittoresco), quella bruttalista dell'era sovietica (classici super condomini), quella moderna della nuova Europa del progresso.
    Per facilitare l'orientamento in città possiamo considerare l'antica suddivisione di Tallinn, storicamente composta da tre parti:
    Toompea (città alta, la collina della fortezza medievale) è il nucleo originario della città, sede delle passate autorità nobiliari danesi e della Commanderia dei Cavalieri Teutonici e oggi dimora del governo
    estone. Secondo la leggenda, la collina venne costruita sopra la tomba del re estone Kalev, personaggio della mitologia baltica. Le principali attrazioni di quest'area sono le mura e i bastioni della Castrum Danorum, la Cattedrale ortodossa di Alexander Nevsky (costruita durante il periodo dell'impero russo) che domina la Lossi plats nel punto più alto di Pikk jalg, la Cattedrale luterana Toomkirik e il vecchio Palazzo Reale estone ora sede del Parlamento.
    La All-linn, la città bassa di Tallin, si estende attorno ai piedi di Toompea ed è circondata da oltre due chilometri di mura medievali.
    Il suo centro è Raekoja Plats (Piazza del comune). Intorno alla città vecchia ci sono molti parchi e aeree verdi che seguono la linea dei vecchi fossati di difesa. Da qui è facile orientarsi per raggiungere i vari punti chiave come per esempio il Vabaduse valjhak, il centro moderno di Tallinn, o Balti jaam, la stazione ferroviaria a nord ovest rispetto alla città vecchia. Questa parte del centro storico era in origine l'antica area anseatica di Tallinn, la più prosperosa e amministrativamente unita alla precedente solo alla fine del XIX secolo. La grande Raekoja plats è stata al centro della vita di Tallinn sin dalla sua nascita ed è dominata dall'unico palazzo comunale gotico sopravvissuto nel nord Europa. La Raeapteek, la famacia del palazzo del comune, nel lato nord della piazza, è un'altra delle più antiche istituzioni di Tallinn (in questa sede sin dal 1422 e per questo è una delle più antiche farmacie ancora in attività d'Europa). Alle sue spalle, un arco introduce ad uno dei tanti stretti passaggi di Tallinn, il Saia kaik, detto anche Saiakang (passaggio del pane), così chiamato perché un tempo era sede di numerosi panifici, oggi ospita diverse caffetterie alla moda. Alla fine del passaggio è situata l'incantevole Puhavaimu Kirik, una chiesa gotica del XIV secolo (il suo orologio è il più antico di Tallinn, 1684, mentre la sua torre è datata 1433). In una vecchia casa medievale di un mercante anseatico, all'angolo di Puhavaimu tanav, è situato il Linnamuusemum che ci parla della storia di Tallinn dalle sue origini ai giorni nostri. Nella stessa strada si trova anche l’antico monastero dominicano fondato da monaci svedesi nel 1246. La maestosa cattedrale Niguliste un minuto a piedi da Raekoja plats, ospita numerosi concerti e il Museo dell'arte religiosa medievale. Il resto del centro storico è denominato Città estone, il luogo in cui la comunità estone si sviluppò a dispetto dei suoi precedenti conquistatori.
    Per raggiungere la città alta (Toompea) è possibile arrivare fino alla torre delle mura del 1380 (quella con tetto rosso), all'estremità ovest di Pikk tanav (nella città bassa). Nei pressi della cattedrale ortodossa di Alexander Nevsky un passaggio porta giù da Lossi plats attraverso un apertura sulla mura, fino al Giardino dei re Danesi, dove in estate numerosi artisti si esibiscono in improvvisate mostre d'arte. Da Pikk tanav, nella città bassa, a nord di Raekoja plats, si arriva fino ad una delle porte della città, quella verso il porto di Tallinn, un'area caratterizzata dalle case medievali degli antichi mercanti. Troviamo adiacente il Paks Margareta, il bastione rotondo the proteggeva l'entrata della città vecchia. All'estremità nord di Pikk Tanv si trova un'altra delle maggiori attrazioni di Tallinn, la Chiesa Oleviste, dedicata al re norvegese vissuto nel XI secolo, Olav. Poco lontano dalla chiesa, nella via Lai tanav 42/48, è situato il vecchio centro del KGB, mentre la Pikk wea, parallela alla precedente, era un tempo un'antica strada di artigiani di ceramiche e mercanti di pelli.
    Tallin è veramente una città da non perdere, chiunque la visiti rimane sorpreso da tanta varietà estetica, storica e architettonica. La cultura è qui di casa, soprattutto nei programmi presenti. Il mare di Tallinn per esempio sarà al centro degli eventi culturali del 2011, riportando in rotta il passato storico di uno dei più importanti porti del Nord Europa. Tante le iniziative in programma, non ci resta che andare a scoprirle.

