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Sud Polonia Austria Slovacchia Slovenia 21-27 Agosto

Nel nostro tour scopriremo una tappa dopo l'altra, il fascino delle terre dell'EST
La città di Cracovia con il suo quartiere ebraico e il castello. Non bisogna inoltre dimenticare l’importanza storica dei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau, che sono stati lo scenario di un triste passato. Infine, in Polonia, non mancano paesaggi suggestivi e bucolici: dalla catena montuosa di Pieniny, allo stretto canyon del fiume Danajec fino ai Monti Tatra. Una Terra tutta da scoprire
Bratislava, la deliziosa capitale della Slovacchia sul Danubio sta rapidamente diventando una delle mete più gettonate dell’Europa dell’est. Bratislava si sta trasformando in modo sorprendente da una pittoresca città da cartolina in un centro metropolitano sofisticato fatto di stile e cultura. Ristoranti raffinati, club alla moda e un’atmosfera cosmopolita immersi tra i famosi palazzi barocchi, i giardini curati e i caffè classici disseminati per la città.
Le splendide Breslavia, Vienna e Lubiana

INFORMAZIONI UTILI
Per l'ingresso dei cittadini italiani in Estonia, Lettonia e Lituania è sufficiente la carta di identità o il passaporto in corso di validità. La carta di identità con validità prolungata dal comune mediante timbro posto sul retro della stessa spesso non è accettata. Onde evitare la sgradevole sorpresa di essere respinti, si consiglia munirsi di una nuova carta di identità. Per quel che riguarda i minori invece potranno viaggiare soltanto con documento individuale. L'iscrizione sul passaporto dei genitori non è più ritenuta valida dal giugno 2012.
In Estonia, Lituania e Lettonia vige un'ora in più di fuso orario rispetto all'Italia (es.: quando in Italia sono le 10.00 in Estonia e Lettonia sono le 11.00).
La Polonia attualmente continua ad usare la sua valuta nazionale, lo Złoty polacco al cambio 1€=4,5 Zloty.
L'unità monetaria ufficiale della Repubblica Ceca è la Corona Ceca (koruna) 1€= 27 Corone
L'unità monetaria ufficiale della Repubblica Slovacca è la Corona Slovacca (SKK) 1€= 30 Corone

DATA EVENTO
21 - 27 Agosto 2016

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21 agosto 2016 Breslavia PL (362 Km)


  • Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

    Wroclaw (in italiano Breslavia) è una città della Polonia sud-occidentale, quarta maggiore per Popolazione (oltre 632.000 abitanti). I suoi confini ne hanno plasmato la storia, con Boemia, Austria, Prussia, che a turno si sono contese questa bella località bagnata dal fiume Odra (Oder). Solo sessant'anni fa la città era un cumulo di rovine, per via di uno degli assedi più feroci della storia moderna durante la Seconda Guerra Mondiale sul fronte tedesco-russo. Oggi, si presenta come una delle più attraenti località della Polonia, una piccola gemma ancora per molti versi tutta da scoprire. Spesso definita come la Praga polacca, Breslavia è un luogo ricco di eleganti architetture, chiese dalle guglie gotiche e numerosi ponti.
    Canali e strade acciottolate caratterizzano il suo centro storico molto suggestivo.
    Nel corso della storia Wroclaw ha cambiato cinque nomi, si è ritrovata dominata da quattro Paesi, e come il resto della sua attuale nazione, ha sperimentato le atrocità del nazismo e i lunghi decenni del comunismo russo; il suo nome prima del 1945 era Breslau (nome con il quale è ancora oggi conosciuta in Germania). Ancor prima della seconda guerra mondiale, era la capitale della provincia tedesca della Bassa Slesia prussiana. Divenne parte del territorio polacco dopo la guerra, quando i sovietici spostarono il confine tedesco-polaccoad ovest, verso la linea Oder / Neisse. Quella che in Italia era conosciuta come Breslaviafu quasi completamente distrutta durante la fine della guerra, durante l'avanzare dell'Armata Rossa verso Berlino, la "Città Fortezza" di Hitler. L'antica sinagoga di ul. ?ąkowa venne distrutta il 9 novembre 1938 durante la cosiddetta Notte dei Cristalli (Kristallnacht), durante la quale si ebbe la grande sommossa e la devastazione antisemita condotta dai nazisti (simili 'incursioni' portano anche il nome di Pogrom).
    Oggi ci troviamo di fronte una città universitaria, con circa il 10% della popolazione formata da studenti, che aggiungono> una vena di entusiasmo giovanile alla città, così come accadeva in passato, prima della guerra. La ricca scena culturale e la vita notturna intensa sono il risultato più evidente della presenza di tanti ragazzi. Ma il fascino di Wrocław si estende al di là dei locali, dei bar e teatri d'operaclassica, il governo locale ha dimostrato difatti un desiderio forte di restituire la città al suo massimo splendore, quello splendore presente prima della guerra: un ampio e accurato programma di restauro e riqualificazione urbanaha restituito un nuovo volto alla città, nuovo entusiasmo si è diffuso tra i suoi abitanti.
    Il visitatore rimarrà certo sorpreso esplorando Wroclw, capitale della Bassa Slesia (Dolny Slask), con il suo enorme centro storicocostruito su 12 isole collegate da oltre 100 ponti. Oltre alla sua posizione unica, Wroclaw stupisce anche per l'architettura gotica, baroccae Art Nouveau (stile Liberty). Il centro si esplora agevolmente a piedi, si tenga conto tuttavia che la città ha un eccellente sistema di trasporti pubblici, con accesso alle periferie e alle attrazioni turistiche nei dintorni (con 60 linee di autobus e 25 linee di tram). Il sistema stradale è in continua evoluzione e potrebbero essere presenti deviazioni con conseguenze sui tempi di percorrenza da e verso la città (soprattutto nelle ore di punta).
    Il fiume e i suoi affluenti minori (Olawa, Sleza, Bystrzyca e Widawa) donano alla città un aspetto pittoresco: l'isola della Cattedrale(Ostrów Tumski), il primo sito d'insediamento slavo, oggi non è più un isola. Le prime costruzioni, in legno, in Ostrów Tumski sono datate X secolo e furono portate a termine dalla dinastia Piast. Il primo edificio di materiale solido è stata la cappella di San Martino, costruita probabilmente all'inizio dell'XI secolo dai monaci benedettini. Non molto tempo dopo venne eretta la prima cattedrale, in sostituzione della piccola chiesa. La Cattedrale di San Giovanni Battista(Archikatedra św. Jana Chrzciciela), risale al XIII secolo, con la splendida architettura (che per diverse cause si è avvicendata negli
    stili romanico, gotico, rinascimentale e neogotico) e l'organo più grande di tutte le chiese della Polonia. Dispone di ascensore verso l'alto, con il quale è possibile raggiungere la cima per una bella vista panoramica sulla città e i dintorni. Sono tante le chiese di Wroclaw che meritano una visita, tra tutte l'imponente chiesa di Santa Maria Maddalena, la seconda ad essere stata costruita in città nella riva sinistra del fiume Odra. Durante la Riforma venne occupata dai protestanti, ritornando a culto cattolico solo dopo la fine della seconda guerra mondiale. La chiesa si caratterizza in particolare per il portale romanicodel XII secolo qui spostato dall'abbazia benedettina (a quell'epoca era considerato la reliquia più preziosa di Breslavia) e il ponte di Penancesche attraversa le due svettanti torri, con possibilità di visita. La chiesa della Maddalena è situata nel quartiere di Rynek, la piazza centrale di origine medievale, e oggi cuore pedonale e commerciale della città. Il suo fascino è grande, si tratta di una delle piazze più grandi d'Europa ed è fiancheggiata su tutti i lati da edifici interessanti. Centro della vita turistica, vi troviamo numerosi ristoranti e bar tipici ed è il luogo ideale per assaporare una fresca birra locale. Nella stessa piazza è presente anche l'antico Municipio, tardo gotico, posizionato nella parte meridionale. L'edificio è uno dei simboli di Wroclaw particolarmente riconoscibile per la facciata orientale. Nello stesso quartiere si distingue anche il particolare edificio in stile Liberty del Dom Handlowy Braci Barasch(fratelli Barasch), sede dei Grandi Magazzini di Wroclow. Passeggiando per Rynek è impossibile non notare la forma elegante di una scultura 'seduta' fuori il piccolo birrificio Spiz:è quella di Alexander Fredro,una delle figure più illustri della Polonia letteraria.
    Si consiglia anche la visita alla chiesa di San Adalberto, imponente chiesa sulla piazza Dominikanski: è la più antica chiesa posta sulla riva sinistra del fiume Odra, fondata nel 1112 da gli Agostiniani e poi consegnata ai Domenicani.
    Venne distrutta nel 1241 durante l'invasione dei Tartarie poi ancora nel 1945 durante l'assedio di Breslavia.
    La visita alla città non è completa senza aver fatto esperienza del Racławice Panorama (ul. Purkyniego 11), forse il sito turistico più visitato di Wroclow.
    Costituito da una grande tela avvolta attorno ad una rotonda di visualizzazione, crea una vista a 360° della Battaglia di Racławice(1794), che ebbe luogo tra le truppe russe e gli insorti polacchi. La battaglia fu una vittoria per i polacchi, i russi però alla fine vinsero la guerra. Le visite sono condotte in gruppi organizzati circa ogni mezz'ora. Non si manchi di ammirare la Hala Ludowa (Sala del Centenario), uno storico edificio della città, costruito nel 1911 dal progetto di Max Berged elencato dal 2006 tra i siti UNESCO come patrimonio dell'Umanità. Con una cupola di diametro di 69 metri e 49 metri d'altezza (il duomo a sua volta è alto 23 metri ed è composto da vetro ed acciaio) fu a suo tempo il più grande edificio in cemento armato del mondo.
    Oltre ai numerosi edifici religiosi e civili ammirate i tanti parchi, immancabili per chi all'occorrenza si vuole riservare qualche ora di relax. Si consigliano in particolare il Parco Szczytnicki (sulla parte centro-orientale e particolarmente affascinante in autunno) e il suo Giardino Giapponese (un ricordo della Grande Esposizione Universale del 1913), il Parco Wschodni(nella parte orientale, lungo la riva del fiume Oława). Da non mancare infine una visita al quartiere ebraico di Wroclow: prima della salita al potere di Hitler la città ospitava oltre 20.000 ebrei, terza maggiore comunità di quella che allora era la Germania. All'interno vi troviamo ancora oggi una vivace comunità ebraica di circa 1000 abitanti e una sinagoga bianca, quasi nascosta in un cortile.
    Non rimane che lasciarvi assaporare la gastronomia di Wroclow, tra le tante squisitezze suggeriamo di non perdere il barszcze il nalesniki(delle crepes) e fare esperienza di un tipico 'pierogi' polacco (un piatto composto da raviolini ripieni, che possono essere salati o dolci). Da menzionare è anche la cantinaSpiz un piccolo birrificio dove poter assaporare birra locale in un ambiente d'effetto.