    16 AGOSTO 2016 HELSINKI FIN Traghetto


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    Helsinki è una città di mare dal meraviglioso arcipelago, tanti parchi e aree verdi. Parliamo di una città ricca di fascino che attrae sempre molti turisti da tutto il mondo; si respira un'atmosfera rilassata ma allo stesso tempo attiva e vivace per via del gran numero di edifici a carattere culturale e di luoghi destinati al divertimento.
    Il simbolo indiscusso di Helsinki è l'Havis Amanda ovvero una una statua di bronzo posta al centro di una fontana a Kauppatori, la sempre affollata Piazza del Mercato. La fontana, una figura di donna nuda che
    emerge dal mare, è stata costruita nel 1906 a Parigi e sta a significare la rinascita della città.
    Helsinki è contraddistinta da edifici religiosi molto affascinanti come dimostra la maestosa Cattedrale, costruita dal 1830 al 1851 in stile neoclassico e completamente rifinita in marmo bianco, il quale le dona un aspetto luccicante; è situata in Piazza del Senato: un enorme piazza rettangolare fulcro della città. Molto particolare è anche la Temppeliaukion Kirkko: una Chiesa scavata nella pietra con interni in legno e la cupola in rame. Le sue mura interne sono state ricavate interamente dalla roccia granitica e rappresenta un fantastico esempio di architettura moderna; fu completata nel 1969.
    La città offre circa una quarantina di Musei, ma vale la pena citarne qualcuno come per esempio il Museo Nazionale Finlandese che racchiude al suo interno tutta la storia della Finlandia, infatti è ricco di ritrovamenti archeologici raccolti in 170 anni. Il Museum of Contemporary Art Kiasma si propone di rendere l’arte contemporanea alla portata di tutti, infatti i visitatori possono ammirare nello spazio espositivo situato nei pressi della Stazione, alcune opere degli ultimi 40 anni. Da vedere è anche il Museo Seurasaari è completamente all'aperto ed ha l'intento di ricreare una sorta di villaggio finlandese tradizionale
    con 87 edifici che spaziano dal Settecento al Novecento. Il Design Museum illustra la storia del design finlandese a partire dagli ultimi anni del XIX secolo fino ai giorni nostri, inoltre ospita una collezione di oggetti di alcuni famosi designer.
    Un altro punto di interesse che attrae sempre molti turisti, è la Fortezza Marina di Suomenlinna, che letteralmente significa Castello di Finlandia; fu edificata a partire dal 1748 per mano degli svedesi, e sorge su un arcipelago di sei isole al largo di Helsinki. Da vedere è anche il Monumento a Sibelius, dedicato al compositore e violinista omonimo;
    l'opera risale al 1967 ed è costituita da 580 tubi d’acciaio che ricordano un organo le cui canne vibrano al passaggio del vento.
    Gli amanti dello shopping non rimarranno delusi dalla città in quanto offre veramente tantissime occasioni di acquisto. Anche a Helsinki, come sta accadendo in moltissime città moderne, i negozi sono concentrati in centri commerciali, grandi magazzini e vie dedicate solo allo shopping. I Centri Commerciali più famosi sono: Kamppi, il Sokos ed il celebre Stockmann, ricco di negozi di lusso e boutique dalle griffe internazionali. Aleksanterinkatu è la vera e propria via dello shopping, offre una vasta gamma di negozi di ogni genere ed il sabato è sempre gremita di gente. Partendo dal porto e risalendola verso il centro troviamo Esplanadi: la via per i turisti, qui si possono trovare molti negozi di souvenir. Il Design District è la meta ideale per conoscere ed apprezzare l’originale design finlandese; qui potrete comprare il meglio dei prodotti Made in Finland, lungo i suoi vicoli potrete trovare negozi di moda, design ed antiquariato. Vi consigliamo inoltre di fare visita al Mercato coperto di Kauppahalli, uno dei migliori della Finlandia, inaugurato nel 1889, dove è possibile trovare ogni tipo di alimento.
    La vita notturna della città è a dir poco animata, per giunta negli ultimi anni il numero di locali di bar è aumentato in modo considerevole, l'offerta si è arricchita molto soprattutto dal punto di vista musicale. A sudovest del centro vi sono numerosi bar e discoteche a pochi passi l'uno dall'altro, soprattutto lungo le strade Uudenmaankatu ed Erinkinkatu. Anche nel quartiere di Kallio, uno dei più densamente popolati della città, vanta una reputazione di zona molto liberale, ha tantissimi pub in quanto molti studenti vi ci risiedono. Durante l'estate la maggior parte dei locali hanno terrazze estive e la movida si riversa per le strade, soprattutto intorno a Mikonkatu; nella zona di Vaanta, vicino l'Aeroporto, si balla all'aperto.
    Come in tutte le maggiori città europee, ad Helsinki si trovano molti ristoranti con cucina internazionale, ma non mancano quelli tradizionali dove assaporare i piatti tipici come per esempio lo stufato di renna con salsa di bacche oppure il salmone con purea di patate. Gli abitanti della città adorano la salsiccia, il pesce persico ed il luccio, cucinati al forno o sotto sale. In città si beve principalmente birra piuttosto che il vino; da provare è la vodka locale a base di frutta. Molti ristoranti sono situati nei dintorni di Kauppahalli, ma soprattutto lungo Mannerheimintie, la via principale di Helsinki.
    Durante la bella stagione, è possibile svagarsi nelle varie spiagge lungo le rive del Mar Baltico che la città offre, la più popolare tra queste è sicuramente la spiaggia di Hietaniemi, nel quartiere di Taka-Töölö
    . Quest'ultima è spesso molto affollata sia da turisti che dai giovani del sito. Se avete bambini al seguito, vi consigliamo una giornata al Parco Divertimenti di Linnanmäki, uno dei luoghi più divertenti di Helsinki. Un luogo eccellente per le escursioni e i picnic è Lammassaari, accessibile attraverso un suolo di listelli che fiancheggia un giuncheto. Lo Zoo di Helsinki, conosciuto anche come 'Korkeasaari', è uno dei più antichi del mondo dato che fu fondato nel 1889; qui potrete ammirare oltre 150 specie di animali e circa 1000 specie di piante differenti.
    Spostarsi da un punto all'altro della città è veramente semplice in quanto Helsinki offre un ottimo sevizio di metropolitana, tram, autobus e traghetto, inoltre stiamo parlando di una metropoli totalmente pianeggiante e ciò permette di spostarsi agevolmente in bicicletta

    17 AGOSTO 2016 Cesis LV (300 Km)


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    Cesis è una delle città più suggestive e tipiche da visitare in Lettonia, situata nell'entroterra del paese all'interno del parco nazionale del fiume Gauja. Tra le cose da vedere in questa città la prima è sicuramente la fortezza e il grande parco che la circonda.
    Il castello fu costruito tra il 1209 e il 1224 dall'ordine dei Portaspada, fondato dal vescovo di Riga: Albert Von Buxtheoven. Durante la battaglia di Sialuliai l'ordine fu quasi totalmente annientato, e successivamente annesso all'Ordine Teutonico. Durante le incursioni di Ivan il terribile, nel 1577, iniziò il declino del castello: venne danneggiato e poi distrutto durante la Grande guerra del nord. Non fu più abitato ne ristrutturato.
    La fortezza è abbracciata da un ampio parco, le rovine del astello creano un atmosfera decadente. In un'area del parco, sulla riva del lago all'ombra delle torri, è adibito un teatro all'aperto, con panche di legno.
    "In estate le compagnie teatrali allestiscono delle rappresentazioni in questo luogo".

    17 AGOSTO 2016 Turaida LV (43 Km)


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    In lingua livoniana significa "giardino divino": è Turaida, una piccola località della Lettonia, situata sul lato opposto del fiume Gauja rispetto alla città di Sigulda.
    Questo luogo è noto soprattutto per l'omonimo castello (Turaida Pils) edificato nel 1214 dal vescovo di Riga, Albrecht von Buxthoeven. La fortezza fu eretta sulle rovine di un antico forte livone, e in seguito fu ribattezzato in tedesco: Burg Treyden. L'edificio rimase abitato fino al 1776, quando un incendio lo distrusse completamente risparmiando la torre che si vede ancora oggi.
    Il castello è famoso soprattutto per una leggenda che vi è ambientata: la Rosa di Turaida. Secondo il mito nel 1601 avvenne una battaglia ai piedi della fortezza. Al termine dello scontro lo scrivano del castello trovò una neonata tra le braccia della madre deceduta, e decise di portarla con sé. Allevò la bambina come se fosse figlia sua e le diede il nome di Maja; tutti però iniziarono a soprannominarla Rosa di Turaida per via della sua bellezza innaturale. La giovane Maja si innamorò del giardiniere del castello, Viktor. Il loro amore però non ebbe vita facile: il perfido Adam Jakubowsky, un nobile polacco, aveva messo gli occhi sulla Rosa di Turaida. Ingannò la giovane recapitandole una lettera falsa da parte di Viktor, in modo da incontrarla. Maja cercò di sottrarsi dalle avances del nobile offrendo in cambio il suo scialle magico che le garantiva l'invulnerabilità: sfidò così Jakubowsky a mettere alla prova i poteri dello scialle; egli estrasse la spada e decapitò la ragazza, così che ella ebbe salvo l'onore. Quando Viktor seppe della tragedia seppellì l'amata e piantò un tiglio sulla sua tomba, partendosene per sempre dal paese. Perpetuando la leggenda, ancora oggi i giovani sposi si recano a Turaida a posare fiori sulla tomba della giovane bella.
    Il maniero è circondato da un ampio bosco, che consente lunghe escursioni naturalistiche.
    Nelle radure in prossimità del cstello sono collocate innumerevoli statue in pietra.
    "Le moderne sculture sono diventate un'attrazzione maggiore dei ruderi del castello. Il parco è l'ideale per fare un pic-nic".