    22 AGOSTO 2016 Aushwitz PL (230 Km)


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    La visita ad Oświęcim ed ai luoghi dove erano situati i sottocampi, è un percorso particolare, che da fortissime emozioni e molteplici temi su cui riflettere; ENSITOUR-POLONIA visitarecracovia.it ha voluto dividere questo argomento da quelli relativi alla visita di Cracovia e dintorni in quanto i Campi di Auschwitz, Birkenau, Monowitz e gli altri sottocampi meritano sicuramente un’attenzione specifica che poco si associa alle piacevoli Escursioni e Tour presentate su visitarecracovia.it.

    Primo Levi, prigioniero a Monowitz, disse che ogni uomo è tenuto ad essere consapevole dell’esistenza dei campi di Auschwitz-Birkenau e degli orrori lì consumati anche se capire tali cose diventa impossibile. Alcuni sopravvissuti ci dicono che, nel nostro attuale vocabolario, non esistono parole per descrivere realmente cosa è accaduto e che bisognerebbe forgiare nuovi vocaboli solo per la descrizione della tragedia avvenuta.

    Nei Lager, l’innato desiderio di libertà veniva continuamente soppresso ed il prigioniero, Häftling, perdeva la sua identità ed era sottoposto, fisicamente, psicologicamente e spiritualmente a violenze senza precedenti in modo tale da fargli perdere ogni speranza di poter un giorno fuggire dall’oppressione, dalla schiavitù e dallo spettro della morte incombente.

    Ciò che lascia senza parole il visitatore sono le manifestazioni di odio dei nazisti, nei confronti dei prigionieri, che portava gli stessi a non avere alcuna speranza di sopravvivenza e libertà, ma la consapevolezza di una morte certa che sarebbe comunque giunta o con le camere a gas, fucilazioni, impiccagioni, iniezioni di fenolo ecc. o, alla fine, a causa del pesante lavoro e delle terribili condizioni di vita.

    Nelle pagine dedicate alle visite si possono scegliere quelle che più combaciano con le esigenze dei visitatori ed aver la garanzia di viaggiare in comodi e riservati minibus e minivan, con guide in lingua italiana specializzate nella storia dei Campi.

    Più di un terzo dei circa 50 milioni di individui che perirono durante la seconda guerra mondiale furono vittime della politica di sterminio, senza precedenti, attuata dal III Reich.
    In tutta la storia della civiltà non sono stati mai programmati e perpetrati eccidi su così larga scala ne, a memoria d’uomo, si è mai fatto ricorso, per uccidere, a metodi addirittura industriali. ……
    Nel regime poliziesco del III Reich il campo di Auschwitz svolgeva una doppia funzione: 1) quella di campo di concentramento, in cui lo sterminio di diversa nazionalità (Ebrei, Polacchi, Zingari, Russi ed altri) veniva realizzato gradualmente; 2) quella di centro di sterminio immediato nel quale, a partire dal 1942, centinaia di migliaia di Ebrei venivano uccisi non appena giunti al campo. ….
    ……. Per disporre l’arresto di sicurezza e successivamente internare gli arrestati nel KL Auschwitz c’era formalmente bisogno di un relativo ordine scritto (Schutzhftbefehl) dell’Ufficio IV o V del RSHA, ma in pratica se ne faceva spesso e volentieri a meno. Dal maggio 1943, ad arrestare i Polacchi fu abilitata la Gestapo dei territori polacchi occupati. ………
    (Franciszek Piper – Auschwitz Il Campo Nazista della Morte – I presupposti politici e razzisti della politica nazista di stermino e la sua realizzazione nel KL Auschwitz)

    22 AGOSTO 2016 Cracova PL (64 Km)


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    Sistemazione in Camping, serata conviviale

    23 AGOSTO 2016 CRACOVIA


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    Cracovia è stata la capitale della Polonia cattolica fino al fine del XVI secolo, quando il centro del potere politico venne spostato a Varsavia. Fin dal 1978 il suo cuore medievale è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità Unesco. Questa è la città dell'amato Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II, che non ha mai dimenticato questi luoghi, in cui visse per 40 anni, che spesso ricordava con nostalgia. Gli abitanti della città avrebbero voluto che Wojtyla, alla sua morte, fosse sepolto qui, nella sua cattedrale, insieme ai re di Polonia, gli Jagelloni e i Wasa.
    Ma così non è stato, mentre nella cattedrale sono stati "discutibilmente" seppelliti (nel 2010) l'allora presidente della Repubblica Lech Kaczyński e la moglie, morti nel famoso disastro aereo di Smolensk. Un piccolo aneddoto su Papa Wojtyla: nel 1938, venne in visita al liceo dove il futuro papa studiava, l'arcivescovo-principe di Cracovia, Adam Sapieha. Fu Karol a porgergli il saluto a nome di tutta la scuola. Lo fece in perfetto latino. E fu in quella occasione che gli venne chiesto se intendeva farsi prete un giorno. Rispose sicuro all'arcivescovo che non avrebbe mai fatto il prete, preferiva la letteratura. Sinagoghe, cimiteri, iscrizioni e opere d'arte caratterizzano Kazimierz, il quartiere ebraico di Cracovia, a sud della collina di Wavel, e ricordano la massiccia presenza ebraica che esisteva da queste parti. 65.000 ebrei vivevano qui prima del 1945, oggi ne restano appena 300. Kazimierz fu fondata come città separata dal re Casimiro III nel lontano 1335 e dal suo fondatore deriva anche il nome. Nel 1495 gli ebrei che vivevano nella parte occidentale di Cracovia furono allontanati perché dove abitavano doveva sorgere un nuovo campus dell'Università Jagellonica, quella dove studio anche Copernico. Questi ebrei furono obbligati a trasferirsi a Kazimierz e da quel momento in poi Kazimierz fu divisa in due parti, una cristiana ad ovest e una ebrea a est. Polacchi ed ebrei vissero qui pacificamente fino alla Seconda guerra mondiale.
    Oggi questo luogo è diventato la parte più alla moda e affascinante della città, ed è ancora immerso nella atmosfera originaria, nonostante l'odierna comunità ebraica sia esigua. La zona è molto caratteristica ed aiuta a comprendere la storia vera della città e dei suoi movimenti sociali ed economici; troviamo pittoreschi negozi e locali all'insegna della cultura yiddish, l'antica sinagoga, dove è ospitato il Museo dell'Olocausto, tanti ristoranti e bar originali. Approfondisci la conoscenza del quartiere ebraico visitando la pagina dedicata a Kazimierz.
    Ma torniamo a parlare del centro. La famosissima Università Jagellonica, il Castello di Wawel e una delle più grandi piazze antiche d'Europa, la Rynek Glowny, sono tutti situati nel cuore della città. Cracovia, al giorno d'oggi è la quarta città della Polonia, ma tutti i polacchi la considerano la capitale culturale del paese e visitandola è facile capire il perché: un luogo affascinante, ricco di monumenti e testimonianze storiche, musei, chiese, palazzi bellissimi e allo stesso tempo un concentrato di ristoranti, bar e locali ed eventi culturali di ogni tipo.
    Tutto il quartiere centrale, Stare Miasto, è circondato da un parco noto come Planty, che segue fedelmente il tracciato delle vecchie mura della città. Delle mura cittadine restano solo una cinquantina di metri ma il giardino che circonda il centro ci ricorda esattamente il tracciato che disegnavano un tempo le mura difensive. Oggi ci sono circa 4 Km di passeggio sotto gli alberi, con belle vedute sulla città, tante panchine e spazio per i bambini.
    Stare Miasto, la città vecchia, ha il suo cuore nella Rynek Glowny, l'immensa piazza medievale, risalente al 1257. Da un lato della piazza si entra nel Sukiennice, un tempo il Palazzo dei tessuti (un centro mercantile costruito nel XIV secolo, restaurato 200 anni più tardi) oggi sede di un caratteristico mercato coperto specializzato in oggetti d'artigianato e preziosi fatti con l'ambra del Baltico. Al piano superiore, una galleria di opere d'arte e alcune caffetterie, tra cui la Naworolsky, a quanto si dice uno dei posti preferiti da un giovane di nome Vladimir Lenin, che iniziò forse qui a tramare di una rivoluzione che avrebbe fatto la storia. Nei sotterranei della Piazza è stato allestito un fantastico museo multimediale, che ricostruisce la vita medioevale della piazza. Per conoscere le Curiosità su Cracovia leggi la pagina dedicata.
    Sul lato nord-est della piazza Rynek Glowny sorge la chiesa dedicata alla Vergine Maria, Kusciol ariacki. La sua costruzione risale al XIV secolo, quando andò a rimpiazzare una chiesa precedente distrutta dai Tartari. La più alta delle due torri (81 metri), ospitava la guardia della città; ogni ora, da una finestra, s'innalzano gli squilli di tromba che commemorano la morte di un guardiano ucciso da una freccia nemica, nel XIII secolo, mentre suonava per dare l'allarme e avvertire dell'arrivo del Tartari. L'interno è splendido, finemente decorato e dipinto in tanti colori. Qui potrete ammirare l'altare di Veit Stoss, una splendida pala d'altare in legno scolpito d'arte tardo gotica. Ci vollero 12 anni all'artista per scolpire questo altare prezioso. Nella piazza si trovano anche l'edificio isolato del municipio, Wieza Ratuszowa e la Chiesa di San'Adalberto, la Kosciol sw Wojciecha, la più antica della città, una piccola chiesa a cupola risalente a X secolo. In un angolo della piazza potrete scorgere una gigantesca testa di uomo in bronzo: si tratta di un dono dell'artista polacco Igor Mitoraj alla città. Una curiosità: è un classico tra i giovani del luogo ritrovarsi "alla testa di bronzo". La testa rappresenta "eros bendato", e turisti grandi e piccini amano entrarci dentro e far capolino dalle fessure degli occhi, divertente per tutti.
    Non ci si stanca mai di esplorare le affascinanti stradine del centro, con le strade in bella pietra e i palazzi imponenti ai lati. Le cose da vedere a Cracoviasono davvero tante. Andando verso nord, sulla Florianska si trovano molti negozi, alcuni di prodotti tipici, dove si può acquistare anche dell'ottimo formaggio affumicato di capra, una specialità locale. A ovest di Florianska si trova il Museo Czartorysky, che ha la sua opera più nota nella Dama con l'ermellino di Leonardo Da Vinci, ma vi si trovano anche altri dipinti e reperti notevoli, tra cui una collezione di grande valore di sarcofagi e vasellame egizio. La Dama nel dipinto leonardesco è il ritratto di Cecilia Galleani, moglie di Ludovico Sforza, Signore di Milano, dipinto intorno al 1492. A ovest della piazza inizia la città universitaria con il Collegium Maius del XV secolo, l'istituto dove studiò Niccolò Copernico, ora adibito a Museo. Cracovia è sede della più antica università polacca, l'Università di Jagellonia, fondata dal Re Casimiro il Grande nel 1364; fu la seconda Università ad essere fondata nel Centro Europa, dopo quella di Praga. Cracovia è ancora oggi una città di studenti e l'atmosfera giovanile si respira in ogni strada. Ci sono diverse università, la più prestigiosa è medicina, e la popolazione studentesca supera i 130.000 studenti, quindi un abitante su 6. Non stupisce quindi che la città goda di un'attiva vita culturale e di una frizzante vita notturna. All'estremità meridionale di Stare Miasto, Wawel è la collina su cui sorgono il Palazzo Reale e la Cattedrale . Tutto il castello è fortificato intorno e su due lati è protetto dal fiume vistola. Sede della casa reale polacca per secoli (con le tombe dei re, nella cattedrale), Wawel è un punto di riferimento simbolico per tutta la Polonia. La corte rinascimentale del castello fu progettata da due architetto italiani, due giovani fiorentini, Bartolomeo Berreci e Francesco Fiorentino. Nel XVI secolo gli appartamenti reali furono ristrutturati in particolare da Francesco Fiorentino, che li rimodellò secondo i desideri del re, donando alla struttura un'impronta rinascimentale. Le Sale di Stato contengono opere d'arte appartenute ai vari sovrani polacchi. Si possono visitare alcune sale riccamente decorate, tra cui gli Appartamenti Reali, dove si può vedere la camera da letto del re. Eccezionale la collezione di arazzi ospitata nel castello, con oltre 130 preziosissimi arazzi francesi, collezione del re che li amava anche perché poteva portarseli dietro nei suoi traslochi. Dal Castello di Wawel, punto di origine della città, inizia la via reale di Cracovia (Droga Królewska), un lungo viale che dalla collina di Wawel appunto, passa per la chiesa di San Pietro e Paolo e il convento delle Clarisse. La percorrevano i reali in entrata e uscita dal castello.
    La Cattedrale di Cracovia si trova anch'essa nel perimetro del Castello. Sorta nel 1364, non è solo un edificio sacro, ma è anche un monumento ai 45 re polacchi, sepolti al suo interno (tranne quattro). Una volta entrati, salendo le scale buie e strette, si può ammirare, oltre che un bel panorama della città sottostante, Zygmunt, una campana pesante ben 11 tonnellate. Prima di diventare Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla fu arcivescovo di questa cattedrale. Leggi anche La Cracovia di Papa Giovanni Paolo II. Nei pressi del fiume, un dragone di metallo che sputa fuoco ricorda il Krak, un mostro che secondo la leggenda, terrorizzava la collina di Wavel. Leggi in tal senso le Curiosità su Cracovia.
    A 10 chilometri a est del centro medievale ecco Nowa Huta (Nuova Acceieria) il quartiere proletario di Cracovia, la zona atea dell'utopia operaia, costruita intorno ai grandi forni delle gigantesche acciaierie che sorsero qui dopo la fine dell'ultima guerra. Nel 1954 la grande fornace iniziò la produzione che si ampliò nel 1965 fino a raggiungere negli anni Settanta oltre 6 milioni di tonnellate l'anno di produzione, occupando 38 mila lavoratori. Le conseguenze sull'ambiente circostante sono state disastrose in termini di inquinamento. Nowa Huta è un tipico esempio dell'architettura socialista che attingeva agli schemi del rinascimento e doveva significare la nascita di un uomo nuovo.
    Per chi ha tempo e vuole visitare i dintorni di Cracovia da non perdere è la visita alla miniera di sale di Wieliczka. La miniera si trova a 10 km a sud-est di Cracovia nella cittadina di Wieliczka ed è dal 1978 patrimonio mondiale dell'Unesco; è qualcosa di spettacolare, una città sotterranea scolpita nel sale, con chiese, sculture e km di percorsi. Bella un'escursione sui monti Tatra, alla città storica di Czestochowa, da vedere le bellezze naturali del Parco Nazionale di Ojcow, triste ma necessaria uan visita al campo di concentramento nazista di Auschwitz e a Birkenau. Auschwitz è il più grande complesso mai costruito dal regime nazista ed è stato il luogo di una delle più grandi tragedie nella storia dell'umanità, dovrebbe esser visitato da ognuno di noi.
    Entrare ad Auschwitz fa una grande impressione ai turisti e da un'idea concreta della dimensione dell'Olocausto, lo sterminio di 6 milioni di ebrei provenienti da tutta l'Europa.
    Concludiamo con alcuni versi della poetessa di questa città Wislawa Szymborska, Premio Nobel nella letteratura nel 1996:
    Forse quel giorno
    Trovai una cosa andata perduta.
    Forse ne persi una trovata poi.
    Ero colma di emozioni e impressioni.
    Adesso tutto questo è come
    Tanti puntini tra parentesi.
    Dove mi ero rintanata,
    dove mi ero cacciata –
    niente male come scherzetto
    perdermi di vista così.
    Scuoto la mia memoria –
    Forse tra i suoi rami qualcosa
    Addormentato da anni
    Si leverà con un frullo.