    17 AGOSTO 2016 Sigulda LV (13 Km)


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    SIGULDA, LA SVIZZERA LETTONE
    Tra le zone interne della Lettonia da non mancare è un'escursione a Sigulda, stazione climatica estiva ma anche apprezzato centro sciistico in inverno. Le sue colline, cosparse da boschi di grande bellezza (composti anche da aceri, le cui foglie in autunno assumono un'intensa colorazione rossastra), rappresentano i rilievi più elevati di tutta la Lettonia. La loro altitudine non supera i 500 metri, ma basta a valere a questa zona l'appellativo di "Svizzera lettone". L'area è nota anche per lo splendido parco nazionale di Gaujas, gettonato per il trekking e il rafting sull'omonimo fiume. E' qui che si erge la duecentesca fortezza di Turaida, dove funziona un museo dedicato anche alla storia dei Livi, l'antico popolo lettone e alle tradizioni folkloristiche del paese.

    18 AGOSTO 2016 VILNIUS LT (343 Km)


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    Vilnius, capitale della piccola Lituania, rifuggendo da qualsiasi stereotipo, riesce a conquistare il cuore di chi la visita. Tantissimi viaggiatori con lo zaino in spalla, provenienti da ogni angolo del mondo, che si ritrovano negli ostelli della città, si scambiano le sensazioni della loro visita, commentando l'atmosfera ospitale e piacevole del luogo. Il centro storico, sontuosamente in stile barocco, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Le varietà architettoniche e artistiche presenti sono talmente tante da non poter essere schematizzate in una sola immagine, varietà che conquistano il visitatore insieme alla vivacità culturale del luogo e ai tanti divertimenti per tutte le età.
    Non c'è da meravigliarsi se tante persone ritornano a visitarla, bizzarra e bellissima, Vilnius, seduce i visitatori con la città vecchia in stile Barocco, con le chiese, i campanili e la sua eccentricità. Questa è l'unica città che ha dedicato una statua a Frank Zappa! Sacro e profano si sono sempre mischiati da queste parti, per quanto riguarda campanili e chiese, a Vilnius c'è un detto che dice che in qualsiasi punto ci si trovi nella città si può vedere almeno una chiesa. Per scegliere cosa visitare in città leggete cosa vedere a Vilnius.
    Un po' di storia della città. Gli antenati dei Lituani moderni erano i Balti che si stabilirono da queste parti verso il 2000 a.C. Erano divisi in due gruppi: i Samogiti e gli Aukstaiti. Oltre a loro c'erano gli Jotvingi, popolo che in seguito subì l'assimilazione da parte dei Lituani e dei Polacchi. Le tribù lituane si convertirono al cattolicesimo verso la metà del XII secolo. Alla ribellione del sovrano pagano seguì la vittoria di un cristiano, Vytenis, che diventò granduca nel 1290. Suo fratello Gediminas, granduca dal 1499 al 1341, approfittò del declino del primo stato russo per allargare i confini della Lituania a sud e a est. Il nipote di Gediminas, Jogaila, si convertì al cattolicesimo e sposò la principessa erede al trono di Polonia nel 1386, Ne risultò un accordo che sarebbe durato quattro secoli. La Lituania fu così l'ultimo paese europeo a diventare cristiano. Segui l'assimilazione politica e sociale alla Polonia.
    Secondo la leggenda, Vilnius fu fondata nel 1320 proprio da già citato duca Gediminas dopo una visione avuta in sogno. La Vilnius del XVI secolo divenne una delle più grandi città dell'Europa dell'Est. I Monarchi lituani, monarchi allo stesso tempo del regno di Polonia, la abbellirono finemente con palazzi tardo gotici e successivamente di stile rinascimentale.
    Nel XVII e XVIII secolo, Vilnius patì per le numerose guerre, le pestilenze e la siccità, cosa che portò ad una notevole discesa della sua popolazione e ad una decadenza della sua influenza. Fu devastata durante la prima guerra mondiale e durante la successiva guerra tra bolscevichi russi, lituani e polacchi. Alla fine di queste ultime ostilità Vilnius si ritrovò ad essere parte della Polonia, alla quale rimase fino al 1918. Al quel punto si era sviluppata in uno dei più grossi centri di cultura ebraica del mondo, cosa che le portò il soprannome di Piccola Gerusalemme. La violenza nazista cancellò subito dopo tutto questo.
    Con Vilnius capitale, arrivò nel 1918, al termine della Prima Guerra Mondiale, l'indipendenza della Lituania. Il paese venne in seguito attaccato dalla Polonia che lo reclamava come parte del proprio territorio.
    La Lituania rimase indipendente fino a quando Hitler e Stalin, con il patto Ribentrop-Molotov, decisero di spartirsi quella macro regione europea ai loro confini. Ci furono tante tragiche conseguenze di questo patto scellerato.
    Per la Lituania significò che quasi tutta la popolazione ebrea del paese venne giustiziata, e che altre decine di migliaia di lituani vennero deportati in Siberia. I partigiani lituani combatterono il nemico dalle foreste del paese, dando inizio alla resistenza contro l'occupazione sovietica prima è nazista dopo, aspettandosi un aiuto dall'Occidente, che per varie ragioni, non arrivò mai.
    Alla fine della seconda guerra mondiale la Lituania entrò a far parte a tutti gli effetti dell'unione sovietica. Fu solo nel 1990 che dichiarò la propria indipendenza. Questa venne ignorata dai sovietici che nel 1991 tentarono di prendere d'assalto il Parlamento e la Torre della Televisione di Vilnius; nel corso di questi scontri, che per fortuna non sfociarono mai in una vera e propria guerra, morirono 14 persone diventate martiri della causa lituana. L'indipendenza del paese venne riconosciuta immediatamente a livello internazionale, il paese introdusse la propria moneta, partecipò con la propria bandiera alle Olimpiadi Invernali del 1992 e infine, per tutelarsi per sempre nei confronti del vicino russo, è entrata a far parte sia dell'Unione Europea sia della Nato.
    Vilnius è gemmelata con diverse città Europee tra cui Aalborg in Danimarca, Bruxelles, Bratislava, budapest, Donetsk in Ucraina, Duisburg e Erfurt in Germania, Dublino, Edimburgo, Danzica, Cracovia, Varsavia e Lódź in Polonia, Riga nella vicina Lettonia, Lubiana, Minsk in Bielorussia, Mosca e San Pietroburgo, Nicosia a Cipro, Oslo, Salisburgo, Reykjavík, Stoccolma, Tallinn, Valletta, Strasburgo. In Italia Vilnius è gemellata con Pavia.
    Intrattenimento
    Ci sono tanti bar, café e discoteche a Vilnius dove passare una bella serata. Tra gli altri citiamo il Ministerija, vicino al palazzo del parlamenti, il Bix (etmonu gavte 6), uno dei favoriti dei giovani di Vilnius, il Gero Viskio Bars (Pilies gatve 28), e l'ottimo bar del Centro di Arte Contemporanea. Grazie a una nutrita comunità studentesca a Vilnius non mancano mai le iniziative culturali e le possibilità di divertimento. Generalmente i bar e i club restano aperti tutta la settimana fino alle 2/3 della mattina nei giorni feriali e fino alle 5 nel fine settimana. I lituani possono sembrare introversi e silenziosi, ma una volta retto il ghiaccio cambierete idea.