    Per riassumere, la nostra visita a Cracovia, appuntatevi questi nomi:
    - Srodmiescie (centro), Krowodrza, Podgorze, e Nowa Huta sono i quattro grandi quartieri di Cracovia (nel 1991 una risoluzione del Consiglio comunale ha diviso la città in diciotto distretti chiamati '"zielnica" quartieri, eppure, la maggior parte degli abitanti tende ancora oggi ad utilizzare le denominazioni precedenti in quattro grandi quartieri appunto;
    - Stare Miasto, è la città vecchia, il centro storico Patrimonio dell'Umanità Unesco;
    - Rynek Glowny, è l'enorme piazza medievale, antico mercato cittadino e punto nevralgico del centro;
    - Droga Królewska, "la Strada Reale", è un lungo viale che attraversa i luoghi storici più significativi della città, un tempo viale cerimoniale dei re;
    - collina di Wawel (sulla sua cima il Castello, il Palazzo reale con lo stesso nome), situata alla trovate alla fine della strada reale;
    - Porta Floriańska con una delle torri gotiche più note della Polonia;
    - ul. Kanonicza, suggestiva strada dove dimorò al numero 19 e al 21 Karol Wojtyla, futuro papa Giovanni Paolo II.

    24 Agosto 2016 Olomouc CZ (262 Km)


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    Continua il nostro Viaggio nella Repubblica Ceca alla ricerca di un antico passato, a quando la Moravia si poneva orgogliosa al dell'economia europea continua. Ad est di Praga, tanti secoli fa la città di Olomouc si arricchiva del passaggio di preziose merci provenienti dal freddo nord e dirette al caldo sud. I mercanti trasportavano soprattutto ambra dalla città di Riga e nel loro percorso avevano modo di fermarsi in questa ospitale località, che da lì a poco sarebbe diventata appunto la cittadina più famosa della Via dell'Ambra. Grazie ai preziosi scambi e al successivo sviluppo mercantile, Olomouc divenne una delle città più importanti del Paese. Raggiunse il suo apogeo intorno alla metà del Seicento, quando fu nominata capitale della Moravia. Oggi, la si apprezza in particolare per i numerosi monumenti storici, la squisita architettura urbana e per l'atmosfera giovanile. Una città dinamica, il cui territorio si abbellisce di castelli, monasteri, chiese, santuari e sinagoghe, a testimonianza del passaggio di diverse culture. Un giro tra le sue vie e le pittoresche piazze e ci si accorge di quanto la città sia ricca giovani, che la prediligono soprattutto per le sue università e l'atmosfera cosmopolita. Nel frattempo, i visitatori avranno modo di ammirare alcuni dei monumenti più importanti, tra cui:
    -la colonna della Santissima Trinità, la più grande in Europa (alta 35 metri) e situata nella piazza del Municipio Horní náměstí. Dichiarata nel 2000 patrimonio UNESCO e costruita in stile Barocco tra il 1716 e il 1754, contiene al suo interno anche una piccola cappella. Di particolare interesse artistico sono le sculture raffigurate, tra cui in cima la trinità in foglia d'oro, alla base i 18 santi e gli elaborati 14 rilievi in cartigli, nel mezzo altre sculture rappresentanti i santi moravi. É questo uno dei punti d'incontro più antichi della città, preferito oggi anche dai turisti.
    -la cattedrale di San Venceslao è la chiesa principale di Olomouc, la cui origine risale ad oltre mille fa. Inizialmente fu infatti una chiesa in stile romanico, consacrata nel 1131; venne poi ristrutturata nel tempo fino alle ultime decadi dell'Ottocento, dove assunse l'attuale aspetto neogotico. La si apprezza in particolare per l'alto campanile a spirale (il secondo più alto di tutta la Repubblica Ceca) e per contenere le spoglie di San Giovanni Sarkander, vissuto tra il '500 e il '600 e canonizzato da Giovanni Paolo II durante una visita alla città nel 1995.
    -uno splendido panorama sulla città viene offerto dalla visita al santuario di Svaty Kopecek, situato in quella che viene chiamata la sacra collina di Olomouc. Vi sono ospitate la cattedrale e il santuario di San Giovanni Nepomuceno, uno dei maggiori luoghi di pellegrinaggio dell'Europa centrale; la chiesa venne anche onorata dal Papa Giovanni Paolo II, che la rinominò Basilica Minore della Sacra collina. Il santuario è raggiungibile con l'autobus dalla stazione ferroviaria di Omolouc (linea n. 11 fermata E).
    -Nella piazza centrale della città è da non perdere anche l'Osservatorio astronomico presso l'antico Municipio, ambedue costruiti nel quindicesimo secolo. L'attuale architettura è tuttavia degli anni '50 del secolo scorso ed è dovuta ad una ristrutturazione effettuata dopo la seconda guerra mondiale.
    Sono numerosi i monumenti di Olomouc da non perdere, tra cui le fontane in stile Barocco, che abbelliscono le piazze del centro storico, e i palazzi d'epoca, ma sono soprattutto le chiese ad attirare lo sguardo del turista: la chiesa di San Maurizio, per esempio, si ammira per l'architettura gotica risalente al 1398, per il grandissimo organo (uno dei più grandi in Europa) ancora oggi in uso durante i maggiori eventi musicali della città, e per l'alto campanile dal quale si ammira uno stupendo panorama. La chiesa di San Michele, dal canto suo, diventa un eccezionale colpo d'occhio per chiunque si accinga a varcare le porte di Omomuc. Gli interni sono ancora più emozionanti, siamo infatti di fronte ad una delle più belle chiese barocche del centro Europa. Si ammira in particolare il dipinto di una verosimile gravida Vergine Maria (raramente raffigurata in una chiesa cattolica). La Chiesa è affiancata dall'omonimo monastero. A circa 20 minuti di cammino dalla cattedrale consigliamo la visita al Monastero di Hradisko, il più antico della Moravia e oggi divenuto anche un attrezzato ospedale (al momento le visite guidate sono aperte solo il giovedì). La sete di cultura non sarà l'unica a trascinare l'entusiasmo della vostra visita. Sono infatti da prediligere anche itinerari 'verdi', a contatto cioè con la natura, e quella della Moravia saprà particolarmente farsi apprezzare.
    Che sia in bicicletta, a piedi o anche a cavallo e in canoa, è qui possibile praticare diverse attività sportive anche solo il trekking individuale o di gruppo lungo il fiume Moravia o in direzione dello zoo, nella sopramenzionata sacra collina, saprà soddisfarvi (si racconta che allo zoo ci sia la possibilità di raccogliere diverse varietà di funghi e tutti commestibili).
    Alla fine di tanto girovagare, non vi rimane che rifocillarvi dei forti sapori di questa fertile terra. La gastronomia locale propone in particolare il Olomoucké tvarůžky, un tipico formaggio molle dal sapore molto pungente e usato come ripieno per numerosi piatti tipici, tutti riconoscibili perché chiamati con il suffisso Loštické. Un altro piatto forte della cucina di Olomouc è la zuppa d'aglio Hanácká česnečka, spesso accompagnata dal formaggio di cui sopra. Che dire? Piatti per forti palati ma dal sincero sapore locale...da non perdere, se non dovete baciare nessuno la sera
    Olomouc è gemellata in Europa oltre che con la nostra Firenze con Antony in Francia, Lucerna in Svizzera, Nördlingen in Germania, Pécs in Ungheria, Subotica in Serbia, Tampere in Finlandia e Veenendaal in Olanda.