    19 AGOSTO TRAKAI CASTELLO SULL'ISOLA


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    Tra le cose da vedere e fare a Vilnius, merita senza dubbio una gita di mezza giornata a Trakai e al suo pittoresco castello.
    Tra le barche a vela sul lago, spunta il magico castello di Trakai un piccolo paesino a 25km dalla capitale lituana.
    Case tipiche baltiche in Karaimai St. a Trakai
    La passeggiata, vi permetterà di apprezzare il romantico e tranquillo lungo lago, la chiesa parrocchiale della Visitazione della Vergine Maria – la cui rappresentazione sull’altare pare abbia poteri miracolosi e sia per questo meta di pellegrinaggio – la piccola chiesa ortodossa della Natività della Vergine Maria, oltre alla pittoresca via centrale con le tipiche casette di legno di Karaimų street.
    castello trakai
    Il favoloso castello di Trakai
    Nella piazza della posta, una casa di legno color blu acceso, vi accoglierà la colonna con San Giovanni Nepomuceno, un’antico segnale postale su cui è stata posta la statua del santo protettore del villaggio e dei pescatori.
    Trakai è l’unico paese in Lituania che ospita la più grande comunità ebraico caraita (di origini turche) al mondo: sebbene non vi siano più di un centinaio di persone, il paese ospita una delle uniche 3 sinagoghe (Kenessa) caraite al mondo (oltre a Vilnius e Kiev). Purtroppo oggi la si può apprezzare solo da fuori o nei rari giorni di apertura al pubblico, si trova al 30 di Karaimai gatve la strada principale.
    Ma il pezzo forte e meta di numerosi tour è senza dubbio, poco più avanti, il famoso Castello Peninsulare.
    In centro al lago, collegato alla terra ferma da lunghi ponticelli in legno, spicca l’antico maniero del 1300, i cui torrioni e mura sembrano essere usciti da un libro delle fiabe.
    Si parte subito, seguendo le frecce, dal maschio con la visita alle prime sale sulla sinistra e ai sotterranei. Qui, nel medioevo, erano custoditi gli scrigni del tesoro e aveva sede la zecca: esperti orafi coniavano le monete (cambiavano forma e dimensione continuamente a seconda di chi sedesse al trono) che oggi sono esposte in grandi teche di cristallo.
    cortile maschio trakai
    Nel cortile interno del maschio
    Si sale al primo piano per la visita della maestosa sala del trono e agli appartamenti privati del Granduca.
    All’ultimo piano, da un lato è ricostruita la storia della Cancelleria del Granducato e della Metrica Lituana (il grande codice di leggi medievali che trovò rifugio in questo castello per oltre un secolo), nell’ala opposta vi è un’interessante mostra sulla ricostruzione del castello, con molte foto e documenti di inizio novecento.
    Se siete stufi di storia, all’uscita di questa prima parte della visita potete prendervi un break sportivo tirando con l’arco o con una balestra nel fossato del maschio!
    La visita prosegue nella foresteria, ricostruita da zero negli anni ’70. In ogni stanza vi è una diversa esposizione: dai mobili d’epoca (1700-1800) alle pipe, dai trofei di caccia alle ceramiche, per concludere il tutto con l’immancabile negozio di souvenir (è un po’ nascosto e, forse per questo, ha prezzi inferiori rispetto al banchetto vicino alla biglietteria).
    Terminata la visita al castello, e saziato il vostro bisogno di shopping di souvenir, un kibinai e una birra in uno dei tanti ristorantini sulle rive del lago sono un vero toccasana.
    Per digerire il pasto, invece, perchè non fare un bel giro sul lago per scattare centinaia di fotografie da angolazioni uniche?
    Potete scegliere tra un comodo battello a motore (ne parte uno ogni ora), un pedalò o una romantica barca a remi, per i più sportivi.
    Tenete solo conto della corrente e del vento, più forti al largo alle spalle del castello, che vi spingeranno verso ovest e potrebbero rendere il rientro un po’ più faticoso. Se restate tra il castello e la riva, invece, non ve ne accorgerete nemmeno!
    Il noleggio del pedalò per un’ora costa circa 5€ e se avete buoni muscoli potreste addirittura raggiungere la bellissima villa bianca al di là del lago (noi ci siamo limitati ad una fotografia zoomata).
    Avendo a disposizione un po’ più tempo (e denaro) potete scegliere di noleggiare una barca a vela con tanto di skipper, per una gita ancora più esclusiva!

    19 - 20 AGOSTO 2016 VARSAVIA PL (424 Km)


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    Varsavia si è illusa tante volte nel corso del tempo, spesso è stata tradita dalla sorte, ma si è sempre ripresa, come risvegliandosi da un brutto sogno e ricominciando. Capitale della Polonia dal XVII secolo, totalmente distrutta durante la Seconda guerra mondiale, la città è stata ricostruita e restaurata nelle sue forme originarie. Già alla fine degli anni '40 del secolo scorso si ricostruirono gli edifici e i quartieri storici cittadini, rispettando nei dettagli le architetture precedenti. Non fosse stata distrutta, sarebbe stata inserita fin dal 1980 nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità Unesco.
    Oggi Varsavia è di nuovo in auge, meta privilegiata del turismo internazionale, anche se interessante lo è sempre stata, da molto tempo prima che i viaggiatori se ne accorgessero. Percorrendo le strade costellate da ultramoderni grattaceli a specchio, intrecciati ai sobri ed eleganti edifici dalle tinte pastello e dai tetti spioventi, si avverte nell'aria un'atmosfera frizzante, data certamente non solo dal freddo, ma soprattutto dall'attrattiva esercitata da tanta bellezza e dai numerosi pub, caffetterie, locali di ritrovo, ristoranti tipici e discoteche che s'incontrano per strada.
    Una prima curiosità: Varsavia e la Polonia devono moltissimo all'Italia e alla sua arte. Fu infatti grazie al pittore veneziano Bernardo Bellotto, paesaggista alla corte di Dresda di Augusto III Elettore di Sassonia, nipote del Canaletto, di cui in seguito si fregiò anche del nome, se la capitale polacca è quella che è ora. Le vedute realizzate a Varsavia da Bellotto furono prese difatti come modello per la ricostruzione della città dopo la guerra.
    Ci sono innumerevoli cose da vedere a Varsavia, solo per citarne alcune: la pittoresca Piazza dei Mercato, frequentata dagli artisti; il Castello Reale, la Cattedrale gotica di San Giovanni; la Chiesa di Santa Croce, che custodisce l'urna con il cuore di Fryderyk Chopin, celebre compositore; il Palazzo della Cultura e della Scienza; il Monumento al Milite Ignoto (dove avviene lo spettacolare cambio della guardia) e quello dedicato al famoso astronomo polacco Nicolò Copernico; al centro di Piazza Zambowy si trova il monumento più antico della città, la Colonna di Sigismondo III Vasa (1644), il re che nel 1611 dichiarò per la prima volta Varsavia capitale; il Museo Nazionale dove si trovano le opere dei maggiori pittori polacchi e rare collezioni di vetri, ceramiche, argenti e arazzi; l'Istituto di Storia Ebraica; il Museo Marie Curie e il Museo Chopin.
    Varsavia è multiforme e variegata: è una delle grandi capitali europee, è sede dell' amministrazione centrale ed è il maggiore centro scientifico, culturale e artistico della Polonia. Nelle sue 70 Università pubbliche e private, nei tantissimi istituti scientifici, studiano più di 200 mila studenti.
    Una città ospitale, emergente, dove s'incrociano tante facce giovani nelle strade. Una città che ama il sapere, curiosa e discreta, dove sono frequentatissimi i centri artistici e culturali, il teatro dell'opera, l'operetta, l'opera da camera, la filarmonica, i 28 teatri, i 35 musei e le 60 gallerie d'arte.
    Seguendo la Vistola, il fiume che attraversa Varsavia, si giunge al principesco Castello Ujazdowski, al palazzo e al parco Lazienki, dimora settecentesca dell'ultimo re della Polonia, quindi alla residenza presidenziale di Belvedere e a Wilanów, la dimora di campagna del re Giovanni II. A Zelazowa Wolla (54 km da Varsavia) si trova la villa in cui nacque Fryderyk Chopin, qui è stato allestito un museo e su richiesta, o per visite organizzate, è possibile assistere a concerti di musica del compositore. Il nuovo Museo multimediale che Varsavia ha dedicato al grande musicista è firmato da due designer italiani, Migliore e Servetto.
    L'amata Polonia ha rivestito sempre un ruolo particolare nella produzione chopiniana. Già i nomi richiamavano la patria del musicista:
    le Mazurche, le Polacche, il Krakowiak e la Fantasia su arie polacche. Amore ricambiato dalla Polonia dove Chopin è un eroe nazionale. A lui sono state dedicate banconote, l'aeroporto di Varsavia, monumenti (famoso quello eretto nel 1926, distrutto dai nazisti dopo l'occupazione nella seconda guerra mondiale e successivamente ricostruito, nella foto in alto), vie e svariati premi. A Varsavia si trova un teatro dedicato solo ed esclusivamente alle sue composizioni. Un po' come Salisburgo con Mozart. Varsavia, non dimentichiamolo, è una città molto romantica. Il 10 Ottobre 1765 Giacomo Casanova, che era un grande viaggiatore, oltre che un grande seduttore, ebbe un famoso duello col Conte Braniki, Gran Postoli del re Stanislao. Il duello gli procurò l'espulsione dallo Stato, dove aveva viaggiato più di sette mesi. Casanova raccolse informazioni, notizie e testimonianze che gli serviranno dieci anni dopo per scrivere la Storia delle Turbolenze della Polonia, che ancora oggi è un testo importante che racconta uno dei periodi fra i più tormentati di questo paese (oltre a essere anche un eccezionale esempio di perizia storiografica).