    24 AGOSTO Koupaliště Křtiny (58 KM)


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    Sosta campeggio per trascorrere la notte

    25 AGOSTO 2016 Vienna AT (177 Km)


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    Alcuni sostengono che il mondo moderno sia stato forgiato da alcuni Migliori hotel a Vienna grandi uomini vissuti a Vienna nei primi 14 anni del XX secolo: Freud, Wittgenstein, Schiele, Klimt, Kokoschka, Schnitzler per citarne alcuni. In quegli anni a Vienna si viveva il periodo culturale più fulgido della storia europea. Proprio in quel momento, quando tutto un mondo stava per finire con il crollo dell'Impero austro-ungarico, tante menti brillanti nel campo della letteratura, dell'arte, dell'architettura operavano a Vienna e qui hanno lasciato la loro eredità. Un lascito che si vede (e si sente) ovunque camminando per queste strade. Perché certe città, come questa, riescono a colpire così tanto l'immaginazione dei viaggiatori? Forse Vienna attirava tante persone per il desiderio, vano, di essere stati lì, anche come semplici testimoni silenziosi di un tempo cruciale, quando tutto stava cambiando e le consuetudini, che sembravano eterne, non bastavano più. Oggi si visita Vienna cercando di respirarne in qualche modo l'essenza del passato ma anche la vivacità attuale, tra le note di un grande compositore, gli stucchi di un palazzo, i riflessi d'oro di un mosaico di Klimt. Tutto finisce e tutto ricomincia.... Uno degli aspetti più sorprendenti di Vienna è certamente il cuore della città (Innere Stadt), delimitato dal grande viale che lo circonda, la Ringstrasse "l'anello", il grande boulevard che sostituì le mura cittadine a metà Ottocento. E' abbastanza facile tentare di immaginarsi chi vi abbia vissuto, non solo nei primi anni del XX secolo ma anche dopo; tutto è così ben conservato e mantenuto che si può girare un angolo e meravigliarsi scioccamente, oppure commuoversi, immaginando che Mozart, Beethoven, Schubert o potrebbero aver visto la stessa identica cosa che stiamo guardando noi in quel momento. Ma è sopratutto la Vienna nel suo fasto in dissolvenza, negli ultimi anni dell'impero austro-ungarico (1867-1918) ad essere presente in quasi ogni strada e in ogni veduta. La Vienna di Freud, di Wittgenstein, di Egon Schiele, di Klimt e di tanti altri ci Accanto al passato glorioso, la vecchia metropoli sul Danubio ha assunto aspetti nuovi, ci mancherebbe riuscendo ogni volta a reinventarsi e a stare al passo con i tempi. E' ridiventata "In", dopo essere stata "In and Out" per tanti secoli, se ci passata l'inglesismo. Oggi, accanto ai fasti della tradizione, ne apprezzerete soprattutto la modernità e la vivacità della scena culturale. Oltre che come meta turistica, Vienna è molto apprezzata anche dai suoi abitanti; riconosciuta costantemente al top nella classifica delle migliori città europee per qualità della vita, precede spesso le famose città svizzere di Zurigo e Ginevra. Vienna in fin dei conti è sempre stata così, vecchia e nuova, capitale del mondo e provinciale. Giacomo Casanova, diceva un tempo: “Tutto a Vienna – scriveva dopo aver rischiato l'arresto per oltraggio al pudore – era bello; vi era molto denaro e molto lusso, ma v'erano grandi impacci per quanti erano devoti a Venere. Una legione di vili spie, decorate con il bel nome di commissari di castità, erano carnefici spietati di tutte le ragazze allegre?
    Nell'epoca di maggiore splendore viennese, Francesco Giuseppe, "Cecco Beppe", marito noioso della futura leggenda Sissi, nel suo tenace ed ostinato conservatorismo, godeva della fama poco edificante di uomo totalmente privo di fantasia. Eppure, la multietnica Vienna pullulava di artisti, scrittori, musicisti, filosofi, scienziati, la cui opera complessiva componeva un modello di riferimento per la cultura mondiale.
    All'epoca l'aspetto monumentale della città cinta nel Ring era monolitico, compatto e tranquillo. Nulla sembrava sfuggire ad una blanda armonia anche se il valzer, apparentemente austero pur nel suo andamento allegro, poteva assumere ritmi parossistici da baraonda. Arthur Schnitzler, vagabondava nella notte incontrando figure inquietanti che popolavano una città segreta e Sigmund Freud frugava nei meandri della psiche umana. Chi visitava Vienna, a quell'epoca come in quelle precedenti, non poteva che tesserne le lodi. Era uno strano e contraddittorio progressismo conservatore. Certo, poi qualcuno che critica c'è sempre, ma nessuno è mai stato così caustico come Karl Kraus, scrittore viennese che ferocemente smontava il mito della sua città fingendo di volerlo alimentare. E concludeva: “E' un'ingiustizia parlar male di Vienna sempre per i suoi difetti, quando val la pena di parlar male anche dei suoi pregi?. Lo stesso Kraus ha anche detto: "Le vie di Vienna sono lastricate di Cultura, quelle delle altre città d'asfalto."
    Attorno al 1900 Vienna ospitava grandi nomi, alcuni già menzionati: Freud, Klimt, Egon Schiele, Adolf Loos, Ludwig Wittgenstein, Arnol Shömberg, Gustav Mahler, Oskar Kokoschka (il quasi centenario, che morì nel 1980), Kraus appunto, Arthur Schnitzler e tanti altri. Era la grandezza prima del declino. La speranza prima di due guerre mondiali e del nazismo, l'illusione di trovare un senso all'insensatezza. Tutti sorseggiavano caffè, illuminati fiocamente prima dalle candele e poi dalle prime luci artificiali, in sale ricoperte di mobili di legno scuro, con tanti tavolini occupati spesso da personaggi che schermavano e duellavano di intelletto. Era la Café Kultur, che poi da Vienna avrebbe invaso l'Europa. Il caffè con i suo chicchi profumati entrò nella storia europea con l'insidioso arrivo dell'esercito ottomano, che sconfitto alle porte della capitale austriaca, ritirandosi precipitosamente verso sud lasciò dietro di sé, negli accampamenti abbandonati, una decina di sacchi pieni di grossi semi ovoidali, una specie di "fagioli" sconosciuti. Gli austriaci scambiandoli per mangime da dare ai cammelli, incominciarono a far bollire i chicchi nell'acqua e a masticarli, pensando di usarli come contorno. L'esito, ovviamente fu disastroso e soltanto qualche mese dopo ci fu la "rivelazione" che quel "mangime" non era una barbarie. Anzi. A rendere edotti nobili e popolo sull'uso del caffè, e di come andasse bevuto e non mangiato, fu un esploratore esperto di ricognizioni oltre le linee dell'esercito austriaco, un certo Georg Franz Kolschitzky, probabilmente un suddito polacco del multietnico impero degli Asburgo, che aveva preso confidenza con il caffè-bevanda negli accampamenti degli ottomani, durante le sue delicate missioni di spionaggio. Fu lui quindi ad aprire, col permesso imperiale, il primo spaccio di caffè nel 1685. Da allora il caffè viennese, inteso come locale, diventò un luogo di ritrovo e uno stile di vita. Esistono migliaia di caffetterie oggi a Vienna, centinaia di queste sono caffetterie tradizionali, cambiate poco o nulla da quando ci andavano i personaggi sopra citati. I nostri bar derivano da queste caffetterie. La prossima volta che bevete un caffè, pensate all'accampamento turco alle porte di Vienna, ai sacchi di caffè lasciati lì nella fuga, e a tutto quello che ne è derivato... Vienna è la culla di una rivoluzione culturale destinata a sconvolgere la tradizionale concezione dell'uomo, portando alla luce le sue contraddizioni e mettendone in discussione le certezze. (Federico Zeri)
    Nei caffé di Vienna di fine secolo non si parlava tanto del declino dell'Impero, che sembrava impossibile, ma che incombeva come un'ombra fredda. Il declino fu un'agonia, nel raccontare la quale si impegnarono le migliori penne degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, da Robert Musil (L'uomo senza qualità) a Joseph Roth, che popolavano i celebri Café come il Central, dove a un tavolino, ancora oggi, c'è sempre il poeta Peter Altenberg, trasformato in manichino col giornale aperto tra le mani, o dove Leo Bronstein, anche conosciuto come Trotski, un tempo prima della "Rivoluzione", giocava a carte. Tra i tanti, il poeta Altenberg, che non aveva neanche una casa, era il cliente più assiduo per quanto non avesse in tasca uno scellino. Simboleggiando a meraviglia lo spirito dell'epoca, se qualcuno si preoccupava di offrirgli un lavoro rifiutava indispettito, dicendo che non poteva occuparsi di nient'altro che di portare a termine la propria vita. Sono state scritte montagne di pagine e di titoli su quest'epoca di deriva. Il Cafè Central è stato frequentato anche da Lenin, Hitler e Tito, oltre che da Freud.
    Vienna a un certo punto della sua storia, tra il XVIII e il XIX secolo, era certo il cuore culturale d'Europa. Oggi chi viene qui passeggia circondato da architetture maestose. Furono gli sforzi dei monarchi asburgici di rivaleggiare con i loro simili europei in Francia, Inghilterra, Russia e Prussia a dare i connotati alla città che vediamo oggi. La capitale di un impero era il suo simbolo e doveva dimostrare attraverso la sua estetica e la sua grandiosità di essere superiore alle altre, ovunque esse si trovassero. Tra i principali fautori di questa "grandeur" ci fu l'imperatore Francesco Giuseppe, che non badò a spese per edificare una città che esprimesse in pieno la potenza dell'impero e della casata asburgica. La città cambiò volto, vennero abbattute alcune fortificazioni e quelli che erano i cortili per le esercitazioni militari, ormai inutili, che circondavano la Innere Stadt. Tra il 1858 e il 1865 venne disegnata e messa in opera la Ringstrasse, la strada ad anello che racchiude il centro di Vienna. Un decennio dopo prese il via la costruzione dei tanti maestosi edifici che si affacciano su questa strada ancora oggi. Il Ring abbraccia idealmente la maggior parte dei tesori artistici, architettonici e culturali della città ed è un punto di rifermento infallibile, quasi impossibile perdersi. Tra tutto quello che è possibile vedere, potreste cominciare dal centro del centro, ovvero la Cattedrale di Santo Stefano, bella e particolare, con le romaniche Torri dei Pagani, la gotica Südturm (torre meridionale) alta 136 metri e il magnifico tetto di tegole smaltate a maiolica con lo stemma imperiale (la famosa aquila bicipite nera).
    Questa torre doveva avere una "gemella" dall'altra parte, ma non si finì mai ed oggi resta l'incompiuto ampanile detto "Pummerin". All'interno dell'immenso interno a tre navate con colonne ornate da grandi statue, ci sono diverse cose molte particolari (e belle) che colpiscono l'attenzione del visitatore. Personalmente mi sono diretto subito a vedere la cappella Trina con il sepolcro del principe Eugenio di Savoia, uno dei più grandi condottieri della storia, insieme a un altro italiano, Raimondo Montecuccoli, sepolto sempre in Austria (lavorò anch'egli al servizio degli Asburgo) a Linz. Il "Principe" Eugenio combatté fino a 72 anni, senza venire quasi mai battuto e perì di morte naturale, ricchissimo e patrono delle arti (suo era il Castello del Belvedere degno di un re - per vederlo recatevi in Prinz Eugen- Straße 27); alla morte il suo corpo venne tumulato qui nella cattedrale, il suo cuore, in onore della sua casata, nella Basilica di Superga a Torino. Nella navata centrale della cattedrale si trovano il pulpito di una bellezza emozionante, del 1515 e la Madonna della servitù. In fondo a destra risalta l'imponenza della tomba in marmo rosso dell’imperatore Federico III del 1493 (l'ultimo imperatore del Sacro Romano Impero ad essere incoronato a Roma). Se si scende giù nella catacombe, potrete vedere un ossario che raccoglie le spoglie delle innumerevoli vittime della peste che colpì la città.Se volete vedere oltre alle ossa di persone comuni quelle imperiali ci sono le urne di rame, con dentro le viscere degli imperatori; i corpi imbalsamati riposano invece nella Cripta dei Cappuccini (vedere Cripta imperiale) che si trova sotto la Chiesa di Santa Maria degli Angeli (detta anche Kapuzinerkirche, indirizzo Tegetthoffstraße 2), ed i cuori nella cripta della Chiesa degli Agostiniani (indirizzo Augustinerstraße 3), sempre che siate interessati a questo genere di cose. Nella Cripta Imperiale si trovano anche le tombe di Francesco Giuseppe e della sua consorte, la famosissima principessa Sissi.
    Non bisogna fare poi molta strada per raggiungere il Palazzo Imperiale degli Asburgo l'Hofburg indirizzo Michaelerkuppel), la residenza reale che è stata tale fino al 1918: una monumentale testimonianza di cultura ed eredità storica nel cuore della città. Il Palazzo, di una vastità impressionante, comprende tra le altre cose: la Chiesa agostiniana del XIV secolo, un luogo da sempre legato alla musica viennese, ai suoi grandi compositori e alla storia della città in genere; i ricchissimi appartamenti imperiali con le collezioni di argenteria, mobilio d'epoca (tra cui pregevoli porcellane) e tappa immancabile per tutti i romantici, gli appartamenti privati di Francesco Giuseppe e di Sissi; la Cappella di Corte, la Burgkapelle costruita nel XIV secolo inizialmente in stile gotico, e successivamente nel XVIII secolo rivisitata in stile Barocco (ogni domenica e durante le principali festività viene celebrata la Messa durante la quale si esibisce l'orchestra di corte, il coro dei Piccoli Cantori di Vienna e il coro dell'Opera di Stato); il favoloso (è proprio il caso di dirlo) tesoro imperiale, che comprende la Corona Imperiale, il simbolo stesso dell'impero, la Sacra Lancia di Longino dal nome del soldato romano che trafisse con la propria lancia il costato di Gesù crocifisso, e altre reliquie religiose tra cui uno dei chiodi della Crocifissione e una delle spine della corona di Gesù; la Scuola di Equitazione spagnola (Spanische Reitschule), una delle istituzioni più antiche della città e, nel suo genere, del mondo dove, da oltre quattro secoli (nel 2015 sono esattamente 450 gli anni di vita) si pratica l'equitazione nella tradizione rinascimentale degli allenamenti di una haute école. Lo Hofburg comprende anche la sede della Biblioteca Nazionale, con al suo interno, la barocca Prunksaal, la Sala d'onore con l'affascinante collezione di vecchi strumenti musicali. La Biblioteca Nazionale Austriaca (Österreichische Nationalbibliothek, indirizzo Josefsplatz 1) è la più grande biblioteca del Paese, una delle più belle e storiche biblioteche del mondo, con 7,4 milioni di volumi presenti nelle varie collezioni. Come avrete intuito il Palazzo Imperiale del Hofburg è in realtà un complesso di edifici, il primo dei quali è stato costruito nel 1279, è cresciuto con la crescita stessa dell'impero. Un tempo era la residenza invernale della casa reale, fuori dal perimetro della Vienna medievale, ma con il crescere della città oggi si trova in pieno centro, una città nella città. Le prime parti circondano la corte degli svizzeri, un cortile chiamato così per via della guarnigione di mercenari svizzeri che qui erano di stanza (tutti i regnanti europei piccoli o grandi avevano la loro guardia svizzera, ultimo esempio è il Vaticano). Gli stili del Hofburg, possono apparire non sempre armoniosi, per via del fatto che ciascun imperatore ha sempre aggiunto, o tolto, qualcosa al lavoro svolto dai suoi predecessori. Chiamato semplicemente Burg "il Palazzo" dai viennesi, lo Hofburg ha resistito a tre grandi assedi ed a un grande incendio. Delle sue più di 2.600 camere, meno di due dozzine sono aperte al pubblico.
    Non è facile vedere una città come Vienna in pochi giorni, ma se proprio non potete trattenervi abbastanza almeno non mancate di visitare uno dei migliori musei del mondo, un monumento di per sé, il Museo di Storia dell'Arte di Vienna (Kunsthistorisches Museum indirizzo Maria-Theresien-Platz) che espone le opere d'arte fatte arrivare a Vienna dagli Asburgo durante tutto il loro dominio e comprende un'impareggiabile collezione di quadri di Caravaggio, Giorgione, Rubens, Mantegna, Peter Brueghel il Vecchio, Raffaello, Perugino, Vermeer, Albrecht Dürer, Velazquez, Hieronymus Bosch, Jan van Eyck, Correggio, Rubens, Rembrandt, Dürer, Tiziano e Tintoretto. E' difficile, se non impossibile, riuscire a vedere tutto in una sola visita e bisogna fare attenzione anche a non prendere il torcicollo per osservare gli stupendi soffitti decorati. Non andate via senza prima essere passati per la stupenda caffetteria del museo, ci si potrebbe stare un pomeriggio da quanto è comoda. Il moderno quartiere museale Museumsquartier (indirizzo Museumsplatz
    1) è la destinazione perfetta per le giornate di pioggia: i suoi bellissimi musei (Museo di Arte Moderna, Museo Leopold, la Kunsthalle Esposizione di Arte Contemporanea, lo Zoom Museo per bambini, il Centro di Architettura di Vienna), le caffetterie, gli spazi pubblici accoglienti, lo hanno reso la terza attrazione di Vienna. Tutti questi musei sono concentrati attorno a Museumsplatz.
    Se siete tra gli amanti del mondo della psicologia, non potete fare a meno di visitare la Casa Museo di Sigmund Freud che si trova negli appartamenti dove il padre della psicanalisi viveva e lavorava. Il museo è stato aperto nel 1971 e si trova nel quartiere di Alsergrund al numero 19 di Berggasse.
    All'interno potrete trovare, oltreai mobili originali del dottore (tra cui il primo divanetto dove Freud ascoltava i suoi pazienti, poi preso a modello da tanti psicologi), documenti, fotografie e diversi oggetti curiosi, tra i qual un compendio di storia della psicoanalisi.
    Al di fuori del centro della città si trova lo splendido Belvedere (indirizzo Prinz Eugen-Straße 27), di cui vi ho già accennato, costruito da Johann Lukas von Hildebrandt,per il principe Eugenio di Savoia, il grande condottiero italiano e grande amante dell'arte che sconfisse i turchi che minacciavano l'impero asburgico e l'intera Europa. Il Palazzo è in realtà formato da due edifici separati, come si può vedere dalla foto al lato, Belvedere superiore e Belvedere Inferiore. Il palazzo superiore, da cui si gode un bellissimo panorama della città ospita oggi la Galleria austriaca, con le opere in particolare dell'arte austriaca dal Medioevo ad oggi, a cui si aggiungono alcuni capolavori stranieri. La collezione artistica di questo museo è impressionante ma, come con la Gioconda di Leonardo al Louvre, c'è un dipinto che ne è diventato il simbolo: il Bacio di Gustav Klimt. La raccolta dei quadri di Klimt qui ospitata include anche Giuditta, altro dipinto entrato nei manuali di storia dell'arte e altri pregevoli capolavori di Egon Schiele, Oskar Kokoschka, opere dell'Impressionismo francese e capolavori del Biedermeier viennese, solo per citarne alcuni.Nel Belvedere Inferiore, si trovano gli appartamenti e le sale di rappresentanza usati dal principe Eugenio per intrattenere i suoi ospiti di alto lignaggio, che sono di assoluta bellezza. Prima di riprendere il cammino verso casa ricordatevi dell'altro grande e celebre palazzo Barocco della città, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco, il Castello di Schönbrunn (indirizzo Schönbrunner Schloßstraße 47); si tratta del monumento in assoluto più visitato dell'Austria, che ha visto tra i suoi residenti, più o meno stabili, Maria Teresa, la Principessa Sissi, Napoleone Bonaparte (che conquistò Vienna due volte). L'interno si presenta quasi integralmente nel suo aspetto originale, con lo stile tipico del tardo Barocco importato dalla Francia, il rococò, con riccioli e arabeschi dappertutto, con 2000 stanze, una cappella e un teatro, siamo di fronte a un'altra città nella città. Nel cosiddetto Salone degli Specchi, Mozart (vedere anche Mozart a Vienna) eseguì, a sei anni, il suo primo concerto reale al cospetto di Maria Teresa. Pare che l'imperatrice restò entusiasta dell'esecuzione del piccolo genio della musica, tanto che il padre annotò orgoglioso nel suo diario, "Wolferl (diminutivo affettuoso di Wolfang) è saltato in grembo a Sua Maestà, abbracciandola e sbaciucchiandola per benino". La Sala di Napoleone (che qui soggiornò saltuariamente tra il 1805 e il 1809) curiosamente espone un'allodola crestata impagliata.
    Volete un po' di modernità nel rispetto della tradizione viennese? Andate a vedere la Hundertwasserhaus (indirizzo Kegelgasse 36-38), un complesso multicolore di case popolari che prendono il nome dall'architetto e artista Friedensreich Hundertwasser che le costruì nel quartiere di Landstraße, a est del centro città. Il complesso di piani ondulati, con un tetto ricoperto d'erba, 52 appartamenti, quattro uffici, 16 terrazze private e tre terrazze comuni, e 250 alberi, fu costruito tra il 1983 e il 1985, secondo le idee e i concetti di Hundertwasser che lavorò con i colleghi architetti Joseph Krawina e Peter Pelikan per la fase esecutiva. La cosa incredibile è che questo moderno Gaudì che è stato Hundertwasser (morto nel 2000) non prese alcun compenso per il suo lavoro, dichiarando che ne valeva la pena, per evitare che qualcosa di brutto potesse essere costruito al suo posto. Oggi, proprio come gli edifici del grande architetto spagnolo a Barcellona, la Hundertwasserhaus è diventata uno dei luoghi più visitati di Vienna e ormai fa parte a pieno titolo del patrimonio culturale dell'Austria.
    Vienna sembra ormai eterna. Come tutte le cose eterne sembra quasi un pensiero d'amore, lo diceva anche il grande Dino Buzzati. Si ha quasi l'impressione che quel misticismo, progressista e conservatore al tempo stesso, di cui è impregnata la città, abbia cercato, forse senza trovarla, una malinconica dignità per gli uomini, quasi come in un valzer che si vorrebbe infinito. Ho reso l'dea? Buona Vienna.