    Le vie del sentimento, si sa, sono infinite. Il padre di Fryderyk Chopin, Nicholas Chopin giunse a Varsavia nel 1790 dalla Francia, per diventare il tutore della famiglia Walewska, in particolare della bambina Maria Walewska. La giovane acquisì una vasta ed approfondita cultura che spaziava dalla padronanza della lingua francese, alla conoscenza della musica, della storia e della geografia. Maria divenne una fervente patriota polacca. Era considerata una donna bellissima. Durante una delle campagne Napoleoniche, a un ballo nel 1807, proprio nella sua Varsavia, Maria conobbe l'Imperatore, al quale portò all'attenzione il dramma del suo paese, diviso e conteso dalle potenze confinanti.
    Nonostante l'iniziale motivo di puro interesse, Maria, che divenne l'amante di Napoleone, finì con l'innamorarsi veramente di lui, sentimento che i cronisti dell'epoca dicono fosse sinceramente ricambiato. Napoleone cercò per il resto della sua vita la presenza di Maria ogni qualvolta le guerre gli concedevano un po' di tregua. Vissero insieme, più o meno segretamente, anche per lunghi periodi: nella primavera del 1807 nel Castello di Fickenstein, a Vienna poi a Parigi, furono insieme all'Isola d'Elba nei primi giorni del settembre 1814, e infine Maria era con Napoleone il giorno che precedette la sua partenza per l'esilio definitivo sull'Isola di Sant'Elena. Dal loro amore nacque anche un figlio illegittimo: Alessandro Giuseppe Colonna, Conte Walewski nato nel maggio del 1810. Maria morì giovane, nel 1817. Il generale Ornano, che aveva sposato Maria dopo la partenza per l'esilio del condottiero corso, scrisse una lettera per informare quest'ultimo della morte della sua amata, ma la lettera ci mise molto tempo e arrivò dopo il 5 Maggio 1821, quando Napoleone era già morto.
    Ci piace ricordare che a Varsavia fu girato un famoso film del 1958 di Aleksander Ford che si intitolava "L'Ottavo giorno della settimana", ma che si sarebbe anche potuto chiamare "Innamorarsi a Varsavia". Siamo nella Varsavia di fine anni Cinquanta. Piotr e Agnieszka sono due giovani innamorati alla ricerca di un posto dove stare un po' da soli e avere un po' di intimità. Entrambi non hanno una casa propria. Il film fu presentato al Festival di Venezia nel 1958. Nella Germania dell'Est, che aveva co-prodotto la pellicola, il film ebbe grandi consensi di critica. In Polonia la censura decise di non proiettare l'opera a causa dell'eccessivo realismo con cui era descritta la realtà polacca di quel periodo. Pensate che nelle sale polacche fu possibile vedere il film solo a partire dal 1983. Il film disegnava un quadro desolante degli anni '50 a Varsavia, quando dalle devastazioni della guerra si era passati alla cappa asfissiante del regime comunista polacco; al cinema nonostante il senso di tristezza, di noia, di sfiducia dei personaggi principali, il desiderio di amarsi era capace di cancellare tutte le nubi del passato e del presente, prospettando, comunque, un mondo migliore.
    Ora dopo aver parlato tanto di cuore, pensiamo alla pancia, segnatevi i piatti tipici della città, vi potrà servire:
    chlodnik (una minestra estiva a base di barbabietola, ravanelli, aglio, erba cipollina e yogurt naturale), kolduny (tipo di tortellini con la carne serviti in brodo), piczen huzarska (arrosto di carne di manzo con ripieno di cipolla e pane grattugiato o pane raffermo, è un piatto servito solo in ristoranti che si specializzano nelle pietanze del passato, non è un piatto della tradizione comune), flaki (trippa in salsa piccante), la torta sernik (cheesecake fatto di formaggio bianco tipo ricotta con uvetta).
    Saluto degli equipaggi che qui terminano il tour ed accoglienza dei nuovi

    COSTI

    - I costi sono calcolati considerndo la partecipazione di almeno 10 camper, se le adesioni fossero in numero inferiore, Eventi e Viaggi in Camper potrà annullare il viaggio o proporre agli equipaggi aderenti di ripartire i costi eccedenti (guide turistiche, noleggio bus o altro che si riferisce al gruppo)
    245€ - Camper (Soste Camping, Parcheggi per visite)
    315€ - Adulti (Soggiorno Camping, biglietti di ingresso visite, guide turistiche, accompagnatrice turistica giornaliera per la permanenza nelle Repubbliche Baltiche, spostamenti in bus,treni,traghetti)
    175€ - Bambini da 4 a 11 anni (Soggiorno Camping, biglietti di ingresso visite, guide turistiche, accompagnatrice turistica giornaliera per la permanenza nelle Repubbliche Baltiche, spostamenti in bus,treni,traghetti)
    0€ - Bambini fino a 4 anni
    45€ - Animali

    SCADUTO

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