    26 AGOSTO 2016 Bratislava (Treno)


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    Bratislava è una scoperta. Negli anni scorsi molte persone che volevano risparmiare durante una loro visita a Vienna facevano per così dire i pendolari tra la capitale austriaca e Bratislava, la capitale della Slovacchia. Spendevano meno per dormire e per mangiare e andavano a Vienna in meno di un'ora. Ma Bratislava non è affatto un ripiego ed è una città viva e piena di iniziative che vale la pena di essere visitata. Come Vienna è bagnata dal bel "Danubio blu". Tavolo pieghevole in polietilene resinato … Bratislava ha circa 410.000 abitanti, ed è situata sul versante sudorientale dei Piccoli Carpazi, lungo la riva sinistra del Danubio, in una posizione vantaggiosa rispetto alle grandi linee di comunicazione europee, al confine tra Austria e Ungheria, ed è la principale città della Repubblica Slovacca, nonché come si è detto la sua capitale. Il confine austriaco è molto vicino e l'Ungheria dista appena 16 km. Splendidi monumenti sopravvivono nella città vecchia, a testimonianza del passato dominio magiaro, e i numerosi musei della città sono sorprendentemente ricchi. Le produzioni operistiche del Teatro Nazionale Slovacco sono tra le migliori d'Europa. Bratislava non è presa d'assalto dai turisti europei come Praga o Budapest. Bratislava sta cambiando velocemente. La capitale della Slovacchia è attraversata da una frenesia di ammodernamento/abbellimento inarrestabile, che si scrolla di dosso quarant'anni di immobilismo comunista, il filo spinato della cortina di ferro, gli eccessivi monumenti legati al realismo sovietico, e sta pian piano riconquistando la sua identità. La città vecchia, Staré Mesto, e il castello sono le parti migliori - il resto della città è piuttosto monotono. Nella città vecchia vi sono molti musei (come il Museo Municipale, con tanto di camere di tortura, e il Museo della Produzione del Vino) e palazzi (come il Palazzo Primaziale, dove Napoleone e l'imperatore austriaco Francesco I siglarono un trattato di pace nel 1805, dopo la Battaglia di Austerlitz e il Palazzo Mirbach, in stile rococò). Il castello, costruito sopra il Danubio, è stato un punto di frontiera dell'impero romano dal I al V secolo. Dal IX secolo è stato ricostruito diverse volte, le ultime nel 1953 e nel 1962. Si può salire per ammirare il panorama e per visitare l'interessante Museo di Musica Popolare al suo interno. Anche il Museo Nazionale Slovacco e la Galleria Nazionale Slovacca, presso le rive del fiume, meritano una visita. I palazzi della città hanno ritrovato gli stucchi delicati e i colori pastello. I cortili e le piazze hanno riscoperto il calore di locali e cantine, caldi di caffè e chiacchiere, come di pasticcerie e sale da tè, dolci, tazzine, cioccolato e cristalli. Oltre a Palazzo Mirbach, ci sono molte altre residenze di nobili ungheresi in questa zona, i palazzi dei Grassalkovich, dei Kutscherfeld, dei Jesenak, dei de Paoli e dei Zichy. Ora tutte queste residenze sono state trasformate in musei o in ambasciate. Nello loro sale si esibirono musicisti del calibro di Mozart, Litz, Beethiven, Béla Bartok, Haydn, Rubinstein e tanti altri. Il centro storico è ricco di chiese sei-settecentesche, come quelle dei Gesuiti o delle Orsoline, prigioniere di elaborate cancellate. Se si ala lo sguardo da tanti punti della città si coglie l'imperiosa mole del Castello di Bratislava, alto su una collina, ristrutturato una trentina di anni fa dopo essere stato devastato da un incendio e abbandonato. Nel 1189 qui, Federico I Barbarossa riunì i crociati della terza spedizione contro i turchi.
    La Bratislava attuale è un centro vibrante, la cui energia serpeggia nelle viuzze, fra pub, discoteche, musei e locali di design. Quel tipo di energia che si ritrova in altre capitali dell'Est come Budapest, ma anche Lubiana, e che è spesso difficile respirare nelle nostre città, cariche di passata, ma che sembrano esauste di entusiasmi e desideri, di speranze e di futuro.
    Bratislava è un a città giovane, nel senso proprio anagrafico dei suoi concittadini, con ben 65000 studenti universitari su una popolazione di 450 mila abitanti, che colorano le sue strade. La città si trovano per le strade alcune statue in bronzo, molto apprezzate dai visitatori: il Guardone, che sbuca dal terreno per sbirciare sotto le gonne delle passanti; il Paparazzo, che ruba una inquadratura dietro un angolo, il Soldato napoleonico appoggiato alla panchina della piazza principale; il buffo e commovente Bell'Ignazio, l'unico che si riferisca a un personaggio reale, un povero pulitore di tappeti, vissuto nel secolo scorso, che, con il suo frac e il bastone da passeggio, saluta togliendosi il cilindro.
    La città è sempre stata cosmopolita, con varie comunità di lingua e costumi diversi che l'hanno abitata. Per i tedeschi, che fino alle espulsioni del 1945 erano la metà della popolazione, Bratislava era Pressburg. Per gli ungheresi, che durante l'occupazione turca, durata 250 anni, avevano trasferito qui la Corte, incoronando nella cattedrale di San Martino i propri sovrani, era invece Pozsonony. Alla fine dell'Ottocento la città aveva appena 60 mila abitanti, in gran parte tedeschi (artigiani e vinai), ungheresi (nobili e funzionari asburgici), ebrei (commercianti, il 10% della popolazione) e una piccola percentuale di zigani e slovacchi, il cui numero aumento dal 1918, con la nascita della Cecoslovacchia. Solo allora gli slovacchi presero il controllo delle istituzioni politiche e culturali, ribattezzarono la città Bratislava, dal nome dell'ultimo imperatore del regno morava, che divenne capitale della Slovacchia nel 1933. Hviezdoslavovo námestie è un comodo luogo per orientarsi, con la città vecchia a nord, il Danubio a sud e il castello a ovest. La stazione ferroviaria principale di Bratislava, Hlavná stanica, si trova diversi km a nord della città. Gran parte degli ostelli economici e degli alberghi a prezzi medi si trovano a nord-est del centro città.
    Il mercato alimentare, anch'esso nel centro, è un ottimo luogo per comprare da mangiare; nelle vicinanze del castello si trovano invece i ristoranti più eleganti. Se si fanno paragoni con altre capitali europee Bratislava può sembrare all'inizio poco interessante. Ma se si va a vedere bene il vecchio centro storico troverete che questa città è ricca di cultura con i suoi antichi e eleganti palazzi, le sue chiese e le sue cattedrali e i suoi raffinati ristoranti tra i migliori d'Europa. Il suo ambiente cosmopolita vi conquisterà.

    27 AGOSTO Lubiana SLO (389 Km)


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    Lubiana è ed è stata da sempre molte cose: città sul fiume lungo il quale i mitologici argonauti trasportavano il vello d'oro, città sulla palude dove vivevano i palafitticoli, città dalla ricca eredita della romana Emona, capoluogo della provincia della Carniola, capitale delle Provincie illiriche di Napoleone, città dalle facciate rinascimentali, barocche e soprattutto in stile Sezession, la piu grande esposizione dell'architettura del maestro J. Plenik. Tutto questo è Ljubljana (Lubiana).
    La capitale slovena e il centro politico e culturale, scientifico e scolastico, commerciale e viario, che a modo suo unisce le caratteristiche delle regioni orientali e occidentali, settentrionali e meridionali. La città sotto il colle con il Castello di Lubiana vanta una vivace vita culturale, creata da numerosi teatri, musei e gallerie d'arte, una delle più vecchie filarmoniche del mondo, cinematografi, più di 10 mila manifestazioni culturali all'anno e ben 10 festival internazionali, come ad esempio il Festival estivo di Lubiana, la Biennale internazionale di arti grafiche, il Festival internazionale di Jazz, il Festival cinematografico LIFFE, il Festival Druga Godba ed altri. Lubiana e un'importante città congressuale. Ancor oggi e fiera del congresso della Santa Alleanza, tenutosi nei primi del sec. XIX, che nella città uni i più importanti statisti europei dell'epoca – adesso può offrire servizi congressuali di spicco. Al Cankarjev dom, il principale centro culturale e congressuale sloveno, negli alberghi della città e nelle vicine strutture protocollari ogni anno hanno luogo incontri d'importanza mondiale, conferenze e congressi di massimo livello.
    Lubiana da centro d'affari e commerciale, ospita varie fiere, e come altre capitali offre tante attraenti opportunità per lo shopping: da piccoli negozi nel centro città fino ai grandi centri commerciali in periferia. Ad ogni passo si trovano piacevoli cafè, pasticcerie, ristoranti, trattorie – sia per la riconoscibile gastronomia slovena sia per la loro offerta internazionale.
    Grazie all'Università, la vita della città di tutti i giorni e caratterizzata dalla sfida della gioventù, ed anche dal fascino del relax dato da una gita in barca lungo la Ljubljanica, una passeggiata per i giardini pubblici Tivoli, al contatto diretto con il centro cittadino, una visita all'Orto botanico con più di 4500 specie vegetali, oppure dal girovagare per lo Zoo, dalla partecipazione ad una visita guidata della Lubiana dell'architetto Plenik, da una salita sui vicini colli Rožnik, Šmarna gora o su una delle altre dolci colline nei dintorni. Invitano nei dintorni di Lubiana l'Iški Vintgar, la gola con pittoreschi tonfani; il centro climatico Rakitna, l'altopiano con un lago e un ben attrezzato sentiero circolare; Borovnica con la gola Pekel (Inferno) con varie cascate e rapide; Vrhnika con le sorgenti carsiche della Ljubljanica e l'ex certosa di Bistra, oggi sede del Museo tecnico della Slovenia; il lago detto Zbiljsko jezero con una ricca offerta di attività per il tempo libero; Sti?na con il famoso monastero cistercense ed il Museo della religione ... Sono molti gli abitati nei dintorni di Lubiana che invitano per la natura unica della palude di Lubiana (Ljubljansko barje). Siamo pronte a scommettere che il nome non ti dice granché: Lubiana, città della Slovenia, a meno di 100 chilometri dal confine con Trieste, non è tra le mete più conosciute. Male. Perché, invece, è una città semplicemente straordinaria, proprio perché è del tutto inaspettata. Innanzitutto è bella, con il lungofiume, gli alberi che le fanno da cornice, il castello che la domina dall'alto. Poi ha un'architettura veramente sorprendente, a metà tra liberty e innovazione, con palazzi eleganti e dal sapore austro-ungarico vicini a locali di design che non sfigurerebbero in città ben più blasonate, come Londrao Parigi. E poi ha una vita incredibile: tanti giovani che a ogni ora del giorno e della sera affollano piccoli ristoranti e caffè. E poi, cosa che non guasta, è vicina. Più di quanto ci si possa immaginare. Non hai bisogno di aspettare occasioni importanti per passarci qualche giorno.
    In assoluto il luogo più magico della città è il mercato, nella zona lungo il fiume, non lontano dai tre ponti. E' il cuore pulsante della città, il centro d'incontro e di appuntamenti, di vecchio e di nuovissimo. Aperto tutti i giorni tranne la domenica e i festivi dalle prime ore del mattino fino alle 18 (in estate) o alle 16 (in inverno) è il luogo in cui puoi capire l'essenza della città.
    Non è davvero
    possibile resistere alle mille tentazioni che ti si parano davanti agli occhi: i pani profumati e impastati con le spezie, i prodotti fatti con cera d'api e miele (candele grandi e piccole di ogni forma, miele di sapori e profumi diversi, pappa reale e cosmetici), i mazzolini di fiori secchi biedermeier, intrecciati dalle mani di due o tre donnine che stanno lì da tempo immemorabile; gli utensili di legno (suha roba, roba secca in sloveno) per la cucina (compresa la buffa macchina per tagliare il cavolo verza). E poi, anche se non devi comprare, fai un giro anche nel reparto coperto, sotto le volte disegnate dall'onnipresente Plecnik, dove si vendono carni, salsicce, pesci, formaggi, frutta secca in quantità e tipi diversi.
    Le ternovcanka, le signore di Ternovo, un quartiere campestre alle porte di Lubiana, sono una delle attrattive più tipiche. Arrivano con il carretto carico di verdure e non pagano la tassa di stazionamento perché sono considerate alla stregua di un monumento cittadino.
    Lubiana è gemellata con diverse città europee tra cui le italiane Pesaroe Parma, oltrechè Graz, Vienna e Klagenfurt in Austria, Chemnitz, Wiesbaden e Leverkusen in Germania, Nottingham in Inghilterra, Bratislavain Slovacchia, Tbilisi, Fiume, Atene, Mosca, Zagabria, Sarajevo, Belgradoe Bruxelles.
    La cucina di Lubiana è un piacevole miscuglio di sapori sloveni e tradizione austro-ungarica. La potete provare nella sua essenza più pura, in qualche locale che ha mantenuto le caratteristiche tradizionali, o "contaminata" da stili più moderni. La Slovenia e un Paese ospitale che sorprende il suo visitatore per la ricchezza dei piatti tradizionali sloveni e per le specialità gastronomiche, provenienti dall'estero, ma a cui e stata aggiunta un po' di personalità slovena. Sui tavoli ricchi di prelibatezze i cibi vengono da sempre accompagnati da ottimi vini provenienti dalle tre regioni vinicole slovene. Tutto questo sfarzo per il palato si può trovare sulle 20 strade del vino, nelle numerose trattorie tradizionali; sono molte le specialità e i vini che fanno parte dell'offerta regolare degli alberghi e dei ristoranti e, naturalmente, degli agriturismo. In molte parti della Slovenia le specialità gastronomiche vengono presentate anche alle manifestazioni specializzate del settore. La gamma dei piatti nazionali comprende molte bontà, legate alla solenne macellazione del maiale. Tra i piatti di tutti i giorni sono popolari quelli fatti con cavoli, fagioli e patate. Ogni regione slovena produce vari tipi di pane caratteristici della zona. Molti sono i piatti a base di farina, sono caratteristici soprattutto quelli fatti con il grano saraceno – un cereale che da una farina grigia. In tutto il Paese sono diffusi gli štruklji, conosciuti in oltre 70 varianti. E famosa anche la prekmurska gibanica, riccamente ripiena. Non c'e regione slovena senza potica – dolce di pasta lievitata arrotolata, ripiena di noci, semi di papavero, uvetta, varie erbe, ricotta, miele o persino ciccioli. Nel Litorale sorprendono gli originali piatti a base di pesce, ma anche le bontà a base di piante selvatiche di verdura e vari ortaggi (asparagi, carciofi, tartufi) e, naturalmente, il prosciutto crudo del Carso, stagionato alla bora. Il piacere viene completato ovunque dai vini – da quelli d'uvaggio a quelli di varietà, di qualità o di qualità speciali, fino agli spumanti. Nel Paese con influssi marini, dovrete provare il Teran, il Moscato giallo, la Malvasia, la Ribolla. Nella regione vinicola del Posavje nella Slovenia centrale dovrete assaggiare lo Cviek – una specialità slovena che vanta un sapore fresco e un basso tasso d'alcol. Le colline vinifere della regione del Podravje, nella parte orientale della Slovenia, viziano con ottimi vini di varietà, ad esempio il Riesling renano, il Traminer, il Sauvignon, lo Chardonnay, l'autoctona Ranina ed altri ottimi vini pregiati.
    FINE DEL TOUR 2016

    INFORMAZIONI SLOVACCHIA


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    ASSISTENZA
    Numero europeo delle emergenze: 112
    Pronto soccorso: 155
    Polizia: 158
    Vigili del Fuoco 150
    Soccorso stradale: 018154/018123, da cellulare 0903 431460 (attivo 24h su 24)
    Per la soluzione giudiziale di problemi legali ed in caso di assistenza infortunistica, ci si può rivolgere alla società Assinfort Europe, un?organizzazione internazionale di Studi Legali, presenti in molti Paesi europei con personale multilingue. Assinfort è presente a Bratisalava e contattabile al numero di tel. +421.2.59103700, Fax +421.2.59103701.

    ASSISTENZA SANITARIA
    In caso di soggiorno temporaneo nella Rep. Slovacca è opportuno fornirsi a scopo precauzionale della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), attestato riguardante il diritto alle prestazioni sanitarie in uno stato membro della UE. Tale tessera permette ai cittadini residenti in Unione Europea di usufruire di prestazioni sanitarie gratuite erogate dal sistema sanitario nazionale del Paese aderente all?UE che si sta visitando. Per maggiori informazioni rivolgersi alla propria ASL di appartenenza. Per i cittadini Extra UE è consigliabile stipulare un?assicurazione privata. Consulta anche il sito del Ministero della salute.

    DOCUMENTI DI VIAGGIO
    Per entrare in Slovacchia è sufficiente la carta d?identità valida per l?espatrio o il passaporto, in corso di validità. I minori per poter entrare in Slovacchia necessitano della carta d?identità o del passaporto individuale in corso di validità. Assicurazione: sufficiente l'assicurazione e la patente italiana. La Carta Verde non è più obbligatoria. Se si conduce un veicolo del quale non si è proprietari bisogna avere una lettera di autorizzazione a condurre rilasciata dal proprietario o il contratto di noleggio.

    DIVIETI
    In Slovacchia è assolutamente vietato guidare qualsiasi veicolo a motore dopo aver consumato dell'alcol. Il tasso alcolico consentito nel sangue è 0%. L?uso del telefono cellulare è proibito durante la guida. I mezzi con peso superiore alle 7,5 t non possono circolare sulle superstrade e autostrade durante i giorni festivi, prefestivi e i fine settimana.

    LIMITI DI VELOCITA'
    Centri urbani: 60 km/h
    Strade extraurbane: 90 km/h
    Autostrada: 130 km/h

    NORME DI GUIDA
    Circolazione a destra, sorpasso a sinistra. Fari anabbaglianti obbligatori 24 ore su 24 per tutti i veicoli dal 15 ottobre al 15 marzo. I motocicli devono tenere i fari anabbaglianti accesi sempre. I fendinebbia possono essere utilizzati in condizioni di scarsa visibilità. Si consiglia di rispettare i limiti di velocità: i controlli della polizia sono particolarmente severi nei confronti dei veicoli stranieri. E'vietato l?uso delle gomme chiodate. Gli pneumatici invernali sono raccomandati dal 15/11 al 15/3. Le catene da neve sono consentite quando la strada è innevata.

    PAGAMENTO IN AUTOSTRADA - VIABILITA'
    Alcune autostrade e strade a scorrimento veloce richiedono il pagamento del pedaggio. E? necessario acquistare un bollino con validità che può essere annuale o quindicinale ed applicarlo sul parabrezza in basso a destra. Il costo dipende dal peso del veicolo. Lo sticker è acquistabile in frontiera, in alcune stazioni di rifornimento e negli uffici postali.
    Le strade sono spesso sconnesse: va prestata particolare attenzione alla guida sulle strade di campagna in quanto sono poco illuminate e i ciclisti spesso vestono di scuro correndo su entrambi i lati della strada. Le piste ciclabili sono lungo il Danubio, tra Bratislava e la diga di Gabrikovo. I pedoni spesso attraversano la strada, anche al di fuori delle strisce pedonali, senza aver controllato. Trasporti pubblici: rete ferroviaria molto estesa, rete filotranviaria: efficiente. A Bratislava ci sono autobus, trolleybus (autobus elettrici) e tram. Sono in funzione dalle 5 alle 24. Di notte ci sono corse speciali, poco frequenti. Esistono biglietti di diversa durata 10-30-60 minuti. Si possono acquistare biglietti che durano 24 o 48 ore. Per maggiori informazioni visitate il sito non ufficiale dei trasporti pubblici a Bratislava.
    Itinerari dall?Italia: 1)per Bolzano: autostrada del Brennero, Innsbruck, Kufstein, Salisburgo, Linz, St. Polten, Vienna, fine autostrada, Bratislava (660 km ca.) 2)per Udine: Villach, Klagenfurt, Vienna, Bratislava (550 km ca.).
    In primavera ed estate esistono servizi traghetti sul Danubio da Vienna a Bratislava.

    EQUIPAGGIAMENTO OBBLIGATORIO
    Casco di protezione per conducente e passeggero di un motociclo di cilindrata superiore ai 50 cm3. Cinture di sicurezza: conducente e passeggeri devono viaggiare allacciati. Bambini: al di sotto dei 12 anni devono viaggiare solo sui sedili posteriori. Triangolo di presegnalazione veicolo fermo. Cassetta di pronto soccorso. Sigla identificativa dello Stato. Roulotte e camper: se si possiedono articoli di valore bisogna dichiarali alla dogana oppure avere un inventario del contenuto del caravan.

    RETE CELLULARE
    Tim 119, dall?estero +39 339 9119 a pagamento, www.tim.it;
    Vodafone 190, dall?estero +39 349 2000 190 a pagamento, www.vodafone.it;
    Wind 158, dall?estero +39 320 5000 158 a pagamento, www.wind.it.
    Tre: 133, dall?estero +39 393 393 133 a pagamento, www.tre.it
    Da qualunque rete GSM in caso di emergenza, anche senza Sim Card, comporre il numero 112 che connette con il servizio Pubblico di emergenza.

    RIFORNIMENTO
    Benzina verde (95-98 ottani), Diesel, Gpl. Le stazioni di servizio sulle principali strade e nelle grandi città sono aperte 24 ore su 24. Le carte di credito sono accettate praticamente in tutte le stazioni di servizio delle grandi città e delle regioni turistiche. Importazione di 10 l di carburante in taniche autorizzata.

    TELEFONO
    Per la Repubblica Slovacca 00421 più il prefisso della località senza lo zero più il numero desiderato.
    Per l?Italia 0039 più il prefisso della località con lo zero più il numero dell?abbonato. I telefoni pubblici accettano monete e carte prepagate acquistabili negli uffici postali, stazioni ferroviari, centri commerciali.

    MONETA
    Corona slovacca. Le maggiori carte di credito cominciano ad essere diffusamente accettate, soprattutto nelle strutture commerciali più grosse. Si possono prelevare contanti dagli sportelli Bancomat legati ai circuiti internazionali.

    INFORMAZIONI SLOVENIA


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    Viaggiare informati in Slovenia.
    Tutte le informazioni per LA Slovenia: i documenti necessari, le norme di guida, e i numeri utili per una vacanza sicura.

    ASSISTENZA
    NUMERO UNICO DI EMERGENZA 112
    Polizia: Tel. 113
    Soccorso stradale AMZS: 1987
    E'possibile inoltre avere informazioni telefonando al Centro Informazioni AMZS (Automobile Club Sloveno) tel.00386 15 188
    (attivo tutti i giorni dalle ore 05,30 alle ore 20,00) oppure visitando il sito web (in lingua inglese): www.amzs.info/uk. Utile da consultare anche il sito web : www.viaslovenia.com.

    ASSISTENZA SANITARIA
    I cittadini dei paesi membri dell?Ue, della zona economica europea e della Svizzera, in possesso della carta europea di assicurazione sanitaria (TEAM card), hanno diritto ai servizi sanitari, necessari per ragioni mediche, come specificato nel Regolamento CEE n. 1408/71. Con questa carta europea,i cittadini dei paesi elencati, hanno diritto ai servizi sanitari urgenti o necessari direttamente presso i medici e gli istituti sanitari convezionati. Si possono pertanto richiedere solo servizi di livello primario, diversamente per i trattamenti specialistici o per il ricovero in ospedale si deve avere l?impegnativa rilasciata dal medico di primo livello.

    DOCUMENTI VIAGGIATORI E VEICOLO
    Carta d?Identità valida per l?espatrio oppure il Passaporto. Con l?entrata del Paese nell?area Schengen sono stati eliminati i controlli alle frontiere terrestri, marittime e aeroportuali e sono stati aboliti i valichi di frontiera tra Slovenia e Austria, Italia e Ungheria. I minori possono passare il confine esterno solo con un documento valido per l'espatrio ed in alcuni casi anche la carta di identità valida, l?attestato d?identità vistato dalla Questura o altro documento valido per l'espatrio. Per maggiori informazioni vi consigliamo di rivolgersi alla Questura di Provincia o consultare il sito della Polizia di Stato. Per quanto riguarda invece la guida, la patente italiana è riconosciuta e resta obbligatoria l'assicurazione e la carta verde. Infine se si guida un?auto di cui non si è proprietari, è necessario viaggiare con una delega a condurre all'estero rilasciata dal proprietario, firmata da un notaio e corredata da anche dal certificato di immatricolazione.

    DIVIETI
    Il limite consentito di tasso alcolico nel sangue è di 0,05% per il conducente di una vettura privata. Per un conducente professionista invece il trasso alcolemico legale consentito è dello 0%. E? vietato l?uso del telefono cellulare mentre si guida a meno che non ci sia un impianto viva-voce. La circolazione dei mezzi con peso superiore alle 7,5 t è vietata: tutte le domeniche e i giorni festivi dalle 08,00 alle 22,00 ed il venerdì santo dalle 14,00 alle 22,00. Nel periodo estivo (15 giugno-15 Settembre) il divieto è in vigore il sabato dalle 7,00 alle 13,00 e la domenica dalle 7,00 alle 22,00.

    LIMITI VELOCITA'
    Limiti di velocità
    50 km/h nei centri abitati;
    90 km/h fuori dei centri abitati;
    100 km/h sulle strade a doppia corsia per ogni carreggiata;
    130 km/h in autostrada.

    NORME DI GUIDA
    Circolazione a destra, sorpasso a sinistra. I fari anabbaglianti accesi anche di giorno.
    Dal 15 novembre al 15 marzo e quando le condizioni climatiche lo richiedono, vige l?obbligo di avere le catene a bordo o di viaggiare con pneumatici da neve. I pneumatici chiodati sono vietati su tutte le strade. Per altre informazioni visitate il sito dell?Automobil Club Sloveno (AMZS).
    Cinture di sicurezza: è obbligatorio indossarle su tutti i sedili.
    Seggiolini per bambini: i bambini devono essere trasportati in seggiolini di sicurezza adeguati alla loro taglia. I bambini di età superiore ai 12 anni possono utilizzare la cintura di sicurezza. Fino a 12 anni non si può viaggiare sui sedili anteriori.
    Casco Obbligatorio per motociclisti, ciclomotoristi e ciclisti. Ai bambini di età inferiore ai 12 anni non è consentito viaggiare in motocicletta.

    Tasso alcolemico legale:
    - conducente di vettura privata o di motocicletta: 0,05%
    - conducente minore di anni 21, patentato da meno di 2 anni e professionista: 0%
    Test di rilevamento: i test vengono effettuati nel caso un conducente sia sospettato di essere sotto l?influenza dell?alcol o di stupefacenti, oppure a seguito di un incidente o di un?infrazione.

    PAGAMENTO AUTOSTRADA ? VIABILITA?
    In Slovenia, per l'utilizzo delle autostrade e delle superstrade è imposto il pagamento del pedaggio. Tutti i veicoli, con peso complessivo NON superiore alle 3,5 tonnellate, devono obbligatoriamente essere provvisti di un contrassegno prepagato, conosciuto anche come "vignette".
    Per i veicoli con peso complessivo superiore a 3,5 tonnellate, invece, è applicato un pedaggio calcolato in base ai chilometri percorsi. Il pagamento avviene direttamente al casello e può essere effettuato o in contanti o con telepass elettronico (sistema ABC) o con carta DARS (Società per le autostrade della Repubblica di Slovenia).

    Tipologie e prezzi
    Automezzi (con massa complessiva non superiore a 3,5 t):
    Annuale ? 95,00
    Mensile ? 30,00
    Settimanale ? 15,00

    Motoveicoli
    Annuale ? 47,50
    Semestrale ? 25,00
    Settimanale ? 7,50

    Validità
    Il bollino autostradale annuale è valido dal 1° dicembre dell'anno precedente sino al 31 gennaio dell'anno successivo (in totale 14 mesi).
    Il bollino autostradale semestrale è valido sei mesi dalla data dell'acquisto. Il bollino autostradale mensile è valido dal giorno dell'acquisto e scade lo stesso giorno del mese successivo (esempio: il bollino acquistato il 30 marzo, scade il 30 aprile). Se il mese successivo non comprende il giorno dell'acquisto, il bollino scade l'ultimo giorno del mese (esempio: il bollino acquistato il 30 gennaio, scade il 28 febbraio). Il bollino autostradale settimanale è valido sette giorni consecutivi a partire dal giorno stabilito dall'utente all'atto dell'acquisto. I bollini semestrali, mensili e settimanali devono essere convalidati dal punto vendita tramite foratura.

    I bollini si possono acquistare in :

    - Italia: presso le Stazioni di servizio autostradali di Duino, Gonars, Fratta e Fella, presso alcune edicole e Uffici dell'Aci.
    - Austria: presso le stazioni di servizio, i distributori di carburanti e gli uffici dell'Automobile Club Austriaco (OAMTC).
    - Slovenia: presso i valichi di confine o presso i caselli autostradali.

    Il contrassegno è autoadesivo e deve essere incollato sul parabrezza del veicolo in modo da poter essere individuato con facilità in caso di controlli. Sui motoveicoli deve essere incollato in modo visibile su una parte non sostituibile (o difficilmente sostituibile) del mezzo. La parte inferiore del contrassegno (talloncino) non deve essere incollata ma conservata con cura. Il bollino deve essere incollato prima di imboccare il tratto autostradale per il quale è previsto il pagamento del pedaggio. Il bollino esposto ma non incollato NON è considerato valido e, in caso di controllo, verrà applicata una sanzione pecuniaria come se il contrassegno non fosse stato acquistato. I controlli da parte delle Autorità sono frequenti e molto severi.
    L'utilizzo delle autostrade e delle superstrade senza il contrassegno, valido e adeguatamente posizionato sul veicolo, è considerato una violazione della Legge sulle strade pubbliche ed è sanzionato con una multa da 300 a 800 euro.
    Per ulteriori approfondimenti consultare i seguenti siti:
    www.dars.si (sito della società che gestisce la rete delle autostrade slovene)
    www.amzs.si (sito dell'Automobile Club Sloveno)
    www.viaggiaresicuri.mae.aci.it. (sito del Ministero Affari Esteri - Italia)

    EQUIPAGGIAMENTO OBBLIGATORIO
    Triangolo: obbligatorio. L?eventuale rimorchio deve avere il suo triangolo.
    Estintore: obbligatorio a bordo degli autocarri e dei pullman.
    Giubbetto riflettente: è obbligatorio indossarlo se si scende dal veicolo, lungo la corsia di emergenza in autostrada. Tutte le persone che scendono dal veicolo devono indossarlo.
    Lampadine di ricambio: obbligatorie
    Cassetta di pronto soccorso: raccomandata
    È obbligatorio per tutti i veicoli tenere i fari anabbaglianti accesi su tutte le strade, giorno e notte. I proiettori fendinebbia possono essere utilizzati quando la visibilità è inferiore a 50 m.

    RETE CELLULARE
    Per il roaming internazionale contattare il proprio operatore di telefonia mobile.
    Servizio Clienti
    Tim: 119, dall?estero +39 339 9119 a pagamento.
    Vodafone: 190, dall?estero +39 349 2000 190 a pagamento.
    Wind: 158, dall?estero +39 320 5000 158 a pagamento.
    Tre: 133, dall?estero +39 393 393 133 a pagamento.
    Da qualunque rete GSM in caso di emergenza, anche senza Sim Card, comporre il numero 112 che connette con il Servizio Pubblico di emergenza.

    RIFORNIMENTO
    Benzina verde (95/98 ottani), Diesel, GPL. Accettate le carte di credito nelle stazioni di rifornimento. Non esistono distributori automatici. Lungo le superstrade e le autostrade le stazioni di rifornimento sono sempre aperte.

    TELEFONO
    Per l?Italia 0039 più il prefisso con lo zero più il numero dell?abbonato. Per la Slovenia 00386 più il prefisso della località senza lo zero più il numero desiderato.

    MONETA
    Euro. Le carte di credito sono diffusamente accettate, ed è possibile prelevare contanti dagli sportelli bancari.

    COSTI

    - I costi sono calcolati considerndo la partecipazione di almeno 10 camper, se le adesioni fossero in numero inferiore, Eventi e Viaggi in Camper potrà annullare il viaggio o proporre agli equipaggi aderenti di ripartire i costi eccedenti (guide turistiche, noleggio bus o altro che si riferisce al gruppo)
    120€ - Camper (Soste Camping, Parcheggi per visite)
    135€ - Adulti (Soggiorno Camping, biglietti di ingresso visite, guide turistiche, spostamenti in bus,treni)
    80€ - Bambini 4-11 anni (Soggiorno Camping, biglietti di ingresso visite, guide turistiche, spostamenti in bus,treni,traghetti)
    0€ - Bambini fino a 4 anni
    20€ - Animali

    SCADUTO

    Per Maggiori Informazioni puoi compilare il modulo o contattarci telefonicamente
    InfoLine +39 338 7860333